Tra debiti e sprechi… io speriamo che me la cavo!

Nell’Italia arruffona e sprecona di oggi non poteva mancare la voce di Fontana Liri. E il nostro paese non si accontenta di pronunciarlo quel “presente!”, come si usa quando si vuol far rilevare la propria partecipazione ad un evento. No. Sgomitando a destra e a manca tra una folla di protagonisti delle più sconce vicende italiche, Fontana, non paga di aver finalmente raggiunto una posizione invidiabile nella prima linea dello spreco pubblico, quel “presente!” continua a urlarlo a pieni polmoni per meglio farsi notare. Eh sì, perché spreco non è solo pagare 10 ciò che si può fare con 5. Spreco è finire un lavoro pubblico e anziché nel 2012, consegnarlo nel 2013, 14, o 15 (per esempio il Pallone tensostatico). Spreco è iniziare una strada e lasciarla a metà, alla mercé di sterpi, rovi e sassi (vedi le Scalette Fontana superiore). Spreco è iniziare i lavori e interromperli a metà per una diciamo così inadeguata progettazione o esecuzione dei lavori (Pista ciclabile); spreco è realizzare lavori che richiederebbero pochi mesi in anni ed anni (come l’Asilo comunale). Spreco è spendere migliaia di euro pubblici installando nel Centro Anziani una impressionante batteria di climatizzatori, pagandone i relativi consumi, sia d’inverno che d’estate: non sarebbe stato più opportuno, prima di pensare ad “abbellire” la struttura, studiare una adeguata coibentazione termica? Spreco è quanto sta accadendo al laghetto, che quando sarà inaugurato sarà già malandato e arrugginito! Spreco è quanto sta accadendo al campo di calcetto, finito da mesi ed ancora inutilizzato! Spreco, oltre che scandaloso, è come è stata gestita la già completata struttura “Vecchio mulino”. Viene da chiedersi: se fosse stata proprietà privata del sindaco, avrebbe lo stesso fatto quella fine? E allora è ridotto così solo perchè “cosa pubblica”? Ma di questo ci occuperemo in maniera dettagliata in futuro. Giova qui ricordare che tali “monumenti” fontanesi hanno un costo per la comunità, non rappresentano soltanto il segno tangibile dell’incapacità. Purtroppo lo spreco è un po’ come il figlio di p……..(o di buona donna per i palati fini): è complicato trovargli un padre!!! Scherziamo ovviamente. Fortunatamente, quando il buon Dio ha fatto noi Italiani, mosso da infinita pietà, ha pensato bene di fornirci uno spiccato senso dell’umorismo per permetterci di masticare e digerire, pur tra noiosi, fastidiosissimi bruciori di stomaco, ogni sorta di indecenza, schifezze e nefandezze varie che i nostri amministratori, locali e non, ci costringono, giornalmente, ad ingurgitare. E meno male che li eleggiamo noi!!!

Flavio Venditti

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