La Regione Lazio si appresta a chiudere anche l’Abecol: via le società partecipate inutili

In Regione Lazio non si spreca più. Un milione e duecentocinquantamila euro di risparmi e il taglio di una ulteriore società regionale, l’ABECOL, l’Agenzia regionale per i beni confiscati alle organizzazioni criminali del Lazio, le cui funzioni saranno internalizzate e svolte da specifici uffici in capo alle direzioni  regionali. E’ questo l’esito della riunione della Commissione Bilancio e della Commissione Affari costituzionali della Regione Lazio presiedute da Mauro Buschini e Baldassarre Favara.  “Credo che la Regione Lazio – ha spiegato il presidente Buschini – in particolare grazie anche al certosino lavoro delle Commissioni, si stia caratterizzando per una scientifica opera di ricognizione della macchina amministrativa regionale, finalizzata ad una azione di riorganizzazione ed efficientamento dell’intero sistema. Come evidenziato dalla Corte dei Conti, il mantenimento dell’ABECOL non era più giustificabile a fronte del mutamento del quadro legislativo nazionale che ha istituito l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, configurando nella società regionale una sorta di doppione della omologa nazionale.Necessitava, dunque, una sua abolizione e una internalizzazione delle funzioni in capo a specifiche direzioni regionali: alla Direzione regionale Politiche Sociali, Autonomie, Sicurezza e Sport nell’ambito della promozione di interventi per favorire un sistema integrato di sicurezza nel territorio regionale, con il supporto della Direzione Programmazione Economica, Bilancio, Demanio e Patrimonio per quanto di competenza. Un atto, quello approvato in Commissione, che significa, di fatto, risparmio di risorse pari a un milione e duecentomila euro e che si inserisce in quel processo virtuoso di spending review adottato dall’amministrazione Zingaretti che ha permesso, così come annunciato nei giorni scorsi, di evitare l’innalzamento dell’aliquota IRPEF, esentando il 70% dei cittadini laziali”.

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