L’antipolitica, le ombre di Grillo ed i tentennamenti del PD

Visto che sono stato preso di mira, bonariamente, in quanto segretario di Circolo del PD, da amici del Movimento a Cinque Stelle, assegno alla rete questo mio personalissimo contributo. Mi vogliono far credere che il PD è il peggior partito d’Italia. Che ne faccia di cazzate non è che me lo debbano dire loro. Lo so. Ma che ci siano tante persone oneste e perbene che si battano per migliorare questo partito ne sono convinto. Io mi reputo tra queste ultime.

Una premessa: rispetto tante persone del movimento cinque stelle ed ho simpatia per molti temi che propongono. Mi piace un po’ meno l’assenza di dialogo ed il qualunquismo dei comizi di Grillo. La mia è una posizione tanto critica verso il personaggio Grillo quanto aperta verso le battaglie del suo movimento. Che ovviamente osservo dall’esterno, essendo di un preciso orientamento politico ed essendo un addetto stampa di un parlamentare europeo del PD.

Il motivo principe che mi ha spinto è il fatto che secondo chi frequenta gli ambienti del Movimento a Cinque Stelle, solo loro hanno il diritto di parola, gli altri sono tutti marci e corrotti e facenti parte di un sistema da abbattere. Rispetto, pur non condividendo, questa posizione. Ma allora se giochiamo a fare i puri, bisogna esserlo fino in fondo.

GRILLO: LA POLITICA NON SO SE CI GUADAGNA, LUI SICURAMENTE SI.

“Non saremo mai un partito, noi vogliamo distruggerli i partiti”. Così Grillo qualche anno fa. Poi il Partito (no, scusate, Movimento) l’ha fondato ed ora si prepara (legittimamente) alle elezioni politiche del 2013. E’ sicuramente facile attaccare i partiti oggi perchè fanno di tutto per farsi attaccare. Capisco le proteste e le indignazioni. Grillo risponde al desiderio di riparazione, di giustizia e di contropartita per i torti ingiustamente subiti che il peso implacabile della deriva politica e della crisi economica esige da chi è costretto a sopportarne le conseguenze più dolorose. Dimostra di conoscere le armi della comunicazione (si mostra sui media da anni senza contraddittorio) ed il segreto della popolarità: offre soluzioni semplici a problemi complessi. Un altro unto del signore? Speriamo di no. Sicuramente è un altro che con la politica ci sta guadagnando e non solo in termini di consenso. Basta vedere le dichiarazioni dei redditi di Grillo che andamento hanno avuto da quando ha iniziato a fare il capopopolo. Quando era solo un comico incassava circa 2,5 milioni di euro all’anno. Poi ha iniziato ad attaccare la casta, ha aperto il blog, ha dato vita al suo movimento e ha sfondato la soglia dei 4 milioni grazie alla popolarità e alle vendite legate al suo movimento.

LA PRESUNZIONE: GUAI ALLE CRITICHE…

Preoccupa un po’ la violenza verbale mista all’aura di arroganza e presunzione che troppo spesso sembra trasparire dagli ambienti a 5 stelle. Il gruppo dei “duri e puri” che si contrappone alla massa di decerebrati, conniventi, affaristi e malpensanti di chi milita o anche vota solamente per un altro partito. Chiunque avanzi dei dubbi è connivente con il sistema e quindi da abbattere e distruggere. Si, il movimento è caratterizzato dalla completa e totale assenza di rispetto nei confronti degli “altri” e si irrita molto facilmente verso chi magari evidenzia lacune programmatiche e strutturali. All’atleta Josefa Idem è bastato scendere dalla canoa e rilasciare una frase critica contro Grillo, definito “una patacca”, per finire sotto il tiro incrociato del movimento. La canoista aveva attaccato il comico genovese: “Coglie i momenti più visibili per dei messaggi che fanno scalpore e avere attenzione. Noi siamo un paese che si emozione e tifa, ma questo non vuol dire che andiamo a invadere o fare delle guerre”. Pochi concetti, che sono bastati a tirarle contro gli strali dei grillini, alcuni dei quali anche offensivi. Prima era capitato al cantante dei Subsonica che criticava l’esultanza per il risultato delle regionali del Piemonte: non c’era niente da esultare nel barattare un paio di consiglieri regionali cinquestelle, che non contano niente, consegnando il governo della Regione al PDL. Anche in quell’occasione il Movimento dimostrò di non gradire queste affermazioni. Ma la domanda di fondo è: perché Grillo (e i grillini) può permettersi di sputare veleno su tutto e tutti, dal Presidente della Repubblica ai Giochi Olimpici, ma non accetta il contraddittorio, un’idea diversa dalla sua, che subito viene definita demagogia, invettiva puramente politica per destabilizzare il suo Movimento? Perché chiunque si azzardi ad avanzare dubbi o replicare a Grillo deve essere bollato come “scorretto”?

