Questione Acea

L’Assemblea dei Sindaci ha approvato a maggioranza con 33 voti a favore e 16 contrari (pari alla rappresentanza di 288.260 cittadini contro 109.598) la risoluzione del contratto di gestione idrica con Acea Ato5. “Recepisco la volontà sovrana della Conferenza dei Sindaci – dichiara il Presidente della Provincia Antonio Pompeo – Mi auguro che la decisione presa sia quella giusta e spero che non si riapra un’interminabile stagione di contenziosi. Inizia oggi una fase nuova con dei connotati difficilmente identificabili al momento”.

Una decisione storica per il territorio. È questo invece ciò che sostiene il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, da qualche mese in prima linea proprio per giungere a questa conclusione. “Dopo anni di soprusi e di mancato rispetto della convenzione – ha dichiarato Ottaviani – adesso è stata ripristinata la situazione di legalità tra il gestore e l’utenza della nostra provincia.

Il Sindaco di Fontana Liri (ospite tra l’altro Giovedì 15 Dicembre a Teleuniverso su tale questione) ha spiegato: “Abbiamo votato no poichè siamo preoccupati dei risvolti che vi possono essere sulla vicenda. L’obiettivo di tutti noi è quello di ridurre le bollette e migliorare il servizio. La scelta di rescindere il contratto con Acea potrebbe invece aprire strascichi giudiziari che andrebbero ad appesantire le tariffe, inoltre non conosciamo il dopo, ovvero chi e come si gestirà il servizio quando andrà via Acea. Siamo certi che migliorerà? Ed ancora: abbiamo votato una delibera estremamente lacunosa, con un parere tecnico negativo della STO (l’organismo tecnico dei sindaci) ed un parere legale che invitava i sindaci a non procedere verso la risoluzione. La nostra è una preoccupazione a tutela dei cittadini e del territorio, senza andare dietro a facili slogan che hanno solo il sapore elettorale. Il rischio concreto, per i cittadini, è che in un prossimo futuro le bollette aumenteranno ed il servizio peggiorierà”. 

Tra i sostenitori del no (oltre al Sindaco di Fontana Liri Gianpio Sarracco) il Sindaco di Patrica Lucio Fiordaliso che ha diramato il seguente comunicato:
Con fierezza ed orgoglio intendo ribadire il voto di Patrica CONTRARIO alla risoluzione della convenzione con Acea.
Lo ribadisco, ringraziando anche quei Sindaci che, insieme a me, hanno portato avanti una posizione di estrema responsabilità. E’ stato un percorso lungo, che ci ha visto uniti e che ci ha permesso di conoscerci e apprezzarci. Sono convinto che con loro si possa proseguire un percorso di collaborazione anche in altri ambiti.
Durante l’Assemblea è emersa la coerenza di pochi e l’incoerenza di molti. Mi riferisco ad esempio al voto sulle tariffe: sei mesi fa, quando cercavamo di far comprendere all’Assemblea che votare il piano tariffario era un adempimento obbligatorio e che quindi andava assolutamente approvata la proposta della STO che prevedeva rispetto a quella presentata dal gestore circa 40 milioni di euro in meno di conguaglio, 11 milioni di penalità ad Acea e agevolazioni per le fasce deboli, venimmo tacciati come amici di Acea da quei stessi Sindaci che manifestarono in quell’occasione convinzione nel dichiarare che le tariffe non andavano assolutamente deliberate.
Poi l’autorità dell’energia intervenne delegittimando quella scelta e diffidando l’Assemblea a votare.
Ho visto Sindaci di grandi Comuni, come Frosinone e Cassino,che si erano battuti con grande determinazione e convinzione nel difendere la contrarietà al voto tariffario, mestamente astenersi dalla votazione di ieri.
Spero vivamente non accada la stessa cosa sul punto della risoluzione, dove adesso si gioisce per una vittoria storica che sa più di vittoria politica che di vittoria del popolo.
Strana e incomprensibile anche l’autocelebrazione di vittoria del Centro destra contro i Sindaci del Pd. Basterebbe leggere quanto alcuni di essi siano stati determinanti per l’approvazione della risoluzione.
Politicizzare una questione come l’Acqua è stata la cosa peggiore che si potesse fare, veicolare un’assemblea per soli fini elettorali e personali ancor peggio.
Adesso viene il difficile: i Sindaci che pensano sia stata fatta la cosa giusta dovranno assumersi responsabilità importanti, interrompere un contratto di un miliardo e 200 milioni di euro senza alcun parere tecnico e con due pareli legali avversi è molto rischioso. Si aprirà un contenzioso imponente e i costi della risoluzione per i Comuni si aggirano a circa 200 milioni.
Acea gestirà solo in maniera ordinaria il servizio ancora per un anno e mezzo circa.
Tutti gli sforzi profusi da questa Amministrazione durante questi mesi, cioè essere riusciti ad ottenere l’immediatezza negli interventi, anche grazie alle tante diffide inviate, alle riunioni con i funzionari per garantire il miglioramento del servizio, ai sopralluoghi per pianificare alcune opere urgenti, tutto questo, molto probabilmente subirà un brusco passo indietro.
Si apre una fase incerta e poco definibile, in cui si spera che a pagarne le conseguenze non siano come al solito i cittadini, che anche attraverso il voto di ieri, ho tentato di tutelare fino alla fine.

