La Senatrice Spilabotte commenta positivamente la sentenza Eternit. Inoltre firma la mozione per la piena applicazione della legge 194.

“La sentenza di ieri che condanna l’ex magnate eternit Stephan Schmidheiny per disastro colposo è un passo decisivo per il raggiungimento di una giustizia piena e un giusto risarcimento per le vittime dei quattro stabilimenti italiani”. Lo afferma la senatrice PD Maria Spilabotte della commissione Lavoro di Palazzo Madama. “Il lavoro è oggi la priorità per il nostro Paese – continua Spilabotte – ma dobbiamo vigilare perché questa sia sempre accompagnato dalla vigilanza attenta sulla tutela dei diritti e sulla sicurezza dei lavoratori. Su questa strada c’è tutto l’impegno del Pd in particolare perché sia al più presto approvato il disegno di legge del Partito Democratico a favore del Fondo vittime dell’amianto e per i censimento e lo smaltimento dell’amianto in tutto il nostro Paese”. Sempre nella giornata odierna La Senatrice Maria Spilabotte ha firmato la mozione per il pieno rispetto della legge 194. Spiega la Senatrice Spilabotte: “I dati che emergono sono molto preoccupanti e pongono una seria riflessione sulla garanzia e la qualità del servizio per l’interruzione della gravidanza. Nella nostra Regione in particolare, visto che in ben 10 strutture pubbliche su 31 non è nemmeno più possibile accedere alle interruzioni di gravidanza a causa dei troppi medici obiettori che anche a livello nazionale sono in aumento con percentuali che arrivano, ad esempio tra i ginecologi, a superare il 70%. Questo fa si che molte strutture ospedaliere, per garantire l’applicazione della legge, devono ricorrere a specialisti esterni convenzionati con un significativo aggravio di spesa per la sanità pubblica; le donne si ritrovano spesso a dover migrare da una regione all’altra o addirittura all’estero; infine, riemerge l’allarmante fenomeno dell’aborto clandestino, una piaga collegata al malaffare che solo la corretta applicazione della n. 194 aveva debellato. Siamo di fronte, dunque, a condizioni che non garantiscono il diritto all’interruzione di gravidanza, e quindi violano il diritto delle donne alla salute, e quello a non essere discriminate, sanciti dalla Carta sociale europea. E’ evidente che risulta necessario valorizzare e ridare piena centralità ai Consultori, quale servizio per la rete di sostegno alle donne e quali servizi primari di prevenzione e di controllo del fenomeno abortivo. Io stessa da anni ho scelto di farmi seguire dal Consultorio di Frosinone che deve essere potenziato, basti pensare che i tempi di prenotazione di una visita variano da tre a sei mesi e questo è inaccettabile. Per questo è fondamentale che il Governo intervenga per garantirne un’effettiva e corretta applicazione della legge a partire dai bisogni delle donne”.

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