L’ASSENZA DI IDEOLOGIA

E’ lampante la totale mancanza di riflessione “ideologica”. Da qui le dichiarazioni in base ai sondaggi. Grillo è passato velocemente dall’elogio incondizionato del governo Monti al dileggio del medesimo come «servo delle banche» e «frutto di un golpe»; dall’apologia degli evasori fiscali alla difesa d’ufficio di Bossi e «family» («vittime di un complotto della magistratura»), dal corteggiamento degli xenofobi («la cittadinanza ai figli d’immigrati non ha senso») a quello della mafia. Si schiera con tutti e con nessuno. Perché tutti votano, anche evasori fiscali, leghisti delusi, xenofobi e i mafiosi. Propone l’abolizione del valore legale dei titoli di studio, proposta che piace molto al Governo dell’austerity ed a Confindustria, in particolare al ministro Profumo. Non viene affrontato il discorso su come voler riformare il mercato del lavoro, non viene detto nulla sull’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Disoccupazione, precariato, casa: tutti questi temi sono stati abbandonati perchè troppo di parte. Il movimento cinque stelle, invece, ultimamente dà l’idea di voler abbracciare tutto. C’è poi il rischio che questa nuova politica si riduca al post su facebook o alla “twittata” nella convinzione che basti questo per essere cittadini attivi e partecipi.

PREDICARE BENE…E RAZZOLARE?

Intanto le due famose questioni che additano al leader genovese: quello della fedina pedinale, visto che Grillo è stato condannato per omicidio colposo (incidente stradale); e quello della residenza in Svizzera. Sicuramente per chi si batte per il parlamento pulito e propone una certa etica, non è il massimo. Ma andiamo oltre: nel 2003 la Gestimar, l’immobiliare di famiglia di cui Grillo è socio insieme con il fratello Andrea (nel 2006 hanno denunciato 12 appartamenti in provincia di Genova, per un reddito imponibile di 53.530 euro) ha usufruito del berlusconiano condono tombale, uno dei bersagli preferiti negli spettacoli di Grillo. Peccati veniali che non intaccano la fiducia dei fan. Anche perché le disavventure giudiziarie non risparmiano neppure loro. A Genova, la capitale del grillismo, uno degli organizzatori del V2-day, che ha presentato in questura il preavviso per la manifestazone del 25 aprile, nel 2007 è stato condannato (patteggiando) a 1 anno e 4 mesi per bancarotta fraudolenta. Per finire con il neo assessore di Parma Roberto Bruni, a cui era stata affidata la delega all’Urbanistica, coinviolto nel fallimento della sua azienda nel settore edile nel 2011 e problematiche relative ad un abuso edilizio. Di recente, in carcere, con l’accusa di detenzione per spaccio di droga, una consigliera municipale del Movimento Cinque Stelle a Genova. E’ la trentacinquenne Diletta Botta, che con il movimento di Grillo era stata eletta nel Municipio Ponente ed era anche stata candidata in consiglio comunale, mancando di poco l’elezione.

