Marino, ma le colpe sono davvero tutte sue?

ignazio_marinoLa campagna denigratoria portata avanti da mesi contro Marino merita qualche approfondimento prima di giungere a frettolosi conclusioni. Riportiamo un sunto dell’articolo pubblicato dal sito Romafaschifo.com

A quanto pare dobbiamo dire ciao al Sindaco Marino. Probabilmente non ci mancherà, come non ci manca nessuno dei sindaci che lo ha preceduto: il Primo Ministro – già sindaco di Firenze – si è dimenticato la differenza tra una partita politica nazionale e la necessità di una città di essere amministrata e ha deciso che Roma deve far parte (non si capisce come!) di una sorta di riscatto del Pd da ingemmare con una vittoria alle amministrative del 2016. Marino verrà nei prossimi giorni accompagnato alle dimissioni, la città verrà bloccata da alcuni mesi di commissariamento e nel 2016, tra meno di un anno, si tornerà a votare per il nuovo sindaco. Non è la prima volta che la politica nazionale tenta di disarcionare il marziano arrivato al Campidoglio nel 2013. Ci provarono con la storia della Panda, ma se allora le colpe del sindaco erano minime, questa volta non solo non ci sono, ma si è accertato in maniera piuttosto evidente l’argine che Marino ha opposto alle mafie che si stavano divorando la città. Siamo piuttosto certi che l’inchiesta Mafia Capitale sarebbe emersa in modo diverso, o magari non sarebbe emersa, se nella primavera del 2013 invece di Marino avesse vinto Alemano le elezioni amministrative. Solo che Alemanno, un signore indagato per il 416bis, ce lo siamo tenuto 5 anni senza scandali, Marino invece cerchiamo di mandarlo a casa ogni sei mesi.
La chiusura della discarica di Malagrotta, gli interventi di cambiamento radicale nell’AMA, nell’Atac, nel patrimonio (basta negozi in centro affittati a 80 euro al mese, no?), al Teatro dell’Opera ed all’Auditorium della Musica. Ed ancora: le pedonalizzazioni delle zone del Tridente e dei Fori (sicuramente impopolari ma che rendono più turistica la città), la regolamentazione delle spiagge (Del Lungomuro di Ostia si parlava da decine di anni. Ora sono arrivate le prime ruspe, per l’estate 2016 Alfonso Sabella, delegato al Municipio lidense, promette grosse rivoluzioni. Che saranno tutte fermate in caso di dimissioni), la massima trasparenza negli appalti grazie alla nomina di un magistrato come assessore alla legalità, con un nuovo codice degli appalti. La battaglia sui cartelloni portata avanti da Marta Leonori, assessore al Commercio: Una partita enorme riguardante un grumo di criminalità e banditismo imprenditoriale di caratura dieci volte più grande di quanto emerso fino ad oggi in Mafia Capitale. Il nuovo piano anticorruzione, che ha ricevuto anche il plauso di Raffaele Cantone. Infine, il Bilancio. La città non approvava il suo bilancio di previsione in maniera regolamentare da 24 anni. Quest’anno per la prima volta Roma ha approvato il bilancio 2015 alla fine del 2014, come si deve fare. Marino sta provando a cambiare le cose e proprio per questo viene boicottato dai dipendenti pubblici romani (vigili che non cacciano le bancarelle, spazzini che non puliscono, ecc).

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