I SINDACI CHE HANNO VOTATO Sì ALLA RISOLUZIONE
Alatri; Alvito; Arnara; Boville; Casalvieri; Cassino; Castro dei Volsci; Ceccano; Cervaro; Coreno Ausonio; Fiuggi; Frosinone; Guarcino; Monte San Giovanni Campano; Paliano; Picinisco; Pico; Pofi; Pontecorvo; Ripi; Rocca d’Arce; Roccasecca; San Donato Val di Comino; Sant’Elia Fiumerapido; San Giorgio a Liri; San Giovanni Incarico; San Vittore del Lazio; Serrone; Settefrati; Sora; Strangolagalli; Torre Cajetani; Vallerotonda.

I SINDACI CONTRARI
Anagni; Belmonte Castello; Ceprano; Esperia; Ferentino; Fontana Liri; Fontechiari; Fumone; Isola del Liri; Patrica; Piglio; Posta Fibreno; Sgurgola; Terelle; Veroli; Vico nel Lazio.

L’opinione (di Cesidio Vano)
Chi pensa, che la risoluzione del contratto con Acea Ato5 sia un punto di arrivo, sbaglia. E’ in realtà un punto di partenza. E non è neanche chiaro verso che cosa. Lo è per due motivi: primo, perché Acea e tutt’altro che ‘cacciata via’ e resterà comunque a gestire l’acqua in Ciociaria per un altro anno e mezzo con nuove tariffe che cresceranno dell’8 per cento all’anno; secondo perché, dalla notifica della risoluzione, si aprirà un feroce contenzioso del quale non si può, ad oggi, prevedere l’esito e quindi le eventuali ricadute economiche sui cittadini. Chi pensa, che con la risoluzione del contratto, si sia fatto qualcosa per migliorare il servizio idrico (unico obiettivo che si sarebbe dovuto perseguire), sbaglia. Perché di certo la revoca dell’appalto non aiuta la gestione, anzi la ingessa, limitandone la prospettiva temporale e quindi facendo venir meno gli investimenti pluriennali previsti e mantenendo il tutto negli orizzonti dell’ordinaria amministrazione. Prima che si rimetta mano a grandi e importanti opere passeranno anni e di tempo inutilmente perso (pur di fare la guerra ad Acea invece che costringere il gestore a far funzionare le cose) negli ultimi 10 anni ce ne è stato già a iosa.
Chi pensa che, se e quando Acea sarà uscita di scena, la gestione dell’acqua tornerà ‘pubblica’ e le tariffe saranno più basse, sbaglia e di grosso. Primo perché continua a perpetuare l’errore valutativo già fatto con i referendum del 2011 che non avevano le potenzialità per (e non hanno infatti potuto) obbligare a una gestione pubblica dell’acqua; secondo perché quella che sarà l’eventuale nuova gestione partirà – ed è stato già spiegato da più parti – con un handicap di almeno 200milioni di debito che debbono essere versati ad Acea e dovrà inoltre comunque garantire al subentrante un monte ricavi prossimo ai 100milioni.
E non bisogna dare ascolto al canto delle sirene, che presentavano come una vittoria anche l’annullamento del nuovo piano tariffario concordato nel 2007 e il conseguente blocco degli aumenti. Con il senno di poi, oggi sappiamo che quell’operazione ci è costata 75milioni di euro, che stiamo ancora pagando.
Comunque la si metta, la scelta di risolvere il contratto è stata un salto nel buio, per questo motivo non è da escludere che, in un futuro poi non lontano (ma lontano magari dagli appuntamenti elettorali), si cercherà di innestare la marcia indietro, facendo confluire tutte le incertezze seguite a tale decisione in un accordo transattivo con Acea, che lasci la gestione alla società romana e che riveda nel complesso i rapporti convenzionali.

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