Renzi, Bettini, Epifani, Vendola: larghe intese con le ore contate?

Renzi questa sera interromperà il silenzio stampa che dura da tre settimane intervendo alla Festa del PD di Modena. E giovedì sarà presente alla direzione nazionale del Pd con Enrico Letta. Quando, trapela, che Goffredo Bettini, il prodiano Sandro Gozi, Laura Puppato e Gianni Pittella (candidato alla segreteria del Pd), insieme con Virginio Merola, Roberto Balzani, Alessandro Dalai, Ileana Argentin, Tonino D’Annibale, Giovanni Bruno, Franco Vittoria, Davide Corritore, Gianni Borgna, Carmine Fotia, Antonella Rossi, Ivana Della Portella, Marcello Panni, presenteranno un documento in cui si chiede al partito di approvare una legge elettorale e tornare subito alle urne. E’ un modo per strizzare l’occhio a Renzi, ma i renziani affermano di non sapere nulla dell’iniziativa. Sarà anche solo posizionamento congressuale, ma serve a surriscaldare il clima nel partito. Pippo Civati non si accoda, ma si sa quello che pensa: lavorare ad una maggioranza alternativa con i grillini per mettere a segno alcune misure: oltre alla legge elettorale, il conflitto di interessi. Bettini e Pittella convergono su Renzi? Così pare. Addirittura anche Vendola apre al sindaco di Firenze. Infatti dichiara all’Unità: “Il Pd non è il destino di Sel, l’alleanza con il Pd è una libera scelta che si fonda sulla condivisione di un progetto politico e di un sogno, ma se il Pd diserta la trincea del cambiamento, andremo altrove. Il Pd che governa a Roma con Ignazio Marino o a Milano con Giuliano Pisapia è incompatibile con il Pd delle larghe intese. E proprio contro le larghe intese, oggi mi sento vicino a Renzi”. Larghe intese comunque che sono sempre più su una crisi di nervi. Tensione altissima tra il Pdl e il partito democratico. A Guglielmo Epifani, che al Corriere della Sera ribadisce – come già detto nelle ultime settimane – che il Cavaliere “deve fare un passo indietro e che la sentenza va applicata”, i berluscones replicano: “Sei un provocatore irresponsabile” e “un grande coglione”. Intanto, oggi alle 20 è convocata la giunta per le elezioni del Senato: all’ordine del giorno, la decadenza dal ruolo parlamentare di Berlusconi in conseguenza della condanna a 4 anni di reclusione nel processo Mediaset. La riunione dovrebbe limitarsi a istruire il confronto, rinviando a settembre il proprio pronunciamento. Il presidente della giunta, Dario Stefano di Sel, dovrà proporre una data per la prossima riunione in accordo con il presidente del Senato Pietro Grasso. Il Movimento 5 Stelle insiste perché a settembre riprenda la discussione sull’eleggibilità o meno del leader di Forza Italia. Infine, anche Massimo D’Alema esprime perplessità contro il governissimo: !Adesso serve un momento di verità. O, come si diceva una volta, una seria verifica: «Bisogna arrivare a una stretta, mettere a punto la missione di questo governo, precisare le priorità su cui deve concentrare la sua azione. E poi bisogna definire subito un pacchetto di riforme condivise». Questo è il cambio di passo necessario per andare avanti, per dare «un senso» al governo. Soprattutto ora che con la sentenza della Cassazione su Mediaset siamo a un «finale di partita» e il Pdl si sta dimostrando «prigioniero di un rapporto di tipo carismatico-proprietario» nei confronti di Berlusconi.

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