Vertenza frusinate

Il sindaco di Fontana Liri Gianpio Sarracco sottoscrive la Vertenza Frusinate. 

Il Comune di Fontana Liri fa parte dei 75 sindaci che hanno sottoscritto il documento a sostegno della Vertenza Frusinate.
Di seguito il testo del documento sottoscritto:
Facendo seguito agli incontri che si sono svolti nel corso degli ultimi mesi e che hanno portato all’istituzione del Tavolo regionale permanente “Lavoro e Sviluppo in provincia di Frosinone”, si rappresenta, ancora una volta, il dramma dei senza lavoro nel nostro territorio e si chiede di mettere in campo idonee strategie e interventi che coniughino, insieme, la capacità di creare in tempi brevi nuovi posti di lavoro e, nell’immediato, misure di sostegno al reddito per affrontare, nel rispetto della dignità delle persone, l’emergenza in atto.

In provincia di Frosinone – lo dicono le cifre in possesso dei Centri per l’Impiego – ammonta a circa 135mila unità il numero dei senza lavoro e al 40% il tasso di disoccupazione giovanile. Dunque, un problema trasversale, che man mano che aumenta la fascia di età considerata, si trasforma addirittura in un dramma, causa l’assai più problematica ricollocazione dei senza lavoro.

Troppe sono le crisi e le vertenze aziendali in corso che hanno depauperato il sistema produttivo e acuito il già complicato quadro generale. Una situazione purtroppo destinata ad aggravarsi nei prossimi mesi, in vista delle scadenze di tutte quelle misure di sostegno al reddito che negli anni sono servite da tampone e che potrebbero avere preoccupanti conseguenze anche dal punto di vista sociale.

Tenuto conto, dunque, del quadro descritto – disoccupazione in crescita e fine degli ammortizzatori sociali – delle ricadute negative che la situazione determinerà in termini di congiuntura depressiva dell’intero sistema provinciale, si ribadisce, con urgenza, la necessità inderogabile di:

– riconvocare, a stretto giro, il Tavolo regionale “Lavoro e Sviluppo in provincia di Frosinone”, con all’odg non solo la costruzione di un modello di crescita e sviluppo del territorio ma anche la gestione dell’emergenza-dramma di una parte consistente della nostra comunità.

A tal fine si evidenzia la necessità di porre in discussione misure ad hoc rispetto all’emergenza come potrebbero essere quelle di integrazione o sostegno al reddito, oltre agli strumenti già individuati come l’assegno e\o contratto di ricollocazione e il microcredito, soprattutto considerando che la scadenza degli ammortizzatori sociali è prevista per il prossimo mese di giugno e dunque per una platea di nostri concittadini si paventa la possibilità di rimanere senza sostentamento finanziario.

Nel caso degli strumenti di integrazione o sostegno al reddito, non si tratterebbe di una misura a carattere permanente ma temporanea, una sorta di intervento di “somma urgenza” vista la drammaticità della situazione: una misura non più rinviabile e che implica la necessità di istituire un reddito di dignità.

Non solo, sarebbe auspicabile avviare la possibilità di configurare tali strumenti emergenziali, attraverso il coinvolgimento operativo degli Enti locali territoriali con la costituzione di un’anagrafe di progetti di pubblica utilità: in tal modo si darebbe forma non a misure di ordine assistenziale, ma di formazione\lavoro che permetterebbero di tamponare l’emergenza, garantire i diritti dei cittadini nei luoghi di residenza degli interessati dal provvedimento e servirebbe anche a venire incontro all’esigenza di servizi da parte dei Comuni che al momento non possono acquisire personale per le norme sulla finanza pubblica.

Oltre alle misure tampone, si richiede di avviare una stagione concreta di dialogo e di confronto finalizzato a creare le condizioni per lo sviluppo, definendo un modello “Frosinone” attrattivo per le imprese, con le auspicate ricadute anche in termini di assunzioni e di aumento dei posti di lavoro disponibili.

Un modello che, attraverso il lavoro congiunto di Regione, Provincia, Enti locali, Organizzazione di categoria, sigle sindacali, Consorzi industriali, rappresentanti istituzionali, permetta alla provincia di Frosinone di avere il riconoscimento di misure speciali come la Zona Economica Speciale, oppure l’Area di Crisi complessa che garantiscano investimenti e presenza\permanenza delle imprese.

Un modello di lavoro che favorisca l’avvio di una nuova stagione di infrastrutture a servizio delle imprese, sempre con il metodo della concertazione.

Senza trascurare la possibilità di lavorare per la stipula di un nuovo Accordo di programma, modulato sulle piccole e medie imprese che rappresentano l’ossatura del sistema produttivo locale e premialità per i bandi al riposizionamento competitivo.

I sindaci e le istituzioni locali sono disponibili a fare la propria parte, sia in termini di confronto, disponibilità e predisposizione di progetti operativi, ma non possono essere lasciati soli di fronte a quest’emergenza: i diritti dei lavoratori, ma soprattutto dei cittadini, hanno bisogno di attenzione e di risposte.

La progettazione per lo sviluppo sarà uno dei compiti e degli impegni del territorio, da realizzare nel confronto e nel dialogo con la Regione Lazio, anche rispetto alla disponibilità e ai fondi messi in campo, quello che si chiede, però, nell’immediato è l’intervento sull’emergenza.

Segnala il Sindaco Fausto Bassetta: “Proprio in questi giorni e’ stato pubblicato l’avviso esplorativo di manifestazione di interesse per l’acquisto dell’estesa area dell’ex deposito militare di Anagni. E’ un’importante opportunita’ per tutto il territorio in materia di riqualificazione ambientale e di rilancio economico e occupazionale. La nostra preghiera e’ la massima diffusione dell’avviso per valorizzare progetti e idee che possano essere realmente utili e importanti”.

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