Il neo sindaco Gianpio Sarracco interviene alla Direzione Provinciale PD di Frosinone

pioPubblichiamo di seguito l’intervento del neo sindaco PD Gianpio Sarracco intervenuto ai lavori della direzione provinciale PD di Frosinone. Volevo cogliere l’occasione per ringraziare i dirigenti provinciali che sono venuti a Fontana Liri in questi mesi Antonella Di Pucchio, Alessio Gentile, Emanuele Belli, Marialuisa Ambroselli, Vittorio Save Sardaro, Valentino Parente, Giampiero Di Cosimo, Antonio Di Nota, Andrea Chietini, Massimo Sera, Sergio Staci. Il sindaco di Arce ed il Presidente della XV Comunità Dino Giovannone. I Circoli del PD dei comuni limitrofi Arce, Arpino, Monte San Giovanni Campano, Isola del Liri, Sora. Un grazie particolare al segretario di circolo del comune di Coreno Ausonio Mario Costanzo. Ed ancora, grazie al segretario provinciale dei giovani democratici Luca Fantini e tutta l’organizzazione giovanile;

Proseguo i ringraziamenti con il Presidente della Provincia Antonio Pompeo; il consigliere regionale Daniela Bianchi; il senatore Francesco Scalia; il consigliere regionale Daniela Bianchi; il Presidente dell’Asi Francesco De Angelis, per aver incontrato il nostro circolo a pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale; la Senatrice Maria Spilabotte che ha partecipato anche ad un incontro di contrada, così come il consigliere regionale Mauro Buschini; il segretario provinciale Simone Costanzo e, infine, un grazie speciale al dirigente provinciale Vincenzo Cacciarella, vicesindaco di Ceprano, supervisore della nostra lista per delega del provinciale.

Tutte queste persone, anche se appartenenti a correnti politiche diverse, si sono ritrovate a sostegno del nostro progetto e del candidato ufficiale del PD. Approfitto anche per precisare che abbiamo vinto si con una lista civica ma costruita attorno al candidato sindaco segretario del circolo cittadino, che oggi è sindaco del comune e questa ritengo sia stata la vittoria della politica e del PD, frutto di un lavoro continuo e costante nel tempo.

Politica nazionale: gli ultimi governi hanno avuto tutta una caratteristica. Sono partiti con grande fiducia, ma a ma mano a mano hanno cominciato a deludere le attese: mi riferisco a Monti, che poi ha fatto veri e propri disastri; ed a Letta, che ha deluso le aspettative. L’impressione è che anche Renzi stia intraprendendo lo stesso percorso, e questo sarebbe un errore imperdonabile. Sia per la grande fiducia e speranza che i cittadini hanno avuto in questo governo, sia perchè lo scenario che si aprirebbe sarebbe molto incerto e probabilmente per noi preoccupante.

A livello nazionale c’è sicuramente stata scarsa capacità del gruppo dirigente di farsi carico del pluralismo. Di tornare a capire, dai vertici nazionali a quelli locali, che omogeneo non significa più forte: perché l’omogeneità del pensiero non è un valore, in un partito. Se poi l’omogeneità diventa omologazione, è peggio ancora. Quindi non solo la minoranza dem, che viene sempre di più vista come riserva indiana, ma qualcuno dei cosiddetti renziani dovrebbe cominciare a dire a Renzi che occorre maggiore dialogo e meno fretta: la riforma delle province partorita è stata qualcosa di aberrante; sulla scuola poca discussione: imporre su un tema così delicato un voto di fiducia è stato un fatto grave, perchè la scuola è il ponte per il futuro, la scala della mobilità sociale.

Approfitto anche per esprimere la solidarietà al sindaco Marino per le minacce ricevute: quest’ultimo oggetto di critiche contro oltre ogni logica, sia perchè non lo merita ed eredita colpe che non sono sue, sia perchè è l’ultimo baluardo alla conquista di Roma dei cinque stelle.

Ed ancora, forse qualcuno dovrebbe cominciare a dire anche no alla Merkel: perchè sotto la scusa dei parametri euro, la democrazia nazionale viene svuotata e la sinistra rischia di morire, schiacciata dall’oppressione dei notabili attenti solo al bilancio.

