Semestre europeo, cambiare verso all’Europa

Il Semestre europeo è alle porte, la Presidenza Renzi può rappresentare un’opportunità. Deve rappresentarlo. Il Premier Renzi si giocherà molto della sua credibilità in questo delicato passaggio. Mercoledì prossimo il premier volerà a Strasburgo per il discorso alla sessione plenaria del Parlamento europeo sulle linee guida del semestre italiano. Lo scacchiere europeo è fondamentale: Renzi sa che esistono anche ricadute assai concrete che derivano dal successo del semestre italiano e suo personale: se la flessibilità si traduce in milioni di euro, allora vuol dire più investimenti e quindi più lavoro e più crescita, aprendo una stagione ancora più forte. Dal tenore dei rapporti tra Roma e Bruxelles e, contestualmente, dalle riforme che l’Italia sarà in grado di mettere in campo, dipenderà la tenuta del Governo Renzi e, soprattutto, la prospettiva del nostro Paese. Il rapporto annuale dell’Istat presentato ieri alla Camera dei deputati alla presenza di Laura Boldrini è disarmante: giovani disoccupati, emigranti e sfiduciati; laureati e diplomati che faticano ad entrare nel mondo del lavoro e quando lo fanno sono precari e destinati ad un impiego di rango inferiore rispetto alla loro qualifica. Ed ancora: una generazione che trova difficoltà a mantenere il proprio impiego, con fabbriche ed aziende che chiudono; ed infine, un’altra generazione, quella degli over 50, che ha perso il lavoro ed è completamente sfiduciata nel futuro. Il semestre europeo deve essere l’occasione per ripartire: per far tornare investimenti produttivi in Italia, non più con l’assillo dei vincoli di bilancio. Il Paese rischia di non tenere nella coesione sociale: serve una svolta. Renzi deve farcela. Anche i nomi che il premier indicherà per la Commissione, o per altre cariche, dovranno avere un segno politico forte. Il più forte possibile. Per evidenti interessi, altri governi potrebbero spingere per nomine italiane con profili meno marcati. Il fatto che circolino anche i nomi di due ex premier come D’Alema e Letta è confortante: dagli italiani nelle istituzioni europee ci aspettiamo oggi che svolgano la loro missione con determinazione, usando tutto il prestigio internazionale acquisito e persino una certa aggressività, in linea con il proposito di dare una scossa all’Europa, alla sua politica economica, alla sua integrazione politica, e ovviamente alla sua politica estera. Positiva, infine, la nomina di Simona Bonafè come capodelegazione dei parlamentari italiani del PD: una giovane donna, per confermare che l’obiettivo è quello di cambiare verso all’Europa.

(Nelle foto: il nostro segretario di Circolo Gianpio Sarracco con il capo delegazione dei parlamentari europei del PD Simona Bonafè).

 

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