Fondo solidarietà comuni

anciRiportiamo dal sito Anci.it

L’Accordo raggiunto tra governo ed Anci sul fondo di solidarietà comunale 2016, nel corso della seduta di oggi della Conferenza Stato–Città, permette di assicurare oltre 6 miliardi di fondi spettanti ai Comuni, comprensivi dei ristori dei gettiti Tasi e Imu aboliti con la Stabilità 2016. L’importante risultato giunge a fine marzo, con oltre un mese di anticipo rispetto alla scadenza indicata dalla legge e permette una maggiore certezza nella formazione dei bilanci di previsione. Ciò è stato reso possibile da un intenso lavoro tecnico condotto in collaborazione con i Ministeri interessati e la Presidenza del Consiglio, con forte spirito collaborativo da parte di tutti. L’intesa raggiunta – sottolinea Via dei Prefetti – è innanzitutto compatibile coi bilanci di previsione che quest’anno restano fissati al 30 aprile. Inoltre, insieme all’approvazione delle note metodologiche che consentono il riparto di oltre 6 miliardi di euro governo ed Anci hanno concordato su diversi punti di forte attenzione per la finanza comunale. Innanzitutto, la necessità di una migliore valutazione del sistema perequativo che verrà sottoposto all’analisi della Commissione tecnica per i fabbisogni standard per valutarne la robustezza e sostenibilità. Già da quest’anno lo schema perequativo viene integrato con una correzione statistica che permette di contenere gli eccessi di penalizzazione dei Comuni, in primo luogo di quelli più piccoli. A questo primo punto si aggiunge l’impegno del governo a recuperare un ulteriore ammontare di risorse per assicurare lo stesso effetto ottenuto nel 2015 con la riserva di 29 milioni, definita con il dl 78, a sostegno dei Comuni eccessivamente penalizzati dal meccanismo perequativo. L’accordo raggiunto non comprende tuttavia alcune questioni delicate che erano state segnalate dall’Anci. Innanzitutto, l’Associazione valuta come eccessiva la cautela del governo di accantonare 75 milioni di euro, destinati al ristoro dei gettiti aboliti, che dovranno comunque essere assegnati a seguito della verifica delle stime tra qualche mese. Una minore cautela avrebbe consentito di venire meglio incontro alle effettive necessità dei bilanci comunali, nei quali il ristoro dei gettiti aboliti – e in particolare dell’abitazione principale – viene considerato sia sulla base dei pagamenti 2015 già riscontrati, sia prevedendo gli importi normalmente incassati nei mesi successivi. Si tratta delle cosiddette “code di gettito”, che rappresentano storicamente l’1 per cento circa, una piccola ma significativa quota di risorse a disposizione dei bilanci comunali.

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