RIMBORSI E FONDI

A parte il chiacchiericcio sui fondi che Di Pietro avrebbe inizialmente concesso per finanziare il blog di Grillo, il Movimento Cinque Stelle non disdegna i tanto vituperati rimborsi elettorali. Se, è vero, ha rinunciato a quelli nazionali, quelli regionali e locali sono invece stati accettati(e spesi). Per carità, stiamo parlando di soldi legittimi. Come i 193.145,11 euro di contributo al gruppo consigliare Cinque Stelle in Regione Emilia che nel 2010 era riuscito a fare eleggere due consiglieri: Andrea Defranceschi e Giovanni Favia. La maggior parte sono soldi spesi per pagare personale aggiunto al gruppo, altri (28.209,31 euro) se ne sono andati in generiche consulenze e rimborsi spese. Tutto questo è normale, la politica costa: i finanziamenti pubblici servono proprio a questo, a garantire il buon funzionamento dei partiti e degli organi consiliari. Perchè però gridare allo scandalo quando lo fanno gli altri? E’ proprio di questi giorni la notizia di consiglieri regionali che pagano, con soldi pubblici, interviste e ospitate nelle tv e nelle radio locali. Una bufera politica in pieno Ferragosto, che a Bologna coinvolge politici di ogni colore, solo il Pd si chiama fuori, e provoca l’intervento dell’Ordine dei giornalisti pronto ad aprire un’inchiesta. Tra i politici paganti, a sorpresa, c’è pure il grillino Giovanni Favia, che in Regione è stato eletto sull’onda della protesta contro la Casta e che ogni giorno denuncia gli sprechi del palazzo.

LO STIPENDIO DEI CONSIGLIERI REGIONALI

Una premessa: l’indennità dei consiglieri regionali rappresenta una delle più grandi vergogne dell’Italia. In alcuni regioni supera i diecimila euro mensili, con vitalizio assicurato dopo metà consiliatura, reversibile al coniuge e, in qualche regione, anche ai figli!!! Lo scandalo Lazio ha avuto l’effetto positivo di accendere i riflettori su questa anomalia italiana. Ma restiamo al tema: non è vero che i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle guadagnano “solo 2500 euro al mese”, in quanto percepiscono il medesimo stipendio dei colleghi, con tanto di diaria, rimborsi spese e gettoni di presenza. Ciò che eccede i 2.500 euro al mese va a finire, spontamentamente, in un “conto progetto” che si concretizza poi nel roboante “R-day”, Restitution day, in cui vengono finanziati “progetti a 5 Stelle”. Ossia, soldi agli amici e agli amici degli amici, seguendo la perfetta logica del “clientelismo” politichese tanto vituperato dai seguaci di Beppe Grillo. Possiamo definirlo anche questo un finanziamento pubblico, seppur spontaneo (in quanto scelto dai consiglieri regionali eletti del Movimento).

MERITOCRAZIA O MILITANZA?

Il Movimento 5 Stelle millanta criteri di meritocrazia, ma nel frattempo negli staff di supporto delle segreterie del consiglio regionale assume fedelissimi. Vediamo quel che accade nella Regione Piemonte. Nello staff vi sono: Ivan Della Valle, candidato non eletto alle regionali; Giorgio Bertola, ex consigliere comunale di Rivoli; Marco Scibona, leader dei No Tav in val Susa; Marco Nunnari, candidato alle amministrative di Torino e non eletto; Marco Rodella, in corsa alle Regionali ma anch’egli non eletto; infine Laura Castelli, che prima delle elezioni Regionali faceva parte della Lista Civica “Verdi con Bresso” di Mariano Turigliatto, ma poi ha aderito al movimento di Grillo. In tutto questo io non ci trovo nulla di male: perchè la politica è impegno, e l’impegno va retribuito. Per chi la fa in maniera trasparente è un modo onesto per potersi dedicare in pieno all’attività politica. E ad un consigliere regionale, deputato, ma anche ad un sindaco, per svolgere al meglio il proprio compito, servono collaboratori. Solo che se lo fanno gli altri partiti è uno scandalo, il Movimento Cinque Stelle invece può farlo candidamente…

ASSENZA DI DEMOCRAZIA NEL MOVIMENTO. IL NUOVO DUCE.

