La degenerazione populista del Movimento Cinque Stelle…il punto di vista di Roberto Giannitelli (PD Roccasecca)

Pubblichiamo un post di facebook del democratico Roberto Giannitelli (già segretario dei DS di Roccasecca) che commenta un articolo dell’Huffington Post dove si riportava il delirante ed offensivo post di facebook di una Senatrice cinque stelle. Precisamente la Senatrice Barbara Lezzi ha scritto: “Lo stalliere n.1 di Arcore, Grasso, ha in ordine: 1) impedito due voti segreti per soffocare i compagni dissidenti dei manutentori delle stalle, ovvero spalatori di merda, ovvero parlamentari del PD; 2)impedito di sub emendare un emendamento dei relatori (violando il regolamento per l’ennesima volta); 3) espulso un nostro collega con l’uso della forza”. Pietro Grasso come lo stalliere n.1 di Arcore. Il riferimento salta subito all’occhio: la senatrice paragona il presidente del Senato, ex procuratore nazionale antimafia, a Vittorio Mangano, il vero “stalliere” nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi. Mangano (morto qualche anno fa) è stato condannato per mafia”. Scrive Giannitelli: “Se fossi costretto al gioco della torre tra Grillo e Berlusconi, dalla torre butterei Grillo, e vi spiego perché. Berlusconi, per me, è sempre stato un avversario, rappresentando ed incarnando in se tutto ciò che più disprezzo al mondo. Berlusconi è l’antitesi totale ad ogni mio valore, e quel mondo che si riconosce in lui lo ritengo responsabile della cancrena italiana che dura dal dopoguerra. La vecchia DC (al potere) era fatta di Berlusconi, Craxi era fatto di Berlusconi e la destra in genere, compresa quella roccaseccana di qualche anno fa, era fatta di Berlusconi. Arroganza, prepotenza, disprezzo delle regole, volgarità cafona sono solo alcuni degli aspetti dei “berluschini”. Di Grillo, invece, mi fidavo! Poi, un 28 febbraio, arrivano 8 milioni di voti e perde la testa. E via con le scemenze. Incontri in streaming, tranne che per le riunioni segrete dei 5S. Oscenità antisemite. Battute di dubbio gusto e mai, dico mai, una sola analisi politica o una proposta che non strizzi l’occhio al populismo più becero. Per non andare oltre, è dell’altro ieri la cazzata sul Bossi statista. Ma Grillo è un classico che dura da secoli. Per capire le ragioni dei suoi vaneggiamenti potrei citare il matematico e filosofo francese del XII secolo Blaise Pascal che diceva che “tutti i mali degli uomini derivano da una sola cosa, dal non saper star soli in una stanza senza fare nulla” Mouse e tastiera in mano a un Grillo, e il danno diventa irreparabile. Grillo ha creato dal nulla un movimento di persone nuove che, per qualità e livello culturale, al nulla anela. Non ci si improvvisa, e i Di Maio, i Battista, la Lombardi del Mussolini buono non sono solo profeti di un’ignoranza spaventosa, ma anche dei supponenti presuntuosi. Dei deputati e senatori 5S non mi fido, li ritengo totalmente incapaci di rispettare gli impegni assunti e spero che mai il PD si lasci attrarre dall’idea pseudo-democratica del parlare con tutti.I grillini non contano nulla; la loro parola viene cancellata da una telefonata di Grillo o Casaleggio. Pertanto, prendere accordi con loro è solo un’inutile perdita di tempo. Un po’ come Berlusconi, i cui “colonnelli” contano meno del due di briscola. E poi, un po’ come voi, non entrano mai nel merito delle cose (patetica, e figlia anch’essa dell’ignoranza, la parodia dell’Aventino in compagnia della Lega), limitandosi a battute su Renzi-Fonzie o a spregevoli insulti sessisti (l’invito a “godersi” in macchina la Boldrini è la cosa più schifosa che il delirante Grillo abbia mai scritto). E’ questo il ridicolo e il limite stesso dei 5S. Anziché discutere di cose concrete (fatto salvo i citati interventi di demagogia populista), si distinguono per battute sceme o insulti vergognosi (vedi Hitler o i recenti richiami a Pinochet, per la colta senatrice Paglini, Pino Chet). Il fatto è che i grillini fanno di tutto per salire al “disonore” delle cronache, o con cazzate inimmaginabili (vedi la commissione che dovrebbe indagare sull’esistenza delle sirene) o con battute infelici (quella su Grasso è una di quelle) o con abomini totali (il Bossi statista è degno di un demente). Ciò che è importante, miei cari amici, è ridare oggi una proporzione a ciò che è sproporzionato; non si può buttare in battuta cose serie (ho paura di quello che l’antisemita Grillo scriverà sugli ebrei, confondendo – come tanti – il criminale governo di Israele con la sua popolazione). Ma naturalmente, queste per voi non sono cose gravi, vuoi mettere i comportamenti antidemocraticii di Grasso, lo stalliere di Berlusconi. Concludo con una nota degna di menzione. Renzi avrà 1000 difetti, ma la riforma sul senato è stata fatta. Non è forse la migliore del mondo, ma almeno lima una nostra ingessatura costituzionale, di cui il Grillo della prima ora, quello a cui non interessavano le poltrone e le operazioni propagandistiche, era assolutamente consapevole (leggevo il suo blog quando per molti era solo un comico). E per essere onesto, sono ancora, ieri come oggi, contrario alle preferenze, senza se e senza ma. Mi ricordo le battaglie della sinistra contro i raccattatori di voti (Elio Vito, mister 100.000 preferenze). Farne adesso il pensiero ispiratore dell’idea di democrazia è populista, stupido e di facile impatto sulla “gente”. Ho l’età e la memoria per ricordarmi i disastri che le mafie di mezza Italia hanno fatto con le preferenze”.

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