Sara Battisti: “No ai personalismi”. Anche Martina Innocenzi con il segretario provinciale. Alessio Gentile: “La maggioranza non c’è più, è un dato di fatto”.

Dopo le forti critiche ricevute nell’ultima direzione provinciale la segretaria Sara Battisti non intende rassegnare le dimissioni anzi propone una propria linea.Ecco la nota inviata alla stampa da Battisti: “Il Partito Democratico in queste ore e’ chiamato ad una forte responsabilità, a seguito del preincarico ricevuto da Pierluigi Bersani, perché il paese ha bisogno di una grande forza politica che sappia interpretare la richiesta di cambiamento e lo porti fuori dalla grave crisi economica e sociale che sta attraversando. I dati sulla disoccupazione giovanile, ad esempio, sono oltre la soglia d’allarme e questa e’ solo una delle condizioni che non permettono crescita e sviluppo. Cito quelli che si riferiscono alla Provincia di Frosinone: la disoccupazione giovanile supera il 34% ed e’ in forte aumento il numero di over 40 che cercano un reinserimento nel mercato del lavoro. La realtà industriale e’ da tempo in crisi ed assistiamo giornalmente alle mobilitazioni da parte dei lavoratori per difendere il loro posto di lavoro. È questo lo scenario che Nicola Zingaretti, al quale vanno i miei migliori auguri di buon lavoro e gli eletti di questo territorio, in primo luogo Mauro Buschini ma credo in collaborazione con Daniela Bianchi, dovranno tenere in considerazione nelle prossime settimane. Le amministrazioni locali avranno bisogno di una forte interlocuzione con gli eletti e la Regione Lazio, a cominciare dalla discussione sul bilancio regionale che si avvierà a breve, considerando che la Relazione della Corte dei Conti, in merito a ciò che lascia drammaticamente in eredità la giunta di Renata Polverini, e’ allarmante. Sono convinta che la politica però, soprattutto i partiti, debbano creare le condizioni per rappresentare i bisogni dei cittadini, delle imprese, delle amministrazioni locali. Per questo la coalizione “Italia bene Comune” e’ chiamata in queste ore a capitalizzare il consenso ottenuto grazie all’eccezionale partecipazione alle primarie per la scelta del candidato premier, investendo i propri rappresentanti in Parlamento che finalmente possono dare voce alle esigenze del nostro territorio, perseguendo obiettivi di crescita e sviluppo ma anche un modo nuovo di fare politica che sia condiviso. Le tante emergenze alle quali porre rimedio sin da subito, come il dissesto idrogeologico, l’ inquinamento ambientale, le crisi aziendali, la salvaguardia dei servizi socio sanitari essenziali, la tutela della rete culturale e del sistema d’istruzione, hanno bisogno di idee concrete e partecipate. È chiaro che il PD deve essere in grado di guidare questo processo di cambiamento ponendosi alla testa di questa rivoluzione culturale, capace di cambiare i metodi vecchi e stantii che i cittadini stessi, con il voto, hanno rigettato. In questo scenario si è svolta la discussione della Direzione Provinciale del Partito Democratico di Frosinone, nella quale sono emerse posizioni politiche chiare rispetto alle criticità del momento. È evidente che vi è bisogno di un dibattito approfondito in questa direzione, che non parli di noi stessi, dell’appartenenza alle correnti di partito ed eviti discussioni di tipo personale. Pierluigi Bersani ha affermato, a mio avviso correttamente, la capacità del nostro partito di rappresentare il proprio pluralismo di idee nelle sedi politiche di discussione, che possono essere partecipate da tutti, nelle quali vive il dibattito interno. Non attraverso gli organi di stampa. Per tali ragioni, ho ritenuto opportuno, sempre, convocare gli organismi dirigenti provinciali e sedi più ampie di confronto politico, per licenziare insieme la lista alle elezioni regionali e il programma politico del PD e, dopo la campagna elettorale, per analizzare il risultato ottenuto, diversamente da quanto accaduto in passato. In merito al risultato ottenuto, credo si possa dire che il Partito Democratico di Frosinone abbia fatto dei passi avanti notevoli, sia in termini di numero di rappresentanti istituzionali che di consensi. Solo rispetto alle elezioni regionali del 2010, il PD passa dal 19% al 25%, recuperando consensi anche in alcuni comuni nei quali in questi anni aveva ottenuto risultati ad una sola cifra percentuale. Questo risultato evidentemente e’ frutto dell’impegno di tutti e non solo di una parte. È chiaro che ancora non abbiamo la forza per affermarci come primo partito in questo territorio ma le ragioni sono molteplici, profonde e devono richiamare tutti ad una responsabilità, soprattutto chi in questi anni ha avuto ruoli istituzionali e politici di primo rilievo. Non mi sfugge che siano emerse posizioni politiche diverse durante il confronto di questi ultimi giorni, che è tutt’ora in corso, che si svolgerà con le stesse modalità con le quali abbiamo ragionato prima dell’appuntamento elettorale, perché qualsiasi scelta avvenga con assoluta trasparenza nelle sedi politiche e coinvolga l’intero partito, tenendo in considerazione in primo luogo gli iscritti. Per tali ragioni, abbiamo chiuso i lavori della Direzione Provinciale, spiegando che avrei raccolto opinioni e considerazioni politiche, a partire dalla prossima settimana, attraverso la convocazione di sedi più ampie che possano dare a tutti la possibilità di contribuire ad un miglioramento del nostro dibattito, in termini di proposte politiche su questioni tematiche ma anche su modalità nuove attraverso le quali garantire pari condizioni per partecipare alla vita democratica di un partito, senza forzature da parte di alcuni e senza prepotenze. La logica del servizio che mi anima mi ha sempre portata a non sottrarmi al dibattito e alle critiche e sono sicura che solo con il coinvolgimento di tutti, indipendentemente dalla mia prospettiva personale, continueremo a lavorare per la costruzione di un partito nuovo, che superi steccati e personalismi eccessivi che hanno allontanato molti in questi anni e che si apra ai tanti che vorrebbero dare solo un contributo senza chiedere nulla in cambio”.