Chi non si allinea alla voce del Grillo va fuori. Punto. Come un dittatore ha imposto: “I rappresentanti del Movimento 5 Stelle non andranno in televisione”. Quindi niente dibattiti, interviste e trasmissioni di approfondimento politico. Non male per un movimento che fa della partecipazione e del confronto uno dei propri pilastri. In tv, di certo, non ci va Grillo. Molto comodo: un po’ come Berlusconi nel ’94, che rifiutò tutti i confronti televisivi. Grillo, a quanto si legge, va oltre perchè non è in grado di avere un contraddittorio neanche con i Grillini: infatti ha rifiutato tutti i confronti pubblici con gli esponenti del movimento espulsi od allontanati. Scrive Luca Mullanu sul suo blog: “Dall’esperienza di Parma abbiamo capito che maggiore democrazia nel Movimento 5 Stelle rispetto ai partiti significa sostituire al segretario un padrone. Idea originale, però qualcuno la mise in pratica anche negli anni ’20. Uno vale uno, ma forse uno vale più degli altri”.

I FUORIUSCITI

Per essere un movimento di fresca nascita si annotano un po’ troppe espulsioni e contestazioni: Gaetano Vilnò, il primo epurato assieme al suo gruppo, per il semplice fatto di aver rivolto delle domande è stato cacciato. Dichiara Vilnò: “Ancora non sappiamo il motivo vero del nostro allontanamento”. Andrea Maggi, consigliere del VI municipio di Roma. Poi il consigliere comunale di Modena Vittorio Ballestrazzi che dice: “Sono un semplice iscritto che fin quando taceva e si allineava poteva usarlo, soprattutto prendendo e autenticando più di mille firme, mentre adesso lo si butta via come una scarpa vecchia perché osa protestare e dissentire”, stessa sorte per Sandra Poppi consigliere regionale emiliano. Poi uno dei più famosi epurati, Valentino Tavolazzi, consigliere comunale di Ferrara, allontanato con un’espulsione in piena regola, che ricorda i metodi usati dai quei partiti tradizionali, da cui il Movimento ha sempre voluto distinguersi. Dall’altra parte d’Italia, a Matera, la lista civica a 5 stelle ha pubblicato una lettera aperta, in cui si chiede a Grillo di spiegare meglio cosa l’abbia spinto a espellere Tavolazzi. Di questi problemi non se ne sente parlare in tv: ma come, la stampa non è quella “schiava dei padroni e del sistema” e pronta a denigrare il “Movimento a cinque stelle”? Dovrebbero gongolare per queste notizie invece non si sente nulla. Strano. Ad Ancona avevano deciso di effettuare ogni sei mesi la turnazione del consigliere comunale. Poi però Andrea Quattrini, l’eletto, ha deciso di non mollare la poltrona. Ehi ma non erano solo quelli del PD i cattivi attaccati agli incarichi?

DIMISSIONI IN BIANCO

La pratica delle dimissioni in bianco per chi si candida con il Movimento Cinque Stelle è un’altra trovata di Beppe Grillo che negli ultimi tempi si sta affinando sempre di più: fa firmare le dimissioni preventive in modo che se una persona si allontana dalle sue vedute (ma sarebbe meglio dire dai suoi diktat) può essere allontanato in qualsiasi momento.

UN PROBLEMA MONTI PRIMA DI MARIO…

Non parlo dell’attuale Presidente del Consiglio ma di Serenetta Monti, candidata sindaco di Roma nel 2008. Le sue dichiarazioni fanno riflettere: “L’isolamento in cui si è rinchiuso Grillo è un’altra questione calda. Ed è un limite enorme il fatto che lui non scenda mai al confronto con nessuno, specie con il resto della politica”. Ed ancora: “L’anno scorso, prima delle regionali, è arrivato un ordine di allontanare persone che avevano versato il sangue per questo movimento, solo per imporre il candidato dall’alto”. E spiega perchè è uscita dal Movimento: “Ad un certo punto è subentrata una precisa volontà di abbandonare i gruppi creati sul territorio, di lasciare tutto nella confusione totale e fare una vera e propria operazione di marketing”. Cresce il mal di pancia all’interno: in Trentino prima ancora della protesta del non-simbolo la lista che si trovava in attesa di diventare ufficialmente parte del Movimento 5 stelle aveva già deciso di mettersi in stand by, chiedendo pubblicamente a Grillo di sospendere la richiesta di certificazione. E pochi giorni fa, sul loro sito, gli attivisti di Trento hanno sostituito il logo con quello ideato dai colleghi di Cento “uno vale uno” ed hanno dato vita al “Movimento sei stelle”.

