Renzi alla Direzione Nazionale del PD difende il Governo. Lunedì le conclusioni della direzione.

Prima direzione nazionale del PD dell’era Renzi. Il segretario gioca d’attacco: “Mesi di fallimenti, sulle riforme ci giochiamo la faccia”. Ma Letta difende il governo. Renzi ha aperto la direzione con un intervento netto. “Il Pd entra nel Pse per «cambiarlo». Lo ha detto il segretario democratico Matteo Renzi, aprendo la direzione del partito. «Entriamo nel pse per cambiare il Pse e l’Europa», ha spiegato, chiedendo di convocare una « direzione ad hoc su questo tema prima del 18-19 febbraio, in modo che ognuno possa esprimersi su questo». Matteo Renzi ha respinto al mittente le critiche per un possibile incontro con Silvio Berlusconi sulla legge elettorale. «Suona stravagante che arrivi oggi la polemica sul ‘pregiudicato’ Silvio Berlusconi quando ci stavamo al governo insieme», ha detto alla direzione. «Non ho visto ministri dimettersi per la sentenza di Berlusconi, li ho visti dimettersi per un ‘chi’?», ha attaccato. Critiche al governo: «Abbondano i ministri delle Riforme scarseggiano i risultati», ha insistito. «O il Pd riesce a fare le riforme o andiamo a una devastante campagna elettorale in cui l’antieuropeismo di Grillo si salderà con quello di Berlusconi con argomenti demagogici», ha avvertito. E l’opinione pubblica non farà distinzioni: «Ci diranno ‘voi siete responsabili del fallimento’». Sulla legge elettorale: «Non siamo riusciti a fare una legge elettorale in questi primi dieci mesi, è saltata l’ipotesi di una grande riforma costituzionale, abbiamo perso l’occasione durante il governo Monti in cui il presidente della Repubblica aveva di fatto creato una sorta di ‘doppio binario’ – al governo tecnico il compito di affrontare l’emergenza economica e al parlamento le riforme – abbiamo fallito», ha detto il segretario del Pd. «Noi diciamo che deve il Governo deve andare avanti, e andare avanti è l’esatto contrario di stare fermi». Così il segretario del Pd Matteo Renzi, durante la riunione della Direzione nazionale del partito. «Il governo ha diritto di andare avanti. Ma per andare avanti, abbia la forza di indicare un orizzonte. Non ci chieda di fare un rimpastino dove al posto di uno dei loro mettiamo uno di noi». Tra i primi ad intervenire anche il Presidente Gianni Cuperlo: “Non possiamo proseguire in questo modo. Un governo che non trovi nel principale partito di maggioranza un sostegno autonomo e convinto. Il primo partito sostiene e sosterrà il governo con la coerenza necessaria. Non basta più la formula: se fa va avanti. Bisogna essere chiari, per evitare il logoramento progressivo del governo ed alla lunga del nostro Partito. Non parliamo di rimpasto, termine da seppellire. Valutiamo una ripartenza: un nuovo governo Letta, con un recupero di profilo, di prestigio e di autorevolezza. Dobbiamo tenere conto delle valutazioni del Premier, del presidente della repubblica ma il Governo oggi è oggetto di critiche e riserve da parte della sua maggioranza e del suo partito principale. Non è credibile continuare con un governo che non sia nostro. No al bruto uomo d’onore: questa formula non funziona. Sulla legge elettorale pieno merito a Renzi per aver spinto tutte le altre forze politiche a confrontarsi sul tema. Bene il metodo: partiamo dalla maggioranza. Il punto non è discutere su Forza italia e Berlusconi: occorre un’ampia convergenza. Non convince riportare al centro Berlusconi rompendo con gli altri del centrodestra che hanno detto no ad una visione padronale. Ci sono le condizioni per riuscire a far passare la nostra posizione: doppio turno. Con le tre priorità: – rapporto diretto eletto, – salvaguardia di governo, – rappresentanza della rappresentatività. No alle liste bloccate. Scegliamo o le preferenze o i collegi uninominali. Benissimo l’ingresso nel PSE. Sui congressi regionai: vi sono esigenze e condizion diverse, realtà per realtà, ma una data unica (16 febbraio) mi sembra difficile, forse è più utile individuare una finestra che parta dal 16 febbraio, ma che consenta alle singole realtà regionali di concludere il percorso entro marzo”. 

“Sono fiducioso in un risultato positivo dell’iniziativa opportuna e coraggiosa che Renzi ha assunto sulla legge elettorale”. Così il premier Enrico Letta dopo la relazione del leader Pd alla direzione del partito. “E’ chiaro che per fare una legge elettorale bisogna coinvolgere l’opposizione. Le regole vanno fatte con tutti, forse si può evitare di incontrare Silvio Berlusconi”. Lo ha detto Stefano Fassina nel suo intervento alla direzione Pd. “Non avrei parlato del mio caso personale se non fosse richiamato dal segretario. Sciogliamo l’ambiguità rispetto al governo Letta, rispondiamo alla domanda: vi sono le condizioni affinché questo parlamento possa esprimere un governo di svolta”. Lo ha detto Stefano Fassina nel suo intervento alla direzione Pd. “Questo gruppo dirigente – ha aggiunto – ha avuto il merito di portare nel partito energie di qualità attraverso il congresso. Se non ci sono le condizioni per un governo di svolta andiamo a elezioni, rischiamo il logoramento. Il governo non può essere sostenuto da chi ha perso il congresso”. “E’ chiaro che se avanzo tre proposte sulla legge elettorale posso ricevere tre risposte diverse. Non dobbiamo riconoscere il diritto di veto ma nemmeno lasciare agli altri il diritto di scegliere”. Lo ha detto Guglielmo Epifani nel suo intervento alla direzione del Pd. “Sullo ius soli dobbiamo andare fino in fondo. Non è accettabile veder tornare i fascisti in questo paese. Ma non solo su questo, anche sul superamento dei Cie e sulla Bossi-Fini. E sulle unioni civili, tema interpretato da Alfano in modo scandaloso, non è accettabile che un nostro alleato parli in questi termini nelle nostre proposte. Non mi sta molto simpatico Alfano, lo dico con una battuta”. Così Pippo Civati nel suo intervento alla direzione del Pd. Sul lavoro Civati ha mandato un messaggio al suo segretario: “Dacci un testo di riferimento sul lavoro Matteo, per poter dare tutti un contributo”.

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