Imu Agricola, esenzioni: modifica nella classificazione dei comuni

imuBisognerà aspettare la pubblicazione del decreto varato venerdì dal governo per capire con esattezza chi dovrà pagare l’Imu agricola entro il 10 febbraio. Già si sa però che si torna alla vecchia classifica dei comuni esenti (i comuni di montagna) o dei comuni parzialmente esenti (i comuni parzialmente montani) secondo la classificazione dell’Istat. Di certo è stato abolito il criterio arbitrario dell’altezza del Municipio, come richiesto da diversi senatori e deputati e dalle associazioni di categoria.

Dunque: spazzata via la quota altimetrica del municipio come criterio per definire la «montanità» di un paese, non è ancora chiaro quali comuni dovranno pagare e quali no, di chiaro c’è solo la nuova data di scadenza per chi dovrà pagare, il 10 febbraio.  Nei comuni parzialmente montani e non montani l’esenzione rimane solo per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali.

Il Consiglio ha approvato su proposta del Presidente, Matteo Renzi, e dei Ministri dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, il decreto legge contenente misure urgenti in materia di esenzione IMU che va a ridefinire i parametri precedentemente fissati, ampliandone la platea. Il testo prevede che a decorrere dall’anno in corso, 2015, l’esenzione dall’imposta municipale propria (IMU) si applica:

– ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei Comuni classificati come totalmente montani, come riportato dall’elenco dei Comuni italiani predisposto dall’Istat;
– ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, di cui all’articolo 1 del decreto legislativo del 29 marzo 2004 n. 99, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei Comuni classificati come parzialmente montani, come riportato dall’elenco dei Comuni italiani predisposto dall’Istat.

Tali criteri si applicano anche all’anno di imposta 2014. Per l’anno 2014 non è comunque dovuta l’Imu per quei terreni che erano esenti in virtù del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con i Ministri delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, e dell’Interno, del 28 novembre 2014 e che invece risultano imponibili per effetto dell’applicazione dei criteri sopra elencati. I contribuenti, che non rientrano nei parametri per l’esenzione, verseranno l’imposta entro il 10 febbraio 2015.
Nella vecchia classificazione Istat Fontana Liri risultava totalmente montano (quindi non dovremmo pagare nulla, ma il condizionale è d’obbligo, vista l’incertezza che regna nelle associazioni di categoria!).

CALCOLO
Ma come si calcola l’Imu? Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali si calcola il reddito dominicale (il reddito relativo alla proprietà e non all’attività agricola) aggiornato del 25% e moltiplicato per 75. In questo modo si trova la base imponibile alla quale va applicata l’aliquota Imu decisa dal Comune.

Se per esempio il reddito dominicale è di 20 euro, la base imponibile è di 1.875 euro e con un’aliquota dello 0,76% l’Imu è di 14 euro l’ettaro. Per chi non è agricoltori professionale o imprenditore agricolo l’Imu raddoppia circa, poiché il reddito dominicale si aggiorna del 25% e moltiplica per 135

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