E’ morto Vukadin Boskov

Il calcio piange Vujadin Boskov. Il mitico allenatore dello scudetto della Sampdoria ’90/’91 è morto all’età di 82 anni dopo una lunga malattia. Nato il 16 maggio del 1931 in Serbia, Boskov è stato uno dei tecnici più apprezzati e amati in Italia e all’estero. Memorabili le sue frasi, entrate a far parte del linguaggio comune. In Italia guidò anche Ascoli, Roma, Napoli e Perugia.
Da giocatore conquistò un argento olimpico a Helsinki ’52. Da tecnico, invece, il suo curriculum vanta un campionato e una Coppa delle Coppe con la Samp, una Liga, due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, due Coppe di Spagna e una Coppa d’Olanda. Seduto in panchina, Boskov riuscì a raggiungere due volte anche la finale di Coppa dei Campioni, una volta con il Real Madrid (1981) e una volta con la Sampdoria (1992), venendo sconfitto in entrambe le occasioni per 1-0 (dal Liverpool prima e dal Barcellona poi).
In Italia il nome di Boskov è associato alla Sampdoria e allo storico scudetto della stagione ’90/’91 e alla finale di Coppa dei Campioni di Wembley dei blucerchiati. Allora il tecnico serbo (ribattezzato bonariamente “zingaro della panchina”), poteva contare sulla premiata ditta Vialli-Mancini, su Vierchowod e Lombardo, Pari e Dossena, Cerezo e Mannini. Un gruppo affiatatissimo, che consentì a Vujadin di esprimersi al meglio e di conquistare gli appassionati di calcio di tutta Italia con le sue battute e la sua simpatia.
Ha vinto dappertutto: in Olanda (Den Haag), in Spagna (Real Madrid) e in Italia. Prima di essere chiamato da Paolo Mantovani, nella Sampdoria, si sedette sulla panchina dell’Ascoli (una retrocessione in B e una promozione immediata in A), chiamato da Costantino Rozzi. Due personaggi senza bisogno di autore. Nel 1986 il ritorno a Genova, in una Samp che stava costruendo qualcosa d’importante. Nel 1989, Boskov perse una finale di Coppa delle Coppe contro il Barcellona e, proprio contro i blaugrana, rimediò un’altra storica beffa, due anni più tardi, a un minuto dai rigori della finale di Champions, quando Ronald Koeman superò Pagliuca con una punizione delle sue, gelando i genovesi che avevano affollato il vecchio Wembley. Un’altra Coppa dei Campioni se l’era vista scippare nel 1981 dal Liverpool, quando allenava il Real Madrid.
LE FRASI
«Rigore è quando arbitro fischia». Queste e altre sue perle resteranno nella storia del calcio. La firma è quella di Vujadin Boskov.
quando ad esempio parlava del fantasista Benito Carbone, ripeteva: «Con sue finte disorienta avversari, ma pure compagni»
Celebre anche la sua faccia impietrita quando a Bari, nel bel mezzo di una polemica con Roberto Mancini – ripresa dalle telecamere a bordo campo – esclamò: «Chi ha sbagliato? Pagliuca?», proprio mentre il “Mancio” – da poco sostituito – lo apostrofava, parlando con il compagno Invernizzi. «Grandi squadre fanno grandi giocatori. Grandi giocatori fanno spettacolo e migliore calcio»
Se vinciamo siamo vincitori se perdiamo siamo perditori.
Non ho bisogno di fare la dieta. Ogni volta che entro a Marassi perdo tre chili.
Palla a noi, giochiamo noi, palla a loro, giocano loro.
Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0.

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