Banda larga, l’impegno della Regione Lazio


bandalargaLa Regione Lazio investe sulla banda larga. 
“Credo che il Lazio, nell’ambito del Piano nazionale possa essere uno dei motori e soprattutto protagonista nella trasformazione dell’Italia per passare da un Paese che accetta, riluttante, gli obiettivi Ue sul digitale ad un’Italia protagonista della sua rivoluzione- lo ha detto oggi il sottosegretario del ministero dello Sviluppo economico Antonello Giacomelli nel corso del suo intervento alla presentazione del Piano Banda Ultralarga.

Penso che Nicola Zingaretti e la Regione Lazio debbano avere un ruolo da protagonisti nel Paese- ha detto ancora Giacomelli. Chiedo al governatore, che è stato il primo a tracciare una strategia, di fare la propria parte, di essere da traino per i territori. Il Lazio può e deve diventare motore del sistema Paese, aiutare a costruire le relazioni con la società civile per renderla più aperta. Apprezzare moltissimo il lavoro che il Lazio ha svolto fino ad oggi. Ora occorre un altro sforzo. Se il Lazio cambia l’Italia è più forte. Siamo a disposizione per trovare tutte le forme di condivisione a sostegno di questa strategia”- ha concluso Giacomelli.

La svolta digitale è iniziata. Con 186 milioni di euro, da qui alla fine del mandato, avremo una Regione che va veloce, che offre servizi efficienti ai cittadini e che crea le migliori condizioni per nuovi investimenti da parte delle aziende. Il piano sulla Banda Ultra Larga, presentato dal Presidente Zingaretti, permetterà entro il 2020 di coprire l’intero territorio regionale con la banda a 30 mega e il 50% con la fibra ottica ultra veloce.

Il piano della Regione è strettamente collegato a quello del Governo, e permetterà in tempi brevi di collegare ogni cittadino, impresa e istituzione in modo veloce.

Una campo su cui il Lazio sta investendo molto rispetto alle altre Regioni perché consapevole che dai servizi immateriali passa un nuovo modo di vivere, lavorare e partecipare alla vita della comunità. Parliamo di open data, telelavoro, e-commerce, e-democraty, trasporti, innovazione, beni digitali e opportunità che al momento possiamo solo immaginare.

Le aziende si troveranno ad investire in un territorio fortemente connesso con il resto del mondo. I cittadini potranno essere informati, avere a che fare con meno burocrazia evitare spostamenti inutili e partecipare attivamente alla vita pubblica delle amministrazioni. Gli enti locali avranno la possibilità di attuare politiche innovative legate, ad esempio, alla gestione dei rifiuti, alla manutenzione della città, all’istruzione, alla sanità e al turismo.

Nella provincia di Frosinone la rete ultra veloce è già sperimentata, con la presenza di due linee: quella gestita dall’Asi che collega le zone industriali di Anagni, Frosinone, Sora, Isola Liri e Ceprano, e quella che collega l’Università di Cassino e altri istituti scolastici come il Liceo di Ceccano con la linea nazionale GARR . Buone pratiche che danno l’idea di quanto sia vitale la Banda Ultra larga per poter crescere.

Non basta però avere una rete veloce, è necessario che a questo si accompagni una progressiva riorganizzazione di tutto il territorio. Con la nuova rete i Comuni potranno unificare alcuni servizi, crearne di nuovi e risparmiare risorse pubbliche . Allo stesso tempo le aziende, soprattutto quelle medio piccole che soffrono la concorrenza internazionale, potranno unirsi in rete, abbattere costi e innovarsi.

La sfida è lanciata: enti locali e aziende non possono farsi trovare impreparate e devono da subito iniziare a pensare come sfruttare al meglio la nuova rete. Su questo il presidente Zingaretti ha annunciato che su aprirà una grande campagna di ascolto su 5 temi: Infrastrutture digitali di rete, Amministrazione digitale aperta e intelligente, la sanità digitale, le comunità intelligenti e cittadinanza e le competenze digitali. Un’occasione unica per continuare a cambiare il Lazio partendo dal basso e dalle esperienze dei territori.

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