La Fontana degli Alloggi: inaugurazione ed iniziative contro la violenza sulle donne, alla presenza della Senatrice Maria Spilabotte

Sabato 23 novembre 2013 ore 11.00 iniziativa in difesa delle donne in occasione dell’inaugurazione della Fontana degli Alloggi.

manifesto definitivo fontana alloggiInfatti in Località San Salvatore ed in vista della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, su iniziativa del circolo PD di Fontana Liri, l’Amministrazione Comunale insieme con le Scuole Primarie e secondarie Istituto comprensivo M.T. Cicerone, con la collaborazione del Centro Studi Ricerche e Documentazione “Marcello Mastroianni” e dell’ Associazione culturale “Fortino”, organizzano una manifestazione in difesa dei diritti della donna. Contestualmente ci sarà l’inaugurazione della “Fontana degli Alloggi” recentemente restaurata. Interverrà la senatrice Maria Spilabotte. Relatori Santina Pistilli e Sergio Proia. una manifestazione a difesa delle donne, oggetto e vittime di violenza, durante la quale verrà scoperta una targa inserita indissolubilmente su una pietra tratta della vicina collina delle Cese, con incisi alcuni versi in ricordo di Annita, una donna che qui subì un barbaro atto di violenza da parte dei nazisti nel settembre 1943. Annita venne cosparsa di benzina e data alle fiamme. Solo per la prontezza di un passante che la immerse senza indugio nell’acqua della fontana, ebbe salva la vita. Si sta attivando l’iter burocratico necessario per l’intitolazione ad Annita di questo luogo.

Tratto da “La strada del ricordo” di FULVIO GIANNETTI: “Nelle retrovie tedesche c’era un piccolo cimitero di guerra, in località Alloggi, che raccoglieva un centinaio di tombe di soldati caduti in battaglia. Vicino al cimitero, l’ospedale per i feriti, ubicato nelle grandi abitazioni costruite dal genio civile piemontese nel secolo scorso. Sul tetto rosso dell’ospedale era stata dipinta una grossa croce bianca senza uncini, per avvisare gli aerei alleati di non bombardare, considerate le frequenti incursioni aeree nelle retrovie. A pochi metri dall’ospedale, separata da una strada bianca, di fronte all’attuale fontana, c’era una piccola casa, nascosta tra gli alberi che “ospitava” il comando locale delle SS. Sull’ uscio di questa casa, sulle scale, c’erano sempre sentinelle armate. Un giorno mentre stavo con Rosalinda a giocare con alcuni proiettili tracciando righe sul terreno, forse nell’intento di imparare a scrivere, sentii delle voci di donna domandare qualcosa, forse del pane. Poi un lungo silenzio. Nell’abitazione di fronte vidi aprirsi una finestra ed apparire un soldato tedesco in maglia verde. Era tranquillo e quasi sorridendo fece cenno alla donna di aspettare, sembrava avere fretta. Qualcuno nella strada lanciò alla ragazza una voce di allarme che voleva dire: “scappa, non fidarti, ti stanno combinando qualcosa di atroce”. Cosa stava succedendo? Il soldato apparve improvvisamente sulla strada, gettò della benzina sul volto della donna appiccandole fuoco. Le fiamme si svilupparono sul volto di Anita, insieme alle sue urla atroci. La donna ardeva immobile sul ciglio della strada quando un giovane coraggioso di nome Peppino, detto Fumetta, afferrò la ragazza in fiamme e di corsa, ma di una corsa straordinaria, tanto che ancora oggi ricordo le ombre delle figure abbracciate nella tragedia attraversare gli alberi, la gettò nella vasca della fontana ricolma d’acqua, che spense le fiamme sul volto di Anita. Si sta attivando, presso la Prefettura, l’iter burocratico necessario per l’intitolazione, in attesa vogliamo intanto dedicare questa fontana ad Annita BIANCHI (n.28.8.1923 – m.23.11.1982), di cui proprio oggi ricorre l’anniversario della morte, e scoprire alcuni versi, incisi in modo indelebile su una lastra di ottone fissata saldamente su una pietra, estratta nella vicina collina delle Cese, a perenne ed imperituro ricordo e monito per le generazioni future. Questo evento, riprovevole, barbaro, efferato, raccontato con la sincera ingenuità degli occhi di un bambino, testimone diretto dei fatti, è stato poco noto ai più ed è rimasto impunito, forse per il tragico susseguirsi degli eventi di quei terribili giorni di settembre 1943, quando, appena dopo l’armistizio, i tedeschi, che ci consideravano traditori, preparavano la loro ritirata”.

Di seguito una poesia di Sergio Proia (Presidente del nostro Circolo) proprio su questa storica fontana:

Me record la funtana degl’ Allògg’,
cumm’era prima nò cumm’ è ògg’.
Cumm’ cumenzàva la iurnata
venèvn l’ femmn’ cùlla cannata,
zia Flora, Rest’tùta, Carmnèlla,
Amelia, Mafalda, Angelèlla,
za Razia, Annita, Barbarina,
Menga, Lurèta, zia Rusina.
Nù vagliùn giucarrìmm a figurin,
a batt o a bianc i nìr, ngima all’ banchin,
chi giucava alla mamma cu gliù figlie,
chi scappava facènn’ a nascunniglie
i p’ tàna
valeva la funtàna,
chi purtava gli cazùn cu na pezza
i t’rava all chìccr cù la frezza.
Pe la via passàv’n gli carrètt,
asin, mùl, gent a pèt i biciclett.
Mò l’acqua alla funtana n’ c’ stà cchiù,
de nott s’enn fregat
pùr chèlle bell’ prèt bucciardat.
Guardènnala bèn na matìna,
ce mancava pur na banchìna.
Se la funtana sapèss parlà,
chi sa quànta cose putèss raccuntà.
Ma dat ca de parlà n’ n’é cosa,
allora s’ sta zitta i se reposa.

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