Il cordoglio per la scomparsa di Gennaro Chierchia

E’ venuto a mancare improvvisamente Gennaro Chierchia. Nato a Campobasso il 23 dicembre 1964, Diploma di Laurea in Scienze dell’Informazione conseguito in data 15/7/88 presso l’Università degli Studi di Pisa. Funzionario di Elaborazione dati presso l’Università Federico II di Napoli con mansioni di analista e Funzionario di Elaborazione dati presso l’Università degli Studi del Molise con mansioni di Direttore del Centro di Calcolo; Docente di Informatica generale ed Applicazioni gestionali presso vari Istituti superiori della provincia di Campobasso; Docente del corso “Integrazione nel mercato del lavoro e promozione di nuovi ruoli professionali” nell’ ambito del sottoprogramma FSE/1°. E’ stato Consigliere al Comune di Campobasso, dove ha ricoperto l’incarico di Presidente della Commissione per il Personale. E’ stato eletto per la prima volta in Consiglio regionale nella passata Legislatura. Nell’ottobre del 2011 è stato rieletto Consigliere regionale, nella Circoscrizione provinciale di Campobasso, per la PARTITO SOCIALISTA ITALIANO. Alle ultime elezioni del 2012 è stato il primo dei non eletti con la lista Rialzati Molise a sostegno del candidato Frattura (poi eletto Presidente della Regione). Il sito primonumero.it traccia un ricordo con citazioni biografiche: “Appassionato di scacchi e di dolci”. «I peccati di gola sono il mio principale difetto – ci disse – ma anche l’errore che sarei disposto a perdonare al prossimo. Non fosse altro per senso di solidarietà». Chierchia era cattolico (tra partita o gita fuori porta la domenica ci confidò di preferire la messa) e impegnato nel sociale. Negli altri uomini ammirava il coraggio, il suo politico preferito era Alcide De Gasperi, la canzone di sempre “Dammi solo un minuto” dei Pooh e il suo motto era: “Memento audere semper” (ricorda di osare sempre, locuzione latina coniata da Gabriele D’Annunzio, ndr). Gennaro era un uomo molto disponibile, galante e ben educato. Ci confidò che sarebbe rinato volentieri Antonino Zichichi, il fisico che in un’intervista di qualche anno fa disse: «Certamente il paradiso è qualcosa di cui tutti abbiamo bisogno, però non dobbiamo immaginarcelo in modo antropomorfico. Ritengo che non si possa certo escludere la possibilità di un’esistenza al di fuori dello spazio e del tempo, della massa, delle energie e delle cariche. Nel paradiso può esserci tutto fuorché questo».

IL CORDOGLIO DEL MONDO POLITICO MOLISANO
Cordoglio Per Chierchia. «Un amico è andato via»: il presidente della Regione Paolo Di Laura Frattura esprime il suo cordoglio per la scomparsa improvvisa dell’ex consigliere Gennaro Chierchia, stroncato da un infarto a 49 anni. «Con l’improvvisa e prematura morte di Gennaro tornano tutti i ricordi dei momenti vissuti assieme. Le battaglie condivise, i progetti portati avanti. La voglia di partecipare e ricominciare nella difesa dei più alti valori civili e morali. Apprezzato, stimato, amato, Gennaro Chierchia era un uomo perbene – afferma il governatore – Il vuoto che lascia il professor Chierchia è un vuoto incolmabile. La mia vicinanza più sincera alla sua famiglia per quest’addio così difficile da accettare».
L’onorevole Danilo Leva lo ricorda come un «uomo corretto, la cui azione politica è sempre stata improntata al rispetto e all’amore verso la propria terra». Per il rappresentante del Pd «la sua scomparsa improvvisa lascia sgomenti e crea un vuoto soprattutto tra le persone che hanno avuto modo di conoscerlo e di lavorarci insieme. Le più sentite condoglianze vadano ai familiari».
Roberto Ruta, senatore del Pd, scrive parole informali e poetiche: «Il sorriso accogliente e sereno, il tratto gentile. L’amore per la famiglia. La curiosità intellettuale, la dedizione alla scuola e ai ragazzi. La passione per la politica e la disponibilità instancabile verso le persone, soprattutto verso quelle in difficoltà. Al collega docente il commosso commiato consapevole del vuoto incolmabile che lascia. All’uomo delle istituzioni il sentito ringraziamento per aver interpretato con intelligenza ed umiltà il proprio ruolo come servizio alla comunità. A Gennaro il mio abbraccio forte, fortissimo».
Michele Iorio lo ricorda così:«Garbato, intelligente, meticoloso, incline al dialogo e alla ricerca della mediazione per giungere a scelte il più possibile condivise. Così resta nella mia memoria Gennario Chierchia. Abbiamo percorso insieme in Consiglio Regionale un tratto della nostre rispettive strade politiche, poi ci siamo separati, ma ciò non ha inclinato la reciproca stima privata e istituzionale. Gennaro è sempre stato rispettoso delle opinioni di tutti e grazie ad un carattere sensibile, simpatico e attento, ha dato un contributo prezioso e nobile alla vita politica di questa regione. Formulo di cuore a sua moglie, ai sui figli e a tutta la sua famiglia le più sentite condoglianze. Sono anche certo che il suo esempio di limpidezza, di onestà intellettuale e di grande rispetto per tutti gli strati della società resteranno scritti indelebilmente nella storia del Molise e di Campobasso, città, quest’ultima, che lo ha visto anche indimenticato e avveduto amministratore».
Esprime le condoglianze alla famiglia Chierchia il presidente della Provincia di Campobasso Rosario De Matteis: «La notizia della prematura scomparsa dell’amico Gennaro mi ha lasciato a bocca aperta e stentavo credere chiedendo conferma della morte prematura. Ho sperato a lungo in un errore, in una omonimia e sono veramente dispiaciuto perché va via un uomo che ho avuto modo di apprezzare come amico, come professore e come collega in consiglio regionale. Un politico mite, pacato, con grandi doti legate al mettere d’accordo le diverse anime e le differenti idee, un politico capace di fare da ago della bilancia e di mediare le posizioni, anche le più disparate. Nell’ultimo periodo lo avevo un po’ perso di vista e sapevo che aveva avviato un percorso sabbatico. Una notizia che mi desta molta amarezza perché la politica perde una persona capace, colta e perbene».

GENNARO E FONTANA LIRI:

Gennaro si era recato spesso nel nostro comune, per far visita ai suoi parenti, la famiglia Sarracco. Anche a Sora, spesso, per salutare l’altra Zia. Nella nostra provincia è venuto un po’ meno, per via degli impegni istituzionali e politici, negli ultimi anni. Scherzava sempre sul nostro dialetto. Lui, che soffriva tanto di emicrania, diceva in modo simpatico: “Mi fa male la ciocca”, considerando il termine fontanese buffo e curioso.

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