Addio a Giorgio Faletti, eclettico artista e scrittore: dal Vito Catozzo al Signor Tenente passando per “Io Uccido”

E’ morto Giorgio Faletti, all’età di 63 ani. Da pochi mesi aveva scoperto di essere malato, e da qualche settimana era rientrato da Los Angeles, dove aveva trascorso un periodo di cure in un centro specializzato contro i tumori. Poi il nuovo ricovero a Torino, all’ospedale Molinette. Sul suo profilo Facebook, proprio ieri aveva scritto: “A volte immaginare la verità è molto peggio che sapere una brutta verità. La certezza può essere dolore. L’incertezza è pura agonia”.

Un percorso anomalo per un bravo artista italiano, un percorso di enorme successo che Faletti ‘portava’ sulle spalle con grande nonchalance. Piemontese di Asti, aveva cominciato la sua carriera di attore e cabarettista negli anni Settanta, nel giro dei locali milanesi in cui si muovevano anche Diego Abatantuono, Teo Teocoli, Paolo Rossi. Poi, nell’epoca d’oro della tv, aveva ‘sfondato’ portando a Drive In il personaggio di Vito Catozzo. Ma il ruolo di caratterista gli stava stretto. Faletti era nato ad Asti il 25 novembre del 1950. Con lui scompare una figura unica, irripetibile, amabilmente eccentrica di versatilità artistica. Perché Faletti è stato cabarettista, attore, cantante, scrittore, compositore di musiche, paroliere, sceneggiatore, persino pittore. La favola della sua popolarità nasce però dall’ironia grottesca: quella delle gag surreali scolpite nella memoria televisiva del Drive In, nel bel mezzo degli anni Ottanta, quando interpreta Vito Catozzo e altre maschere paradossali dell’Italietta.
Nel 1994 torna in pista al Festival di Sanremo e questa volta lascia un segno decisamente più forte. Indelebile. Canta Signor tenente e addirittura sfiora la vittoria: si piazza secondo per una manciata di voti dietro Aleandro Baldi nell’edizione di un Festival che passa alla storia della canzone scoprendo pure il talento di Andrea Bocelli e Giorgia.
nel 2002 che Giorgio Faletti compie il primo miracolo letterario pubblicando Io uccido, un thriller sorprendente per ispirazione e classicità che arriva a vendere un mare di libri, oltre quattro milioni di copie! Iniziato trionfalmente, l’anno si chiude con una dramma: Faletti viene colpito da un ictus, che supera fortunatamente senza conseguenze, e che dovrebbe suggerirgli di rallentare la corsa. Ma Faletti è un treno, anche quando vive i tempi dello scrittore. Così nel 2004 manda nelle librerie un secondo romanzo, Niente di vero tranne gli occhi, che bissa il successo del primo e ancora sbalordisce i critici. Nel 2005, poi, si fa testimonial per una campagna per la tutela del diritto d’autore e nel novembre dello stesso anno riceve dal Presidente della Repubblica il Premio De Sica per la Letteratura.
Una ne fa, cento ne pensa. Così nel 2006 Faletti cambia ancora identità e si propone come attore, non più comico però, interpretando Antonio Martinelli, il professore apparentemente acido e spietato di Notte prima degli esami che si rivela invece un cuore d’oro stringendo un solido patto di solidarietà con la sua “vittima” Nicolas Vaporidis. La brillante interpretazione gli vale la nomination al David di Donatello come migliore attore non protagonista (riapparirà poi nell’incipit di Notte prima degli esami – Oggi del 2007, in riferimento al primo capitolo).
Eclettico, versatile, capace di far ridere con la satira e le gag demenziali di Vito Catozzo agli esordi, di far riflettere con la canzone Signor Tenente e di appassionare come scrittore di gialli.

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