Tariffe idriche: intervista al Sindaco Sarracco

Intervista di Alessio Porcu al Sindaco Gianpio Sarracco sull’ultima assemblea dei sindaci. Tema: Tariffe idriche. Pubblicata sul sito alessioporcu.it

Ci può spiegare le linee principali dell’emendamento da lei proposto?
Prevedeva l’adeguamento tariffario dell’8% anzichè il 9% già applicato in via provvisoria dall’autorità garante. Inoltre contestava la pretesa sui conguagli di Acea riducendoli da 77 milioni a 34 e ne prevedeva il congelamento, ma nello stesso tempo abbassava di circa il 50% le pretese di Acea e presentava diversi vantaggi per gli utenti, non solo dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista sociale (prevedeva di aumentare i metri cubi di acqua annui gratuiti e tariffe agevolate per le fasce deboli con Isee inferiore a 7500 euro) e soprattutto migliorava il rapporto Acea-utenti, visto che prevedeva l’apertura, in totale, di 18 sportelli sul territorio provinciale contro i 5 attuali.

Voi eravate per l’aumento dell’8%?
Falso. L’Autorità nazionale ha già stabilito in via provvisoria il 9% di aumento che sta applicando dal 1 Gennaio 2016. La nostra proposta abbassava di un punto percentuale le tariffe, non le aumentava. Oggi, mentre aspettiamo la decisione sulla richiesta di sospensione, paghiamo il 9% in più rispetto al 2015. Noi chiedevamo che l’adeguamento tariffario potesse essere dell’8% e lo facevamo sulla base dei calcoli effettuati dalla Sto, il nostro organismo tecnico di supporto.

Quanti comuni hanno sottoscritto l’emendamento?
Venti comuni, tra cui città importanti come Veroli, Anagni, Ceprano.

La proposta aveva il parere tecnico favorevole della STO?
Si. Tra tutte le proposte sul tavolo era l’unica ad averlo.

Qualcuno ha obiettato: non si è capito l’emendamento, troppo tecnico.
Su questo punto bisogna invece capirsi bene: è fondamentale che l’emendamento sia tecnico, perchè dovrà confrontarsi con un dossier di Acea estremamente tecnico e complesso e perchè saranno i tecnici a giudicare le relazioni.

Non è un controsenso riconoscere degli adeguamenti tariffari al Gestore mentre sei mesi fa è stato avviato l’iter per la risoluzione contrattuale?
Assolutamente no. Anzi al contrario può essere ribaltato a nostro sfavore. Proprio nel momento in cui abbiamo iniziato l’iter per la risoluzione diventiamo inadempienti verso Acea, poichè non determiniamo le tariffe che gli spettano secondo il contratto ancora in essere.

Come si può spiegare ai cittadini che Acea aveva diritto all’adeguamento tariffario nonostante il servizio scadente?
L’assemblea non era chiamata ad esprimersi sulla qualità del servizio. Su questo già ci siamo espressi: il servizio è scadente ed abbiamo chiesto la risoluzione contrattuale. Tutti noi sindaci, infatti, abbiamo ricevuto una denuncia da Acea per danno di immagine. L’assemblea doveva esprimersi sul contratto in essere, secondo il quale il gestore aveva diritto all’adeguamento tariffario. A mio avviso siamo venuti meno ai nostri obblighi.

Lei ha invitato i suoi colleghi a non giocare a ribasso, che intendeva?
Che è facile dire che ad Acea non bisogna dare niente. Sicuramente elettoralmente paga di più, bisogna vedere però se ci sono le condizioni amministrative, tecniche e giuridiche per poter dire che ad Acea non spettava nulla. A nostro avviso non c’erano.

Secondo lei quali sono i rischi della proposta Ottaviani?
Principalmente uno: la tariffa idrica non è decisa dai Sindaci ma dall’Autorità per l’Energia, che riceve due proposte: ad una tecnica di Acea si è scelto di rispondere con una risposta politica, forse sostenibile giuridicamente, ma sicuramente lacunosa dal punto di vista tecnico. A coefficienti e funzioni di calcolo l’assemblea dei sindaci, votando il documento Ottaviani, ha risposto con un congelamento tutto politico che non ribatte alla richiesta di Acea nel merito, eludendo gli obblighi stessi dell’assemblea. Questa era ed è la nostra perplessità. Dunque il rischio è che oggi non si aumenta nulla, ma domani arriverà un altro salasso che sarà spalmato ancora una volta sui cittadini.

Acea ha fatto sapere che tra le proposte in campo la preferibile era quella del Sindaco Ottaviani.
Questo almeno sgombra i dubbi sul fatto che il nostro emendamento fosse “Pro Acea”.

Quale era la sua mediazione proposta al centrodestra?
Avanzare una richiesta di sospensione di congelamento delle tariffe e dei conguagli, come proposto dal centrodestra, ma in subordine in caso di rifiuto dell’Autorità Garante accogliere l’adeguamento tariffario dell’8%, le richieste della STO ed il nostro emendamento.

Secondo lei Ottaviani ed il centrodestra hanno fatto scelte elettorali e propagandistiche?
Sicuramente hanno optato per la linea più semplice elettoralmente ma anche la strada più rischiosa. Se la richiesta di sospensione non venisse accolta, resterebbe sul tavolo dell’autorità garante che dovrà decidere la tariffa solo la proposta di Acea. In questo caso l’ente gestore vedrà probabilmente riconosciute tutte le sue richieste, con pesanti conseguenze per le bollette pagate dai cittadini.

I momenti di tensione con D’Alessandro e Caligiore?
Tutto chiarito, ci mancherebbe. Dopo cinque ore di discussione può capitare qualche frase fuori posto. Avevamo ed abbiamo posizione diverse, ma non deve mai mancare il rispetto reciproco: ho chiesto scusa se potevo essere stato frainteso, le scuse sono state accolte, ci siamo spiegati e ci siamo stretti la mano.

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