Anche il segretario dei giovani democratici Martina Innocenzi si schiera al fianco della Battisti: “Direi che c’è un limite a tutto. In questi giorni va di moda un atteggiamento che definirei pericoloso per il nostro paese: è il gioco allo scarico di responsabilità su altri e mai su stessi. Succede a livello nazionale, con il M5S che si colloca all’esterno di una discussione che determinerà il futuro del Paese; succede nel Partito Democratico di Frosinone, nel quale c’è chi si sente esente da critiche (prevedibili dopo una campagna elettorale come quella che abbiamo affrontato), dall’assunzione di responsabilità e soprattutto si sente vincente in una Provincia in cui il centrodestra è ancora primo. Tutto normale se stessimo parlando di un Partito il cui unico obiettivo è quello di collocare pedine in “posizioni di prestigio”. Ma qui di normale non c’è proprio nulla soprattutto per chi, come me, intende il Partito come lo strumento per determinare cambiamento e rispondere alle domande quotidiane dei cittadini e non come il comitato elettorale a servizio dell’uno e dell’altro capo corrente. Nel PD di Frosinone, succede anche che, quando vengono convocati gli organismi dirigenti per affrontare in maniera schietta un’analisi del voto dalla quale far ripartire l’azione politica in maniera del tutto rinnovata, alcuni riferimenti istituzionali del PD, pensano bene di non dover partecipare a quella discussione. D’altra parte sono sempre gli altri a doversi interrogare su ciò che non ha funzionato! Bene ecco io a questi atteggiamenti rispondo affermando che è una grave mancanza di rispetto nei confronti del partito e dei suoi organismi dirigenti soprattutto quando poi si prediligono altre sedi di discussione, senza contraddittorio, all’interno delle quali buttare fango sul PD. Credo che gli elettori abbiano criticato, con il voto di un mese fa, proprio questi atteggiamenti e la forte autoreferenzialità che molto spesso ha caratterizzato l’azione politica del PD. E rispetto a questo nessuno, e ribadisco, NESSUNO, è esente da responsabilità. Ora però si delineano tre strade: da una parte c’è chi, in una fase così delicata, è impegnato a presentare una pseudo- sfiducia del Segretario Provinciale tacciato di non essere stato super partes in questa campagna elettorale. A questo rispondo: dov’era il gruppo dirigente del PD in campagna elettorale? Di certo non nella Federazione Provinciale a fare un lavoro per la collettività. La seconda strada è quella di chi chiede con forza il congresso subito. Infine la terza strada, quella di chi, in questa Provincia vuole ragionare fuori dagli schemi aprendo un partito che in questi anni è stato volutamente tenuto chiuso e poco attento alle tematiche del nostro territorio: d’altra parte la chiusura è la garanzia dell’auto conservazione. A questo atteggiamento bene ha risposto il Segretario Provinciale, tracciando una strada che va nella direzione di un partito che rinnova ed innova il suo protagonismo. Ma bisogna fare di più, costruendo le condizioni per avviare un confronto tra coloro che non paventano un cambiamento di facciata ma sono a disposizione, senza chiedere mai nulla in cambio, di un percorso radicale di cambiamento nel Partito di questa provincia. Io, come è sempre stato, sono e sarò a disposizione di questo percorso che, oltre alle parole sarà accompagnato dai fatti concreti che possano arginare un modo di fare politica al quale non voglio più essere associata. L’antipolitica non si combatte rincorrendola sullo stesso piano ma determinando un diverso modo di essere partito. Tenetevi pronti che a breve si cambia davvero!”.

Nonostante queste prese di posizioni si fa sempre più largo l’ipotesi della sfiducia al segretario provinciale per il forte malcontento per la gestione del Partito. L’area che fa riferimento a Simone Costanzo ed Aldo Antonetti era già critica verso Sara Battisti tant’è che non aveva preso parte alla sua elezione e non era entrata negli organismi dirigenti. Adesso anche l’area che fa riferimento a Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Maria Spilabotte ha avanzato delle forti critiche per via di una gestione del partito scorretta e non equilibrata: va ricordato che Sara Battisti era stata eletta da tre aree, ovvero quella che fa riferimento a Francesco Scalia, quella che fa riferimento a Francesco De Angelis e quella cosiddetta dalemiana di cui è espressione proprio Sara Battisti. Poi, spiegano dall’area ex Marino, c’è stato un comportamento non corretto da parte del segretario Sara Battisti. E’ accaduto, già nelle primarie per i parlamentari ma soprattutto nella campagna elettorale per le regionali, un accordo tra due componenti, quella di Scalia e quella dalemiana, favorito proprio dal segretario Battisti. Questo è quanto, vedremo gli sviluppi.

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