Il PD annuncia che voterà l’esecutività della condanna a Berlusconi, freme il PDL

La nota diramata dal segretario Guglielmo Epifani non lascia dubbi in merito all’atteggiamento che il PD avrà in aula quando sarà chiamato ad esprimersi sulla ratifica della condanna di Berlusconi.  Si legge: “Il PD ha atteso la sentenza della Corte di Cassazione con un atteggiamento di grande serietà, privo di qualsiasi forma di speculazione politica. Dopo il verdetto di condanna, esprime il suo totale rispetto per la sentenza, le motivazioni correlate, e il rigore delle procedure seguite. La condanna di Silvio Berlusconi è atto di grande rilevanza. Per quanto riguarda il PD questa condanna va non solo, come è naturale, rispettata ma va anche applicata e resa applicabile e a questo spirito si uniformerà il comportamento del Gruppo parlamentare. Il PD, proprio per il rispetto che si deve alla separazione dei poteri, chiede a tutte le forze politiche, e al PDL in particolare, in un momento tanto delicato, di esprimere comportamenti rispettosi delle funzioni e dei poteri della Corte di Cassazione e di non usare forzature di carattere istituzionale, a seguito di una sentenza che muove dall’accertamento dei fatti e non da pregiudizi di alcun tipo. Seguiremo con attenzione il comportamento del Pdl, sapendo che un atteggiamento responsabile rafforzerebbe l’opportunità di tenere distinte le vicende giudiziarie da quelle politiche e di Governo, come il PD ritiene necessario in una fase di crisi grave come quella che sta attraversando il Paese”. A rimarcare queste posizioni anche i candidati alla segreteria Gianni Cuperlo e poi anche Gianni Pittella, candidato alla segreteria del Pd e vice presidente vicario del Parlamento europeo, intervenendo a Radio Anch’io che è andato anche oltre, spingendosi sulla questione della grazia: “Il Pd e’ unito e non permetterà alcun salvacondotto a favore di Berlusconi. In uno stato di diritto, nessuno puo’ essere al di sopra delle leggi, nemmeno chi prende milioni di voti”. Il Costituzionalista Valerio Onida ha affermato: “L’ipotesi della grazia per l’ex premier Silvio Berlusconi sul piano giuridico non è impossibile ma impensabile. Sarebbe un assurdo che si adottasse un provvedimento di questo genere all’indomani del passaggio in giudicato della sentenza di condanna e – spiega – senza che sussistano quelle eccezionali ragioni umanitarie che stanno alla base dell’istituto della grazia”. Intanto il PDL freme. L’incontro du Renato Brunetta e Renato Schifani con il Presidente Giorgio Napolitano non ha soddisfatto gli esponenti di centrodestra. Tanto che pare che a margine dell’incontro Denis Verdini abbia mormorato: “Ve l’ho sempre detto che di Napolitano non ci si può fidare. Vuole vederci morti. E se andiamo avanti così, finisce con Berlusconi che va ai domiciliari che non ci esce più perché lo sbraneranno le altre procure”. E’ partita anche una mobilitazione per favorire la concessione della grazia a Berlusconi. “Stiamo studiando una proposta di legge, chiederemo anche consigli al ministro della Giustizia Cancellieri – ha spiegato Furlan -, che poi presenteremo a settembre ai cittadini per la raccolta firme. Contiamo che grazie al nostro lavoro capillare sul territorio dei reggimenti raggiungeremo presto le 50 mila firme necessarie per portare la proposta alle Camere”.

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