Voto amministrative 2016: approfondimenti

Ad una settimana dal voto, è forse il caso di qualche considerazione.

Cerchiamo di fare il quadro.
Il Movimento 5 Stelle strappa a giunte di centrosinistra due città decisive come Roma e Torino, ma sempre candidati di centrosinistra riescono a mantenere lo scranno di sindaco a Bologna, Milano. A Napoli vince De Magistris, la sinistra antirenzi.

Travolto dai Cinque Stelle a Roma e a Torino, inesistente a Napoli, perdente a Trieste, vittorioso alla fine a Milano e a Bologna. La vittoria più importante (ma mediadicamente poco ad effetto) è solo a Varese dove l’avvocato Davide Galimberti, candidato sindaco di Pd e liste civiche, al secondo turno ha battuto l’imprenditore Paolo Orrigoni, sostenuto da Lega Nord, Forza Italia, Ncd e liste civiche, in quella città da 23 anni in mano alla Lega Nord e da sempre feudo del carroccio.

Il Movimento 5 stelle vince a Roma con Virginia Raggi, la più giovane al Campidoglio, a Torino, con Chiara Appendino, e in altre 17 città, tra cui Genzano, Marino, Chioggia e Castelfidardo, premiato dal doppio turno del ballottaggio.

A Milano, il testa a testa tra Beppe Sala e Stefano Parisi si conclude con la vittoria del primo, mentre Bologna riconferma Virginio Merola alla guida della città. Luigi de Magistris resta primo cittadino di Napoli. Brutte notizie per il Pd anche da Trieste: qui il centrodestra si impone.

Virginia Raggi nella Capitale ottiene il 67,59% delle preferenze, contro il 32,41 di Giachetti. È la prima volta che Roma ha un sindaco donna. A festeggiare la vittoria, anche Beppe Grillo a Roma e Davide Casaleggio.

La sorpresa più grande per il Pd, infatti, arriva da Torino dove la candidata 5S ha rimontato rispetto al primo turno superando Piero Fassino sindaco uscente e più volte ministro e ultimo segretario dei Ds. Appendino, 32 anni, è anche il sindaco più giovane a guidare Torino.

A Napoli vince e si conferma Luigi de Magistris, con il 66,85% dei voti. “Una gioia immensa”, ha detto appena sono stati certi i dati.

Il PD si consola con la conferma di Merola a Bologna e la vittoria di Sala a Milano. Bene anche a Varese dove la poltrona di sindaco va a Davide Galimberti del centrosinistra, che ha ottenuto il 51,84% delle preferenze su Paolo Orrigoni (48,16%).

A Isernia Giacomo D’Apollonio (Destra) ha ottenuto il 59,26% delle preferenze, sconfiggendo Gabriele Melogli. A Benevento Mario Clemente Mastella conquista la poltrona di sindaco con il 62,88% dei voti.

Si legge dal sito Repubblica.it: “Per Matteo Renzi e il suo partito il risultato è molto negativo. È soprattutto un pessimo risultato per il “renzismo” inteso come ambizioso disegno volto a rimodellare l’Italia definendo i contorni di un partito personale costruito sul carisma del leader”

Il centrodestra nel 2016 ottiene i sindaci di Trieste, Cosenza, Isernia, Crotone, Pordenone, Novara, Grosseto, Savona, Olbia, Benevento.

Il centrosinistra nel 2016 ottiene i sindaci di Milano, Bologna, Cagliari, Salerno, Rimini, Caserta, Bolzano, Varese, Ravenna.

Il Movimento 5 Stelle nel 2016 ottiene i sindaci di Roma, Torino e Carbonia.

La sinistra nel 2016 ottiene il sindaco di Napoli.

Le liste civiche nel 2016 ottengono i sindaci di Latina, Brindisi e Villacidro.

Analizziamo, rapidamente, i voti, regione per regione, nei comuni superiori a 30mila abitanti.

