Approfondimento sul DDL sulla prostituzione su Left, settimanale de L’Unità

Su Left, Settimanale de L’Unità (in abbinamento) del sabato, un articolo molto ampio sul Disegno di Legge sulla regolamentazione della prostituzione presentato dalla nostra senatrice Maria Spilabotte.  Si legge nel sottotitolo: “Un ddl del Pd vuole legalizzare la prostituzione: partita Iva e iscrizione alla Camera di commercio. E tasse alle sex workers per attingere a un giro d’affari di 5-10 miliardi di euro. Il Parlamento già si spacca tra “libertini” e “moralisti”. Il disegno di legge presentato il 4 marzo dalla senatrice Pd Maria Spilabotte prova a regolamentare la prostituzione. Come? Partita Iva e iscrizione alla Camera di Commercio per le prostitute che dovranno, come tutti i lavoratori, pagare le tasse. In pratica, per i senatori che propongono il cambio di rotta, la prostituzione – volontaria – è un lavoro come un altro. Ipotesi che trova il favore di un fronte eterogeneo, dal Pd a Forza Italia, passando per due ex senatori del M5s, perché «su questi temi saltano gli schieramenti tradizionali», come ha detto a left la senatrice forzista Alessandra Mussolini, fervida sostenitrice del ddl. Non tutti, però, condividono la strada “legalizza e riscuoti” e il terreno per la polemica è pronto.

 

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