E’ morto Don Gallo, il prete degli ultimi

Se n’è andato ad 84 anni Don Gallo. “Povertà, giustizia e pace”. Questi i principi della Chiesa secondo il sacerdote genovese che si è spento a 84 anni, dopo una vita di scontri con le gerarchie. Un manifesto adottato, almeno a parole, dal nuovo pontefice. Al quale il prete di strada ha dedicato il suo ultimo libro. La sua parabola umana si conclude con l’avverarsi del sogno di una vita: “una Chiesa povera e per i poveri“. Fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto, quella che diventerà la sua famiglia, impegnandosi sempre per la pace e per il recupero degli emarginati. Le sue battaglie non piacciono affatto alle gerarchie ecclesiastiche: chiede la legalizzazione delle droghe leggere; nell’aprile del 2008 aderisce idealmente al V2-Day di Beppe Grillo; nel 2009 partecipa al Genova Pride lamentando le incertezze della Chiesa cattolica nei confronti degli omosessuali. Don Gallo resta sempre all’interno del recinto ecclesiale pur avendo un cuore che batte decisamente al di là del sentire ufficiale della Chiesa. Famose le sue frasi, come questa: “C’è una domanda da non tralasciare: se io ogni giorno avessi detto la mia, se avessi esplicitato il mio pensiero ogni volta che lo ritenevo necessario, ci saremmo ritrovati oggi in questa situazione?”. Centinaia le manifestazioni di cordoglio. Senza distinzione di casacca politica o ceto sociale: dal presidente della Repubblica ai giocatori del Genoa, dai transessuali a Gino Paoli, da don Ciotti e il movimento No Tav, da Roberto Saviano a Vladimir Luxuria. L’eurodeputato Francesco De Angelis scrive sul suo profilo facebook: “Ciao Don Gallo il prete degli ultimi ci lascia un grande vuoto”. “Il suo andare ‘in direzione ostinata e contraria’ era sempre improntato a una volontà ferma di dialogo”. E’ il sindaco di Genova, Marco Doria, il sindaco della città di don Andrea Gallo che ricorda il prete di strada. E lo fa usando un verso di una canzone di De André, grande amico del sacerdote. l presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha appreso “con tristezza e rammarico la notizia della scomparsa di don Andrea Gallo, sacerdote amato per la sua forza spirituale e il suo impegno sui temi della povertà, dell’emarginazione e dell’esclusione sociale”. E ha espresso “ai familiari, alla comunità di San Benedetto al Porto, alla diocesi e alla città di Genova” il suo “sentito cordoglio”. Gino Paoli, insieme con Gallo ha girato il film documentario “Una canzone per il paradiso”, dedicato ai cantautori e alla città vecchia tanto cara a De André. Adesso racconta com’è nato quel feeling tra loro: “Si diventa amici quando qualcosa dell’altra persona ti colpisce. Credo che gli uomini vivano in quello che hanno dato, non in quello che hanno avuto, così è successo per Andrea Gallo. Come lo saluterò? Con “Bella Ciao”, l’avevano cantata insieme almeno due volte”. Nichi Vendola, presidente di Sinistra ecologia libertà, il partito scelto da don Gallo nelle ultime elezioni politiche, ha voluto ricordare il “bambino di Dio, compagno di viaggio, padre, fratello, amico, sarai sempre nei nostri cuori, nelle nostre lotte, nelle nostre utopie”.

 

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