Referendum, i commenti di Costanzo e Spilabotte

Simone Costanzo sul referendum costituzionale del 4 Dicembre. “I cittadini hanno scelto, con un’elevata partecipazione e hanno indicato chiaramente la loro preferenza, facendo prevalere il No: Il Presidente del Consiglio ne ha preso atto per primo, con grande stile e ora si apre una nuova fase politica, che ci condurrà alle elezioni politiche, spero con una legge elettorale chiara. Desidero ringraziare tutti coloro che si sono impegnati in questa campagna referendaria, dura ma bella, per la passione e per il coraggio dimostrato!”. 

Senatrice Maria Spilabotte: “Il risultato del referendum è netto ed inequivocabile. Come ha spiegato il Presidente Renzi non c’e’ spazio per letture diverse. Sono convinta che l’Italia abbia perso un’opportunità di cambiamento, ma il referendum purtroppo era carico di un significato politico troppo forte per essere valutato diversamente: “Un voto pro o contro Renzi”. Ha vinto il no con un vantaggio tale da non lasciare scelte a Renzi, dimissioni e crisi di governo. Abbiamo perso una battaglia che consideravamo cruciale per il futuro del Paese. Noi ce l’abbiamo messa tutta, ci abbiamo creduto e lavorato molto. Purtroppo non è andata come speravamo, ma questa è la  politica  e questa è  la vita: una volta si vince, un’altra si perde. Desidero ringraziare tutti coloro che si sono spesi fortemente per questa battaglia, quelli che ci hanno messo la faccia e che, aldilà dell’appartenenza politica, hanno provato ad entrare nel merito. Oggi è il momento fisiologico della delusione e della tristezza per non essere riusciti a cambiare come speravamo il nostro Paese. Da domani si ricomincia, certo si apre una fase difficile. A mio avviso il Presidente della Repubblica può valutare un governo di transizione per cambiare l’Italicum e fare la legge elettorale del Senato e poi subito al voto in primavera, ma sia chiaro che anche e soprattutto il fronte del No dovrà assumersi le proprie responsabilità. Da parte mia non verrà meno l’impegno di sempre. Questa si chiama Democrazia. Continuiamo a difenderla sempre. Insieme”.

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