Cryptolocker

Questo virus dal nome un po’ complicato, che ha colpito a Gennaio anche il Comune di Fontana Liri, ultimamente sta facendo parlare di sè. Conosciamo meglio. 

Cryptolocker fa parte della famiglia dei cosiddetti “ransomware”, cioè virus che chiedono un riscatto per poter essere rimossi, e si fanno sempre più sofisticati e difficili da decifrare per un pubblico poco esperto.

Si tratta di un ransomware (ransom in inglese significa riscatto), ovvero di un tipo di programma fraudolento il cui scopo è quello di “rapire” i file contenuti in un computer rendendoli illeggibili e di chiedere il pagamento di un “riscatto” per renderli nuovamente utilizzabili.

RACCOMANDAZIONI
Equitalia, Telecom, Acea, o, più semplicemente, un parente, un amico o un perfetto sconosciuto.

Se a seguito dell’apertura di un allegato proveniente da una simile email vi accorgete che il computer rallenta e le icone dei file diventano tutte bianche, non perdete tempo: spegnete immediatamente il computer isolandolo dalla rete.

Se si agisce con prontezza ci sono maggiori possibilità di recuperare i files danneggiati.

Non attaccate assolutamente ad un PC infetto Hard Disk o pennette di memoria USB perchè verrebbero anch’esse danneggiate in brevissimo tempo.

Se il computer è in una rete, isolatelo immediatamente, per evitare che il virus danneggi files in cartelle condivise.

Il virus, molto probabilmente di origine russa, ha fatto danni enormi a diverse agenzie e aziende in tutto il mondo a tal punto che è stata lanciata una operazione su scala internazionale, di cui fa parte anche l’FBI, che si chiama Tovar, per tentare di arginare il fenomeno.

Recentemente il virus si è diffuso a macchia d’olio anche tra i computer italiani e le mail arrivano dai mittenti più svariati: a chi si finge un corriere in attesa di conferma di una spedizione falsa, oppure una falsa email dell’Inps, di una Banca o di Equitalia.

Inoltre, se l’utente elimina il virus dal computer (con un anti virus o un anti malware), non ripristina i files danneggiati e perde per sempre la possibilità di recuperarli, in quanto la chiave privata di decrittografia viene rimossa dal server segreto. Un eventuale rimozione di CTB-Locker elimina esclusivamente la richiesta di pagamento. Non ripristina in alcun modo i files.

Questo dato è indicativo di quanto sia importante la tempestività e di quanto sia importante spegnere immediatamente il computer quando ci si accorge di essere stati infettati (soprattutto se il computer fa pare di una rete).

Nessun tipo di recupero è possibile su sistemi dotati di Windows XP.

IL RISCATTO: IL BITCOIN
Bitcoin, di che cosa si tratta. La generazione dei Bitcoin è in mano a pochi individui in grado di fornire la potenza di calcolo necessaria per assumere in sostanza il controllo. <> «La blockchain è controllata da miner cinesi, due dei quali controllano oltre il 50% della potenza di calcolo degli hash. A una recente conferenza oltre il 95% del calcolo degli hash era controllato da un gruppetto di persone che stavano su una sola panca» scrive ancora Hean, denunciando il problema.

Per una criptovaluta nata proprio con l’idea di evitare la centralizzazione tipica delle valute nazionali si tratta di una triste ironia, che oltretutto cancella una delle caratteristiche chiave di Bitcoin.

E questo è solo uno dei problemi. Hean ne individua un altro, che ritiene anche più serio, ossia il fatto che «la rete è sull’orlo del collasso tecnico».

«Il meccanismo che avrebbe dovuto evitarlo s’è rotto, e come risultato non c’è più alcuna ragione di credere che Bitcoin possa davvero essere meglio dell’attuale sistema finanziario» commenta sconsolato Hean.

Il problema sta nel fatto che esiste un limite al numero massimo di transazioni che la blockchain può gestire in un secondo: non a caso, proprio per risolvere questa situazione qualche tempo fa è stata proposta la variante Bitcoin XT, che alza il limite.

Tuttavia, la discussione sull’aggiornamento non è mai arrivata a una conclusione a causa dell’opposizione di chi occupa una posizione di potere all’interno della comunità; anzi chi ha iniziato a fare uso di Bitcoin XT s’è spesso trovato a dover fare i conti con attacchi DDoS.

Inoltre, secondo Hean la discussione stessa sulla necessità di alzare il limite viene sistematicamente censurata nei forum: «Per la prima volta gli investitori non hanno un modo semplice di capire che cosa sta succedendo. Le critiche tecniche rivolte a ciò che Bitcoin Core sta facendo vengono bandite».

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