Governo: Verso un Letta Bis più che un semplice rimpasto. Effetto Renzi?

Dopo tante allusioni e ammissioni a mezza bocca, alla fine arriva la prima ammissione da parte del governo che la squadra dell’esecutivo di Enrico Letta potrà subire qualche cambiamento. Parole che arrivano significativamente dall’unico ministro di stretta osservanza renziana, Graziano Delrio: “Il tema del rimpasto verrà affrontato se vi sarà un’agenda nuova”, ha candidamente dichiarato ai microfoni di Skytg24. L’aspetto che preoccupa non poco Palazzo Chigi è che i principali indiziati a cedere il passo sono i componenti dell’intera filiera economica del governo delle piccole intese. Sono, per motivi diversi, Fabrizio Saccomanni, Enrico Giovannini e Flavio Zanonato a rischiare il posto, titolari rispettivamente dei dicasteri dell’Economia, del Lavoro e dello Sviluppo economico. È lo stesso Matteo Renzi a far presente che il giudizio su via XX settembre non è positivo. Va precisato che non è un rimpasto stile prima Repubblica quello a cui pensa Enrico Letta e che il segretario del Pd Matteo Renzi vede come fumo negli occhi. Quello a cui sta pensando il presidente del Consiglio è un Letta 2, con relativo passaggio alle Camere per la fiducia, perché «in vista di obiettivi modificati e condizioni politiche diverse rispetto a quando è nato questo esecutivo può rendersi necessario un cambio di squadra», come spiega uno dei fedelissimi del premier. Un cambio di squadra che punta a mettere in atto i contenuti di «impegno 2014» che le forze politiche dovranno stipulare e in nome del quale Letta intende presentarsi in Europa con maggiore forza. Ma che servirebbe anche a mettere mano a quelle situazioni che iniziano a pesare sull’azione stessa dell’esecutivo, per motivi diversi e tutti egualmente importanti. Dopo l’incontro con Renzi prende quota un «cambio di squadra» al governo. Il presidente del Consiglio pensa a un Letta 2 e un cambio di squadra per mettere in atto i contenuti di impegno 2014. Almeno tre i ministri in bilico. I posti più a rischio sembrano essere quelli del ministro del Lavoro Enrico Giovannini (posto per il quale sembrerebbe in quota Guglielmo Epifani), quello dello Sviluppo Flavio Zanonato e della ministra Nunzia De Girolamo coinvolta – non dal punto di vista giudiziario – nelle vicende sanitarie della Campania. Mal di pancia anche verso il ministro Fabrizio Saccomanni. “Andare avanti significa non stare fermi. Quindi, sì, certo, il governo proseguirà per tutto il 2014. Ma non può andare avanti così. Più decisi, più concreti”. Lo dice il segretario Pd, Matteo Renzi, in un’intervista al Corriere della Sera. Sui rapporti con il premier, spiega: “Enrico non si fida di me”, ma “sbaglia. Io le cose le dico in faccia”. E aggiunge: “Mi stupisco che a Roma non si rendano conto della necessità di correre. Saranno 15 giorni decisivi”. Poi Renzi su Vendola, nel Pd: “Perché no? Io sono per il bipartitismo. Pisapia a Milano, Zedda a Cagliari, lo stesso Vendola in Puglia governano con la stessa coalizione con cui governiamo Fassino, Emiliano e io»Perché no? Io sono per il bipartitismo. Pisapia a Milano, Zedda a Cagliari, lo stesso Vendola in Puglia governano con la stessa coalizione con cui governiamo Fassino, Emiliano e io”.

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