Zingaretti a favore dell’applicazione della legge 194

Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti si schiera a favore dell’applicazione della 194. La Regione Lazio ha approvato una delibera in cui si sottolinea come l’obiezione di coscienza possa essere invocata dai soli operatori sanitari che materialmente devono operare sulla donna incinta e si obbliga pertanto tutti i medici a prescrivere i contraccettivi, compresa la pillola del giorno dopo in fase preliminare all’interno dei Consultori.
Una vera e propria rivoluzione in una Regione dove, grazie anche alle scelte politiche delle precedenti amministrazioni, Storace e Polverini, la percentuale degli obiettori supera il 90%, e in alcune zone arriva addirittura al 100%. Una situazione che rendeva di fatto inapplicabile la 194 sul territorio regionale obbligando le donne che sceglievano di ricorrere al diritto all’interruzione di gravidanza a transitare da una struttura sanitaria all’altra alla ricerca di uno staff non obiettore.
Secondo le nuove linee guida pertanto, nella fase preliminare di accertamento della gravidanza e di fronte alla richiesta della donna di un’interruzione volontaria della gravidanza, i medici non potranno più rifiutarsi di rilasciare tale documentazione con la motivazione dell’obiezione, come chi invece l’aborto lo pratica materialmente, pena l’abuso d’ufficio.
La delibera si occupa, come già sottolineato, solo dei consultori e non degli ospedali ma come sottolinea Cecilia D’Elia, consulente di Zingaretti per le questioni dei diritti e delle pari opportunità: “Il decreto è vincolante per tutto ciò che riguarda la contraccezione, compresa la pillola del giorno dopo, che molti medici ancora si rifiutano di prescrivere, ritenendola a torto un farmaco abortivo. È invece un atto di indirizzo per quanto riguarda l’interruzione volontaria di gravidanza. Si ricorda, cioè, ai medici che l’obiezione di coscienza è sì tutelata dalla legge, ma non può essere estesa anche alla parte della certificazione a cui sono tenuti appunto i ginecologi dei consultori”.
Un intervento deciso quello di Zingaretti che riporta al centro delle politiche sulla salute il tema della 194 e dell’aborto, visti anche i recenti casi di cronaca che hanno scosso l’opinione pubblica nazionale e che potrebbe tracciare una strada ideale anche per altri Presidenti di Regione. E’ chiaro che la scelta della Regione Lazio segna anche la volontà di contrastare il ricorso all’aborto clandestino che diventa drammaticamente un possibile soluzione in quelle zone d’Italia dove l’obiezione è quasi totale.
La Giunta Zingaretti conferma così la volontà di perseguire obiettivi tangibili con i quali fare la differenza rispetto alle precedenti amministrazioni, come aveva promesso nel corso della campagna elettorale che lo ha visto designato Presidente. Un cambio di rotta importante che segna la scelta di riportare al centro dell’attività politica regionale i temi dei diritti, del welfare state e del contrasto alle discriminazioni, troppo spesso dimenticati e accantonati. Non è un caso infatti che il dinamismo politico di Nicola Zingaretti lo stia facendo apparire sempre più come un punto di riferimento non solo nel Lazio ma anche all’interno del Partito Democratico

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