LA PROMESSA NON MANTENUTA

Grillo, giugno 2010: «Il movimento è on line, lanceremo il portale a fine giugno. Il principio dell'”uno vale uno” sarà finalmente applicato». A ottobre di quest’anno il Movimento celebrerà il terzo anno senza portale.

DEMOCRAZIA DIRETTA?

Perchè questo ritardo? Forse c’è il sospetto di voler arrivare per inerzia alla gestione totale delle elezioni politiche del Movimento. Infatti, qualcuno sa con quale criterio si sceglierà il candidato premier della lista nazionale del Movimento Cinque Stelle? Votandolo in rete? Quali garanzie ci saranno per assicurare la trasparenza delle operazioni di voto (brogli informatici e la non infiltrazioni di gruppi di interesse)? Come si sceglieranno i candidati a premier? Come ci si potrà candidare a premier? Ed ancora: quali sono le regole per la candidatura a parlamentare? Come si sceglieranno i candidati deputati? Si faranno le primarie? Siccome il tempo è poco e le elezioni si avvicinano e di questi temi non se ne parla…i sospetti che alla fine Grillo sia il candidato premier ed una ristretta cerchia deciderà le candidature avanzano sempre più. Anche perchè, da un lato si critica il Porcellum, adesso che si parla di modificarlo Grillo grida allo scandalo ed al golpe dicendo che si tratta di una operazione contro il Movimento Cinque Stelle. Comodo dirlo, ma non è che dietro si cela la paura di non poter scegliere a proprio piacimento i candidati se cambia la legge? Bisogna fare il gioco di qualcuno?

DIETRO GRILLO

C’è un unico punto di riferimento, Beppe Grillo. Ed un’ombra: il suo editore, Gianroberto Casaleggio, quello che ne stampa i libri e pubblica i suoi dvd. Non c’è un solo grillino che non possieda almeno un libro di Grillo, che non abbia un dvd di un suo spettacolo. Grillo è un marchio. E come marchio, con la scusa della politica, vende e continuerà a farlo.

LA FAMIGERATA CASALEGGIO…

La Casaleggio Associati, nasce il 22 gennaio a Milano nei pressi della casa di Alessandro Manzoni, da cinque persone (Enrico Sassoon, Gianroberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich). La “mission” ufficiale dell’azienda è «di sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale» Per capire il quadro generale, rimanendo però sempre collegati con la Casaleggio Associati, è necessario conoscere la Webegg Spa: un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllata per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia. Tra giugno e agosto 2004, la IT Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro, il restante 30,2% è posseduta da Finsiel (79,5% Telecom Italia). Value Partners è la più grande società di consulenza strategica di origine italiana! Nel gennaio 2004 quindi dopo pochi mesi, come è stato detto, i cinque fondano a Milano la Casaleggio Associati.

IL FUORI ONDA CLAMOROSO DEL CONSIGLIERE FAVIA

Il consigliere regionale dell’Emilia Romagna Giovanni Favia, del Movimento 5 Stelle, in un fuori onda trasmesso da “Piazza pulita” di La7, attacca duramente: «Da noi la democrazia non esiste, c’è il rischio che il movimento esploda». E dice esplicitamente chi c’è dietro il movimento, ovvero Gianroberto Casaleggio: «Decide da solo, in rete non si può più parlare, prende per il culo tutti, da noi non c’è più libertà”.

LE OMBRE DELLA CASALEGGIO

Intanto quella massone: il video di promozione della Casaleggio Associati termina con l’immagine massonica più nota: il triangolo con l’occhio dentro, fiammeggiante. Poi i rapporti pochi chiari: nel 2004 la Casaleggio annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management che vanta tra i suoi clienti la banca d’affari JP Morgan che rientra nell’impero dei Rockefeller, una delle famiglie più influenti al mondo! Davanti al Centro Rockefeller di New York si staglia – casualmente – una statua gigante di Prometeo, voluta proprio dal magnate in persona! E’ molto indicativo venire a conoscenza che l’editore di Beppe Grillo abbia tra i partner proprio quella banca (JP Morgan), che ha interessi economici enormi in ogni dove, e soprattutto nel comparto bancario, energetico e petrolifero! Forse è anche per questo che sono state abbandonate le giustissime campagne contro l’inquinamento ambientale, le energie alternative, i biocarburanti, l’idrogeno?

