Renzi verso la fiducia ma ancora senza accordo politico

Nulla di fatto nella prima riunione dei nove partiti disponibili a sostenere il nuovo governo. Schifani: “Passo avanti, ma non definitivo”. Il premier incaricato non partecipa. Berlusconi: “Matteo non è un comunista. Ma tra un anno si potrebbe tornare a votare”. Il premier incaricato rassicura: “Questione di ore”. E intanto si occupa di Alitalia. Si è trattato della prima riunione collegiale dei gruppi parlamentari disponibili a sostenere il governo Renzi, con Delrio a fare da ospite e raccordo fra le proposte di Pd, Ncd, Sc, Pi, Udc, Psi, Cd (che, uniti alle minoranze linguistiche di Sud Tirolo e Val D’Aosta raggiungono il ragguardevole numero di nove gruppi, inferiore solo all’Unione, la maggioranza che sosteneva il secondo governo Prodi formata da 14 partiti). Suoi interlocutori i capigruppo, mentre non hanno preso parte al vertice né Matteo Renzi né gli altri segretari di partito. “Questione di ore e chiudiamo tutto”. Sono queste le parole del premier incaricato Matteo Renzi.  Con la speranza che stavolta ci siano politici e non tecnici, perchè questi ultimi nei governi Monti e Letta non hanno prodotto nulla di buono. 

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