Vorrei ritrovarmi in un Partito che torni a parlare di difesa dell’ambiente, di lavoro, ma anche di tagli alle spese militari: una questione completamente abbandonata, eppure il governo Renzi programma di spendere almeno 13 miliardi in tre anni.

Siamo in una situazione delicata, con una crisi economica sempre presente, un’immigrazione che crea inquietudine sociale.

Non vogliamo più essere un rubinetto che perde acqua, goccia dopo goccia: ogni giorno qualcuno abbandona il PD: Cofferati, Civati, Pastorino, Gregori e tanti militanti silenziosi che non si sentono più rappresentati.

Tutto questo non può passare inosservato e deve imporci delle riflessioni.

Ecco perchè anche noi a livello provinciale dobbiamo dare l’esempio: invece di continuare a litigare, proviamo a superare le divisioni.

Perché come dice Reichlin la sinistra non deve diventare una setta ed il Paese ha bisogno di un’alleanza fondamentale, tra la sinistra e le forze cattoliche che “hanno fatto la storia di questo Paese”.

Ripartire dunque dal concetto che il pluralismo è essenziale, per la vitalità di un partito.

Questo presuppone un ripensamento delle correnti attuali, soprattutto qui a Frosinone, dove sono viste solo come cristalizzazioni di aree di riferimento sempre meno politiche e sempre più personali, dove all’interno di esse i rancori personali prendono spesso il sopravvento sul ragionamento di merito.

Per non parlare dei famigerati caminetti: basta!

Sulla questione del congresso, farlo subito sarebbe il preludio al commissariamento: non siamo riusciti a completare il congresso nel 2013, mi risulta difficile pensare che ci si riesca adesso, con un’assemblea provinciale poco legittimata e un PD regionale concentrato dalla questione mafia capitale.

Con responsabilità sarebbe auspicabile costruire un nuovo quadro politico unitario, dove ovviamente tutti, e dico tutti, debbano sentirsi garantiti.

Mi auguro che la nuova segreteria sia condivisa e rappresentativa di tutte le aree politiche, in questo modo si potranno concordare e gettare le basi per un congresso che dovrà sicuramente farsi, ma senza fretta e soprattutto scegliendo bene anche i periodi di svolgimento.

Un altro punto: le regole.

Il PD è diventato il paese dei balocchi, dove tutto è possibile. Chi lo definisce un tram, chi un vestito buono per tutte le occasioni, sarebbe il caso che torni ad essere semplicemente un Partito: con regole interne certe e chiare, che però devono essere rispettate con rigore.

Non è possibile che alle amministrative, come spesso è accaduto nei comuni della nostra provincia, se ci sono tre liste, il PD è presente in tutte e tre le compagini.

Accolgo positivamente la sede unica proposta da Moretti, con spazi riservati agli eletti: anche in questo modo si può cercare di recuperare quel vero spirito di partito e comunità che con il tempo pare essersi smarrito.

Occorre un Partito che riparta dai territori, che abbia proposte, idee e progetti.

Convidivo le osservazioni di Alfieri, fare l’amministratore è difficile: per questo suggerisco la costituzione di un Forum degli amministratori, per la condivisione delle problematiche e delle esperienze amministrative.

Ho letto con orgoglio sul giornale che due sindaci del PD, Quadrini di Castelliri e Morini di Alatri, sono stati premiati da Legambiente per i risultati raggiunti nella raccolta differenziata e sicuramente, attraverso il Forum, per fare un esempio, potranno aiutare altri comuni a raggiungere gli stessi risultati.

Così come sono certo che abbiamo validi e virtuosi amministratori, che se messi in sinergia potrebbero aiutarsi tra loro ed aiutare il territorio stesso a crescere.

Aggiungo, infine, anche la proposta della diretta streaming per la direzione provinciale.

Lascia una Risposta

*

Il presente sito fa uso di cookie anche di terze parti. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni. La prosecuzione nella navigazione comporta l'accettazione dei cookie. Leggi di più

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close