Questione Acea: intervista al Sindaco Gianpio Sarracco

Si è svolta nei giorni scorsi l’assemblea dei sindaci per discutere sulla sospensione del procedimento di risoluzione contrattuale avviato a Febbraio. In pratica l’assemblea doveva esaminare se la diffida prodotta ad Acea sulle inadempienze contrattuali avesse prodotto effetti e se l’ente gestore in questi sei mesi aveva sanato le proprie inadempienze. L’assemblea dei sindaci ha detto no. Ha respinto le tesi di Acea. Ha bocciato le valutazioni tecniche fatte dai consulenti. Ha disconosciuto un parere proveritate di un avvocato esperto in materia ed ha scelto lo scontro con Acea. 42 sindaci hanno deciso di continuare sulla rotta di collisione con Acea, solo 14 sono stati favorevoli a dichiarare chiuso il contenzioso, un astenuto. Tra i 14 voti a favore, il Sindaco di Fontana Liri Gianpio Sarracco che spiega, in questa intervista, i motivi del contendere ed il perchè del suo voto a favore della proposta di delibera.

COME GIUDICA L’ULTIMA ASSEMBLEA DEI SINDACI
Ritengo che le scelte fatte nell’ultima assemblea dei sindaci ricalcano quelle della precedente: si è scelta la strada più rischiosa e si è evitata quella più logica. Il Sindaco di Patrica Fiordaliso l’ha definita un “meraviglioso orizzonte oscuro”, io vado oltre: “un vero e proprio salto nel buio”. Speriamo che Acea non accenda la luce.

PERCHE’ E’ STATA FATTA QUESTA SCELTA, SE DICE CHE E’ COSI RISCHIOSA?
Perchè è stata scelta la strada più facile elettoralmente, ovvero quella di colpevolizzare Acea senza supporti tecnici e dati reali e soprattutto lasciar credere che sia solo colpa di Acea.

QUALE SAREBBE STATA, PER LEI, LA SCELTA PIU’ LOGICA?
La logica era quella sostenuta da una relazione della Sto e da due pareri dell’avvocato Farnatani che esortava i sindaci a porre fine al procedimento di risoluzione avviato a febbraio, ma riteneva doveroso trattare con il gestore un piano di rientro del debito. A questo potevano aggiungersi anche ulteriori miglioramenti nella carta dei servizi al fine di tutelare gli utenti.

PUO’ SEMPLIFICARE?
L’argomento è, purtroppo, molto complesso. Per semplificare con un esempio, potremmo dire che abbiamo intentato causa al nostro vicino nonostante il nostro tecnico ci ci dicesse che non vi erano gli estremi ed il nostro avvocato dicesse che era rischioso perchè ci avventuravamo in un contenzioso difficile e, probabilmente, anche molto costoso.

QUINDI L’AVVOCATO FARNETANI AVEVA SCONSIGLIATO DI PROCEDERE CON LA RISOLUZIONE?
Con due pareri chiari ed inequivocabili, anche se ho sentito sostenere il contrario. L’italiano è una lingua che può essere anche interpretata, ma difficilmente fraintesa: Farnetani nelle sue conclusioni ha scritto testualmente che l’inadempimento attualmente imputabile al gestore è decisamente ridimensionato rispetto a quello contestato nel febbraio 2016, talché sarebbe rischioso – con la certezza di un complesso contenzioso – sostenere che sussistano ancora oggi i presupposti per la risoluzione del contratto.

QUALI RISCHI VEDE PER LA DECISIONE INTRAPRESA?
Il rischio più alto, intanto, è che si è scelto di stoppare una delibera che aveva non solo il parere tecnico ma anche un doppio parere legale. In sede di giudizio Acea potrebbe avere vita facile già su questo aspetto. Senza contare tutto il resto, come il non rispettare neppure il termine della legge 241/90, che imponeva di chiudere il procedimento entro il 14 ottobre. Vista la convinzione “almeno a parole” di alcuni sindaci che in assemblea hanno sostenuto la fattibilità attuale di risolvere il contratto con l’Acea, sarebbe bastato un loro emendamento per chiedere che si votasse, contestualmente, la risoluzione. Questo non è avvenuto!

PERCHE’ VI SONO QUESTE POSIZIONI COSI DISTANTI TRA I SINDACI?
I cittadini sono quasi tutti arrabbiati con Acea e dunque i sindaci preferiscono sparare su Acea e basta, a priori. Perchè la gente è arrabbiata con Acea? Soprattutto per due questioni: i frequenti disservizi ed il caro bollette. Due questioni che mandano su tutte le furie gli utenti. E ci mancherebbe, aggiungo. Ma la domanda è: la votazione di questa assemblea migliorerà il servizio? Abbasserà le tariffe? La risposta è no ad entrambe le domande. Anzi.

PERCHE’?
Sul caro bollette la gente legge l’importo e va su tutte le furie ma sappiamo bene che dietro quei costi alti ci sono ritardi ed omissioni della politica degli anni passati. Ed anche sui disservizi, il problema deriva spesso dai mancati investimenti. Fermo restando, ripeto, che il servizio è sicuramente carente e da migliorare e le bollette, purtroppo, oggi sono care e poco trasparenti.

PERCHE’ SOSTIENE CHE NON MIGLIORERA’ IL SERVIZIO ED I COSTI NON DIMINUIRANNO?
Perchè il no non significa che Acea torna a casa. Il problema principale rimane la mancanza totale di una controproposta. Ed anche se domani si votasse la risoluzione contrattuale, Acea resterrebbe come gestore per altri due anni, in economia. Ovvero, senza investimenti: dunque il servizio peggiorerebbe nel 2017 e 2018. Inoltre Acea comunque ha diritto a dei soldi per la risoluzione contrattuale e molto probabilmente saranno anche parecchi: ecco perchè le bollette non potranno scendere.

EPPURE MOLTI SINDACI ESULTANO PER QUESTO RISULTATO
Mi chiedo come mai chi oggi trionfa non ha mai proposto in questi mesi la sfiducia della STO, organismo che è stato ancora una volta disconosciuto e delegittimato, e non ha presentato un piano alternativo nè proposto e votato la risoluzione contrattuale.

PERCHE’ E’ AVVENUTO TUTTO QUESTO?
Succede quando la politica abdica. Una situazione analoga avvenne quando era Commissario Giuseppe Patrizi che proprio recentemente ha dichiarato che con il senno di poi un’intesa sarebbe stato un bene per tutti ma non si fece perchè la gente non avrebbe capito. La verità è che sulla difficile vicenda del servizio idrico non sempre si è scelta la strada migliore e che maggiormente tutelasse i cittadini, ma si è più spesso preferito andare alla guerra santa contro Acea perché è politicamente ed elettoralmente più redditizia. Tanto, alla fine, se le cose si mettono male sono i cittadini a pagare quando chi avrà cavalcato la protesta facile e creato tutto ciò magari non sarà più al timone dei comuni.

COME SI ESCE DA QUESTA STORIA?
Il problema non è la risoluzione con Acea. Il problema non è chi gestisce, ma come garantire la buona gestione. Oggi invece se si manda via Acea, viene un nuovo gestore. O meglio, si deve indire una nuova gara europea, a cui Acea può anche partecipare, quindi non è nemmeno detto che vada via. Se si vuole veramente l’acqua pubblica, bisogna modificare la legge che prevede, oggi, che l’acqua è pubblica e la gestione è privata. Quindi intervenire in pressing sul Parlamento, non nelle assemblee dei sindaci a fare le passerelle elettorali.

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