In Abruzzo vince il centrosinistra. Il dato è netto ed inequivocabile: cinque comuni grandi (Francavilla al Mare, Lanciano, Sulmona, Vasto, Roseto degli Abruzzi) e cinque vittorie con candidati sostenuti da coalizioni di centrosinistra.
Basilicata: a Melfi si conferma il feudo del centrosinistra con Valvano, ma a Pasticci attecchisce il Movimento Cinque Stelle con Viviana Verri.
In Calabria vince il civismo che guarda a sinistra: tre vittorie a Cirò Marina, Rossano e Cassano all’Ionio.
In Campania si dividono i comuni centrodestra (4) e centrosinistra (6) ma spicca soprattutto il ritorno di Clemente Mastella Sindaco di Benevento.
Non è un risultato bulgaro per il centrosinistra in Emilia Romagna: in due comuni su sei vince il centrodestra, a Cattolica sfonda il Movimento Cinque Stelle. Restano fedeli alla tradizione Cento, Cesenatico e San Giovanni in Persiceto.
Uno a Uno in Friuli: San Vito al Tagliamento al centrosinistra, Cordenons al centrodestra.
Nel Lazio, il Movimento Cinque Stelle non vince solo a Roma (che già potrebbe bastare!): si impone anche ad Anguillara Sabazia, Nettuno, Genzano di Roma, Marino. La Destra tiene bene: riconquista Cassino e Sora, conferma Terracina.
Al PD solo Morini ad Alatri, più una vittoria civica ad Ariccia e Mentana.
Il Movimento Cinque Stelle riesce a colpire anche il Lombardia, dove su 17 grandi comuni 8 vanno al centrosinistra (più Milano), 8 al centrodestra (compresi quelli mascherati da liste civiche) ma a Vimercate vince il M5S.
Non c’è un territorio dove il Movimento Cinque Stelle non riesce a penetrare: nelle Marche vince il grillino Ascani a Castelfidardo, mentre a San Benedetto del Tronto si impone il centrodestra.
In Piemonte, nove comuni grandi compreso Torino: un terzo al Movimento Cinque Stelle (che prende il capoluogo piemontese, Pinerolo e San Mauro Torinese). Tre vanno al centrodestra (Domodossola, Carmagnola e Trecate) mentre il centrosinistra vince solo a Nichelino, il resto è civismo.
Andiamo in Puglia: anche qua troviamo due vittorie pentastellate (Ginosa e Noicattaro). Poi tiene il centrosinistra che conferma nove comuni su 17.
In Sardegna la sinistra autonomista vince a Sinnai, mentre a Monserrato si afferma una lista civica di centro. A Cagliari Zedda (centrosinistra) aveva già vinto al primo turno
Anche in Sicilia abbiamo vittore a cinque stelle: Alcamo, Porto Empedocle e Favara. Cinque al centrosinistra e uno solo al centrodestra.
In Toscana tiene il centrosinistra (Altopascio, Sansepolcro, Sesto Fiorentino) ma cede due città al centrodestra (Montevarchi e Cascina).
In Umbria Assisi e Città di Castello vanno al centrosinistra.
In Veneto solo due vittorie della Lega (Montebbeluna e Cittadella), una del M5S (Chioggia) e quattro del centrodestra. Centrosinistra al palo.

Sui ballottaggi appare chiaro che il M5S dove gioca vince: Alla fine il risultato è quasi uno strike, 19 vittorie su 20 ballottaggi.

Numeri che indicano una dinamica, tutta politica. Al secondo turno, i 5 Stelle intercettano un consenso ampio e trasversale: la Raggi passa da 461mila a 750mila voti; la Appendino da 118mila a oltre 200mila. Mentre il Pd a stento riesce a mantenere l’elettorato fidelizzato al primo turno. Detto in modo un po’ sbrigativo ma efficace, la destra, o meglio gli elettori di destra, al secondo turno votano i 5Stelle. Non accade il contrario, come invece racconta il dato di Milano, nel senso che l’elettorato a 5Stelle non converge sul candidato del centrodestra Stefano Parisi. Il quale passa solo da 220mila voti del primo a 250 del secondo, segno di una minore capacità espansiva.

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