Bufale

bufaleSu internet molte cose che girano sono false. Si tratta delle cosiddette bufale. Eccovene alcune più famose. Facebook: Con la nascita della app di Facebook Messenger molti si sono interrogati sull’invasione della privacy che comportava. Così è circolata la voce che bastasse postare sulla propria bacheca un post di protezione legale per difendere copyright e privacy. Non è vero, purtroppo. Così come non è vero che Zuckerberg donerà il 10% delle proprie azioni Facebook a 1000 utenti “fortunati”. Fortunamente non è vero che Facebook intende per ora introdurre un pagamento mensile per la piattaforma.
Red bull: La notizia che Red Bull e altre bevande energetiche contengono sperma di toro circola a ritmi alterni per via della presenza di taurina tra gli ingredienti. Senza tenere conto del fatto che la sostanza viene ottenuta sintenticamente – non estratta da animali – e che è comunque presente anche nel corpo umano.
Arance Hiv: Le arance provenienti dalla Libia sarebbero state contaminate con sangue infetto dal virus hiv. Il messaggio minatorio è circolato a lungo sui social, pregando le persone di condividere per salvare più vite possibili. Era solo uno scherzo, di pessimo gusto.
Willie Nelson (1933) non è morto.
Concludiamo con un cliché duro a morire. Si chiama “Secret Sisters Gift Exchange” ed è la rielaborazione furbetta della classica catena Una mail promette a chi legge che inviando a un’amica un regalo da 10 euro se ne riceveranno 36 in cambio. Ovviamente non funziona, ma qualcuno ancora abbocca.

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