Addio ad Enzo Jannacci, l’artista medico

Se ne va un altro poeta del nostro tempo. E’ morto dopo lunga malattia Enzo Jannacci. Artista poliedrico, ha segnato attraverso la canzone, il teatro, il cabaret, il cinema, lo sviluppo della cultura del nostro paese nel secolo passato e anche, per fortuna, dei primi anni di questo. E’ stato uno dei più grandi autori ed interpreti della canzone italiana. Jannacci ha saputo trasformare la canzone in tante cose differenti, in cabaret, in teatro, in allegoria, in attualità, in cronaca, in poesia, in arte, in divertimento, in equilibrismo e leggerezza, in ricerca e passione. Perché la musica, la canzone, era il centro del suo coloratissimo mondo fatto di melodie, di battute e di sofferenze, di umorismo ed amarezze. Un mondo fatto di musica suonata, cantata, vissuta fino in fondo. Con ironia. Conosciuto al grande pubblico nel 1968 grazie alla canzone “Vengo anch’io. No, tu no”, ha scritto e cantato molte canzoni di successo come “Veronica”, “Messico e Nuvole”, “Ho visto un re”,”Vincenzina e la fabbrica” (colonna sonore del film Romanzo Popolare del 1974 con Ugo Tognazzi e una giovane Ornella Muti), “Faceva il palo”, “El purtava i scarp del tennis”, “L’Armando”, “Se me lo dicevi prima” (che affronta con ironia il tema della malasanità), “Quelli che”,  “La Fotografia” (con cui vinse il premio della critica a Sanremo nel 1991) e tante altre. Nato e cresciuto nel “Derby” di Milano, teatro cabaret, in cui la canzone si mescolava alla scena teatrale. Ha collaborato con Adriano Celentano, Umberto Bindi, Bruno Lauzi, Luigi Tenco, Gino Paoli, Paolo Conte, Dario Fo, Ligabue, Paolo Rossi, Roberto Vecchioni, Francesco De Gregori e soprattutto con Claudio Baglioni (“Canzone Intelligente”, “E la Vita e la vita”, due brani che eseguirà anche con Cochi e Renato) e Giorgio Gaber, con cui ad inizio carriera fonda anche il duo “I due corsari”. La canzone “La strana famiglia” è ancora oggi di una attualità disarmante, prevedendo l’invasione della televisione nella vita di tutti i giorni. Da segnalare anche, nel 2010, la straordinaria interpretazione nel film “La bellezza del somaro” di Sergio Castellitto nel 2010. Ciao Enzo, ci mancherai.

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