Istanbul, proseguono gli scontri. L’opposizione denuncia la brutalità della polizia, un Sindaco nega l’acqua per gli idranti

Proseguono gli scontri ad Istanbul. I manifestanti denunciano l’impatto ambientale dei piani faraonici decisi dal governo, l’intreccio di interessi e traffici nel giro di miliardi che accompagna le grandi opere come il terzo ponte sul Bosforo, iniziato mercoledì. Una contestazione politica che ha soprannominato il premier «l’uomo che gassa», o «Tayyip il chimico», lo ha accusato di derive autoritarie, di voler islamizzare il paese e ne ha chiesto a gran voce le dimissioni. Erdogan ha però successivamente ribadito che i progetti andranno avanti. «La polizia c’era ieri, è di servizio oggi e lo sarà domani perché la piazza Taksim non può diventare il luogo in cui gli estremisti fanno quel che vogliono», ha dichiarato. Intanto il primo cittadino di Antalya si schiera contro la repressione e chiude l’acqua agli idranti della polizia. Mustafa Akaydin, primo cittadino di Antalya e membro del Chp il partito socialdemocratico all’ opposizione, ha motivato il “no” alla polizia spiegando che l’acqua doveva essere risparmiata in previsione di qualche possibile futuro incendio. l’opposizione turca continua a denuncia l’estrema brutalità delle forze di polizia contro le centinaia di migliaia di manifestanti scesi in piazza negli ultimi giorni nelle principali città del paese per chiedere le dimissioni di Erdogan.

 

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