Referendum Costituzionale: ho votato NO, ho vinto, ma non sono contento! (parte seconda)

Secondo articolo di Lino Bianchi (Direttivo PD Fontana Liri) sul referendum costituzionale del 4 Dicembre.

Ho vinto perché non è stata approvata una riforma confusa e sbagliata.
Ho vinto perché i fatti hanno la testa dura e si dovrà tornare a discutere di cose concrete e non a fare propaganda.

Già Venerdì 28 febbraio 2014 ho scritto un articolo “Sosteniamo Renzi premier”
http://www.pdfontanaliri.it/2014/02/28/sosteniamo-renzi-premier/

Fuori da ogni inutile polemica, e senza affermazioni di generici ideali, avanzai, modestamente, qualche pratica proposta sui temi allora in discussione, riguardo al lavoro ed all’occupazione.
Le decisioni del governo sono state quasi l’opposto. E possiamo apprezzarne adesso l’efficacia.
Hanno funzionato?
Io considero il mancato funzionamento di quelle politiche fra le cause del voto “contro”; di chi ha votato NO per disapprovare la politica di governo.
Chi aspetta risposte per il lavoro che non trova, chi si sente ricattato dalla nuova regolamentazione del lavoro, chi subisce condizioni di sfruttamento, chi cerca lavoro e non lo trova ha colto l’occasione per dire “basta”.
E adesso chi pensa di ripartire dalla percentuale della sconfitta per perseverare sulla strada sin qui seguita dimostra solo la sua inadeguatezza culturale e politica.
Non ci sono percentuali da cui ripartire!
Si riparte affrontando i problemi della povertà, dell’indigenza, del rispetto delle regole, sia nei luoghi di lavoro che nel resto della società; in una parola si deve ripartire dai problemi di chi cerca lavoro e di chi è in condizione di difficoltà economica, di chi subisce la concorrenza di coloro che non rispettano la legge, basta con il lavoro nero e basta agli evasori.
Le proposte che avanzai nell’articolo sopra citato si possono considerare ancora attuali; altre, anche su temi diversi, possono essere avanzate.
Si apra un confronto sulle cose da fare e si scelgano dirigenti e rappresentanti sulla base di idee e proposte che andranno poi a sostenere, aprendo alle alleanze che concordano sulle cose da fare.
Perché non sono contento? Perché l’Italia ha perso troppo tempo.

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