L’ACCANTONAMENTO DEL SIGNORAGGIO

Grillo che nel 1998 sparava a zero sul Signoraggio, sulla truffa del debito pubblico e sui banchieri, oggi non dice nulla e si limita ad attaccare i politici che, però, nella versione del 98 erano semplici camerieri del potere economico. Cosa è successo nel frattempo? Ha ricevuto pressioni? Oppure ha cambiato idea? Nessuno lo sa ad eccezione della sua coscienza! A cosa servono il V-day, il Mastella-day e via dicendo se il vero e unico problema è la gestione massomafiosa della emissione monetaria che rende interi paesi schiavi del sistema economico, sotto la pressione di un debito inesistente? Forse serve per dirottare le masse e deviarle verso lidi estremamente funzionali per il Sistema che ci controlla? Qual è il senso di scatenarsi per un parlamento pulito (contro i politici pregiudicati), movimentare le masse per assurde liste civiche, quando i controllori della politica sono e rimangono i grandi banchieri internazionali? Questo almeno quel che si sosteneva nel lontano 1998. Grillo sosteneva che coloro che emettono la moneta hanno il Potere di far fare le leggi ai burattini in Parlamento. Oggi perchè tale tema è accantonato, addirittura deriso? Da qui parte una teoria dei complottisti (chi di complotto ferisce di complotto perisce): al Potere, le iniziative di Grillo (inconsapevolmente ci auguriamo tutti) fanno estremamente comodo, perché il vero e unico problema che ha il Potere è il risveglio della coscienza delle Individualità. Persone libere di pensare, sentire e agire, indipendentemente dagli insegnamenti e dalle dottrine di un qualsiasi messia o maestro di vita.

CONCLUSIONI.

Le conclusioni sono aperte. Viviamo in un periodo difficile, confuso e delicato, pertanto non ho nessuna certezza da dare. Permangono tanti dubbi. Sulla politica, sul PD, su Grillo, sul MES, sul fiscal compact. Su un futuro che appare sempre più nero. E’ un articolo in divenire. Da iscritto e segretario PD, è chiaro che mi rivolgo soprattutto a questa parte politica. Vorrei che ascoltasse con maggiore attenzione anche le proposte che giungono da questo Movimento, che spesso incarna nobili battaglie. Ma è chiaro che questo articolo vuol servire anche ai “grillini”, quanto meno per far capire che al gioco del denigrare possiamo partecipare tutti. Si cavalca l’accusa a D’Alema che stava in una cena elettorale con Tarantini e non ci si scandalizza di Grillo al fianco di Fiorito in un convegno? Il brutto di Grillo è che sono tutti marci e con lo slogan del tutti a casa è facile fare strada. Non si distingue mai niente. Dovrebbero contare solo le azioni propositive e per costruire. Sicuramente il male è questa politica, la situazione in cui questo modo di intendere la gestione della cosa pubblica, solo per i propri interessi, ci ha portati. Grillo ha trovato terreno fertile ed in un modo o nell’altro sta anche dando vivacità al dibattito (a dir la verità negli ultimi tempi di meno). Spero che porti un contributo, per quanto abbiamo capito sia impossibile un confronto con lui. Grillo soffia sul qualunquismo e tocca gli animi di molti di noi, stanchi e delusi da spettacoli spesso indecorosi. Il PD assiste inerme. Sel non sfonda. Sullo sfondo il ritorno spettrale di Berlusconi. Ebbene, si, siamo a teatro: Berlusconi è la commedia, Bossi è la farsa, Grillo è l’attore (definizione dell’illustre e compianto Dino Risi). Tocca al PD decidere: fare il protagonista o continuare a ritagliarsi un ruolo da comparsa?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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