Al Che

chePubblichiamo la poesia di Flavio Venditti dedicata ad Ernesto “Che” Guevara

Al Che

Buenos dias Comandante,

parola d’amore, guerriero di pace,

fatto di carne, fatto di sogni, fatto di uomo.

Eppur uomo non eri, ma fanciullo,

donna, vecchio, giovane, popolo eri.

Dove sei ora Comandante?

Hai bevuto al calice della giustizia?

Hai placato la tua rabbia, alfine?

Tutto è cambiato,

qui, dove niente muta.

Ipocrisia ed ignoranza son medicine sempre buone.

Eppur si muore a cento,

a mille, nella miseria dorata  di pensieri deformi.

E la vita non vale niente,

la morte niente vale.

Buenos dias Comandante,

io non ti ho conosciuto,

eppur ti vedo ogni giorno

sopra il volto di bambini iracheni

che si trascinano sulle grucce,

sul corpo dei inox de prua,

sugli occhi affollati di mosche

di figli che chiedono pane,

sulle maglie sdrucite di giovani,

profana sindone di quattro pezzenti.

Qui dicono che eri un mostro,

che hai fottuto migliaia di giovani:

qui, dicono che eri la rivoluzione!

Brutta cosa, la rivoluzione…

Qui dicono che eri diverso.

Forse, tu, eri un Uomo.

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