Assemblea Nazionale del PD: comincia l’era Renzi, Cuperlo Presidente.

I lavori dell’assemblea Pd si sono aperti sulle note dell’inno di Mameli. 1027 delegati accredidati su 1150, assemblea valida. In prima fila, vicini, il sindaco di Firenze e il presidente del Consiglio, Enrico Letta. Dopo l’intervento di Renzi, ci saranno altri interventi dal palco del MiCo e le votazioni per eleggere il presidente, il vicepresidente, tesoriere e la direzione del partito. A chiudere i lavori, intorno alle 17, sarà un intervento di Matteo Renzi. Matteo Renzi è partito dalla canzone dei Negrita e dal verso che invita a «restare ribelle» per iniziare il suo primo discorso da segretario del Pd. «Ho ringraziato Walter Veltroni per il cammino che è partito al Lingotto che è un cammino breve ma intenso, poi Dario Franceschini e poi Pier Luigi Bersani con cui ci siamo confrontati in questi mesi e grazie anche per i molti momenti in cui non siamo andati d’accordo e Guglielmo Epifani e infine grazie ad Enrico Letta. Vogliamo un’Italia capace di innamorarsi e di fare innamorare. L’Italia deve avere l’orgoglio del passato», ha detto Renzi che si è detto «emozionato» per il nuovo percorso che affronterà alla guida del partito. Il cambiamento radicale netto si è imposto nella discussione come il bisogno di donne e uomini che credono nella politica, di un netto distacco dal passato, questo vuol dire abbandonare il passato? In altri termini ha un senso difendere le nostre storie solo se siamo in grado di cambiare. Casa nostra è sulla frontiera non nel museo delle cere. Entro un mese un decreto per semplificare il lavoro. Dobbiamo cambiare la Bossi-Fini, subito lo ius soli. Che la legge elettorale garantisca la stabilità non è sempre vero. Il problema è se la classe politica vuole farla o no. Entro la fine di gennaio o la legge c’è o classe politica si faccia da parte». Subito dopo Gianni Cuperlo è stato eletto presidente dell’assemblea a larghissima maggioranza e proprio Cuperlo ha preso la parola: “Mi impegnerò per far vivere quei valori che abbiamo messo al centro in questa stagione uomo di sinistra che senza la sinistra il PD oggi non potrebbe essere ciò che oggi siamo. C’è un forte desiderio di giustizia, della difesa dei più deboli. Adesso il ricambio generazionale si è compiuto, non c’è più l’alibi: una nuova generazione è chiamata alla prova più alta della loro vita, la ricostruzione dell’Italia, una grande riparazione sociale e civile che parte dal rispetto delle persone, da quelle che hanno tagliato tutti, gente che ha retto per la forza di volontà, gente che non si aspetta la rivoluzione ma una speranza. Il PD deve guardare a chi sta alle retrovie, a chi non ce la fa, a chi cerca il treno giusto per arrivare in una stazione più in là. Il governo Letta deve avere più coraggio ed il PD avrà il compito di aiutare il governo a scegliere. Auguri a Renzi, auguri a noi, auguri all’Italia”. Subito dopo sono stati eletti i due vicepresidenti dell’assemblea Sandra Zampa e Matteo Ricci. Nel pomeriggio ci sarà l’elezione dei 120 componenti della direzione nazionale.

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