Il PD nell’era Renzi: si al decisionismo, ma è importante l’unità

Ci troviamo in un momento storico in cui le famiglie e le imprese incontrano quotidianamente enormi difficoltà ad andare avanti per superare la crisi che strangola l’economia italiana ed il problema della disoccupazione colpisce il 42% dei nostri giovani. Si fa continuamente riferimento alle precarie condizioni di cassintegrati, esodati, lavoratori in mobilità, sottoccupati e si parla addirittura di diminuire del 20% il salario degli operai per evitare il rischio di delocalizzazione delle aziende all’estero in barba ai più elementari diritti dei lavoratori, conquistati faticosamente con aspre lotte sindacali. Oltretutto l’ antipolitica avanza in maniera preoccupante, con i rappresentanti grillini che contestano fortemente le istituzioni ed assumono atteggiamenti denigratori e comportamenti offensivi, illeciti e, a volte, volgari. In questo contesto l’unica opportunità è quella di concentrarsi su un nuovo modo di fare politica, di puntare al raggiungimento degli obiettivi con il contributo di tutti, occorre che si crei la possibilità di individuare nuove prospettive, di attuare concretamente una migliore qualità di vita, di vivere in uno Stato di diritto in cui le regole in vigore siano rispettate e fortemente condivise. Occorre in pratica che si facciano quelle tre o quattro cose essenziali per il corretto e regolare funzionamento delle nostre istituzioni e si pensi finalmente a contrastare la crisi economica. Il segretario Matteo Renzi, avendo ottenuto una larga maggioranza nel partito, ha iniziato una intensa politica di rinnovamento creando una nuova classe dirigente, dando largo spazio ai giovani ed alle donne, utilizzando criteri meritocratici nella scelta dei collaboratori. Con il suo decisionismo, la sua immediatezza, il suo slancio, può apparire, a volte, sfrontato e antipatico ma ci interessa di più che sia efficiente ed efficace. L’ importante è che possa contare sull’ unità nel partito, che non ci siano più correnti interne, che vengano finalmente superate le divisioni Renzi – Cuperlo o le contrapposizioni Renzi -Letta. Occorre essere tutti insieme pronti a lavorare per il PD. È senz’altro positivo che si possa discutere e avere opinioni diverse perché questo rappresenta l’essenza stessa della democrazia ed il partito deve essere un luogo di discussione e di confronto, anche aspro, ma quando viene presa una decisione bisogna che si vada tutti nella stessa direzione. E questo vale anche e soprattutto per gli organi periferici, regionali, provinciali e, ancora di più, per i singoli circoli. (SERGIO PROIA)

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