L’assemblea dei Sindaci ha detto basta alle inadempienze di Acea.

acquaGiovedì 18 Febbraio ho partecipato ad un’assemblea storica, che dopo dieci anni ha votato l’avvio della procedura di risoluzione con Acea. L’assemblea dei sindaci, con un solo voto contrario, ha votato l’avvio della risoluzione contrattuale con Acea, inviando una diffida all’ente gestore e concedendo sei mesi di tempo. Al termine della votazione, c’è stato chi invece di guardare la luna, ha cominciato ad indicare il dito e molti, tra cui parte della stampa locale, ci sono andati dietro. La votazione è nulla? Assolutamente no. Si tratta davvero di un falso problema. Come ha ben evidenziato Severo Lutrario, membro del Comitato Regionale Acqua Pubblica, la chiamata nominale serve solo per verificare la doppia maggioranza, abitanti e numero di comuni. Infatti l’assemblea dei sindaci è regolata solo dalla Convenzione di Cooperazione che richiede che le decisioni abbiano la doppia maggioranza (per numero di comuni e per numero di abitanti). Nel caso di una votazione con un solo voto contrario, non occorre alcuna votazione nominale in quanto è implicito che vi è la doppia maggioranza. Inoltre la chiamata nominale c’era stata pochi minuti prima e pertanto i requisiti sul numero dei sindaci presenti e sulla quantità dei cittadini rappresentati erano già soddisfatti. La stampa semmai avrebbe dovuto criticare la sterile discussione sui 90 e 180 giorni che ha tenuto banco per tre ore: in presenza di una proposta di delibera avanzata dalla segreteria tecnica che definiva congruo il tempo in mesi sei, c’è stato chi, solo per cercare di rivendicare la paternità politica dell’operazione, si è impuntato per modificare arbitrariamente il termine. Polemiche a parte, la realtà è che ieri è stata approvata una delibera che formalizza le inadempienze dell’Acea e nel contempo nel documento, grazie ad un emendamento sottoscritto da 21 sindaci (tra cui il sottoscritto) si è tornati a parlare di acqua pubblica, come diritto fondamentale dell’uomo e per questo vi è una richiesta avanzata alla Regione Lazio affinchè dia subito attuazione alla Legge Regionale n. 5 Acqua Bene Comune. Inoltre l’assemblea ha respinto all’unanimità l’ipotesi di fusione Ato2-Ato5, che avrebbe comportato sicuramente un netto peggioramento del servizio.

IL SINDACO DI FONTANA LIRI GIANPIO SARRACCO

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