Accordo Anci-società telecomunicazioni

antenneL’Anci ha raggiunto un accordo con H3G, Vodafone e Wind sul tema del canone per le locazioni delle stazioni radio base finalizzate all’erogazione del servizio di telefonia e connettività mobile. L’intesa, formalizzata in un protocollo siglato lo scorso 11 dicembre (si vedano anche le schede illustrative allegate al protocollo), ha l’obiettivo di contribuire a superare le situazioni di criticità nella relazione fra Comuni e operatori di telefonia mobile che si sono create da qualche tempo sul tema. In particolare, negli ultimi anni sono nati diversi contenziosi fra Comuni e operatori derivanti da un’estesa azione, da parte di questi ultimi, tesa a ridefinire al ribasso i contratti in essere; azione che, in alcuni casi, è stata effettuata con interventi unilaterali mediante il riconoscimento all’ente del solo valore minimo previsto per la Tosap o per la Cosap.

Cosa prevede il protocollo d’intesa
Frutto di un lungo lavoro di confronto attivato dall’Anci con tutti gli operatori nazionali di telefonia mobile e con le cosiddette tower companies, l’accordo prevede la condivisione di un criterio di calcolo per la determinazione del valore del canone di locazione delle stazioni radio base su aree o immobili appartenenti al patrimonio disponibile del Comune. Nel dettaglio, il criterio di calcolo prevede di prendere a riferimento il valore al metro quadro del bene calcolato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare, rivalutato con un fattore premiale che lo raddoppia e moltiplicato per il numero dei metri quadri occupati dall’impianto. Al fine di tutelare i Comuni più piccoli e quelli con valori immobiliari bassi e, contemporaneamente, contribuire ad armonizzare il mercato, sono state previste inoltre una soglia minima pari a 5.000 euro/annui e una massima, pari a 13.000 euro/annui.
Oltre al criterio di calcolo, il Protocollo d’intesa disciplina alcune regole procedurali mirate a normalizzare la relazione fra amministrazioni locali e operatori e consentire a tutti i soggetti coinvolti di avere elementi stabili in grado di garantire una migliore programmazione di medio e lungo periodo. Fra queste, vanno evidenziate l’impegno degli operatori firmatari a sospendere presso tutti i Comuni italiani, per 60 giorni decorrenti dal 1° gennaio 2016, le pratiche di revisione unilaterale al ribasso dei corrispettivi dovuti per i contratti di locazione in vigore e a prediligere, in luogo dei beni privati e ove possibile e consentito dalle necessità dell’ottimale erogazione del servizio, la locazione delle stazioni radio base su beni facenti parte del patrimonio disponibile dei Comuni.

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