Napolitano Bis, per la prima volta nella storia. Nel PD esplode il caso Barca.

Napolitano Bis. Per la prima volta nella storia della Repubblica un Presidente uscente viene riconfermato. Supera anche due terzi del plenum dei 1007 grandi elettori, ovvero quota 672. Proprio come nel 2006, quando era stato eletto a maggioranza assoluta dal centrosinistra con 543 voti. Questa la cronaca. Riguardo al dato politico, chi esce distrutto è uno solo: il PD. Cosa abbia spinto a silurare Prodi non si riesce proprio a capirlo. Una strategia che ha chiuso definitivamente le residue speranze di apertura al Movimento Cinque Stelle, ha scavato un solco con l’alleato Sel e crea forti malumori interni al Partito. Di contro, l’alleanza con l’inaffidabile Berlusconi e con Monti che superpartes non è più. Prodi: “Auguri a Napolitano. Preoccupato lo sono da molto tempo ma non c’è nessuna delusione. C’è molta serenità, si torna a casa…”. Enrico Letta, intanto, comunica che “Si è dimessa l’intera segreteria PD e andremo a congresso”. Matteo Orfini dei Giovani Turchi, dice sì a Napolitano e no alle larghe intese. Operazione che appare ardua da sostenere. «Napolitano è il presidente di tutti. Parlare di golpe è ridicolo». Lo scrive il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, su twitter. Il Movimento Cinque Stelle invoca il golpe e protesta davanti a Montecitorio. Stefano Rodotà, confermandosi persona seria, leale e con senso delle istituzioni, prende le distanze: “Io sono contrario a qualsiasi marcia su Roma”. Le reazioni della base: tessere del Pd strappate in piazza Montecitorio, grida di “vergogna, vergogna” e l’esposizione di cartelli che inneggiano a Stefano Rodotà. Nichi Vendola: “L’8 maggio apriamo il cantiere per un nuovo partito”. Un nuovo partito di sinistra potrebbe nascere con un tweet, questo: “Incomprensibile che il Pd non appoggi Stefano Rodotà o non proponga Emma Bonino”: lo ha scritto su Twitter il ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca, giusto prima dell’inizio della sesta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. Una scelta di rottura, dopo l’assemblea in cui il Pd, con solo quattro astenuti e un contrario fra i suoi grandi elettori, aveva approvato la decisione di ricandidare Napolitano. Nella stessa direzione un altra comunicazione congiunta su facebook di Maurizio Landini (segretario della Fiom) e Sergio Cofferati (ex segretario della Cgil). Qualcuno lo ha già chiamato “Rifondazione Democratica”. Ma alla fine i voti in più per Rodotà sono stati solo 10.

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