Immigrazione, Fontana Liri dice no ai CAS

Il Comune di Fontana Liri dice no all’immigrazione tramite CAS (Centri di Accoglienza straordinaria). Il Consiglio comunale di Fontana Liri, su proposta del Sindaco Gianpio Sarracco, ha approvato una mozione sulla questione immigrazione. La mozione, dopo aver esaminato le varie tipologie di centri di accoglienza, si è soffermata sui CAS, centri di accoglienza straordinaria e su quest’ultimo tema ha deliberato che poichè non vi è controllo sulle identità delle persone accolte tramite CAS e soprattutto poichè a Fontana Liri insiste lo Stabilimento Militare Propellenti, una delle più grandi industrie di polvere da sparo e nitroglicerina presenti sul territorio italiano e sicuramente la più grande della provincia di Frosinone, il consiglio comunale fa voti alla Prefettura di Frosinone per escludere il comune di Fontana Liri dai bandi CAS.

I CAS: CENTRI DI ACCOGLIENZA STRAORDINARIA
Sono nati al fine di sopperire alla mancanza di posti nelle strutture ordinarie di accoglienza o nei servizi predisposti dagli enti locali, in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di richiedenti. Ad oggi costituiscono la modalità ordinaria di accoglienza. Tali strutture sono individuate dalle prefetture, in convenzione con cooperative, associazioni e strutture alberghiere, secondo le procedure di affidamento dei contratti pubblici, sentito l’ente locale nel cui territorio la struttura è situata. La permanenza dovrebbe essere limitata al tempo strettamente necessario al trasferimento del richiedente nelle strutture seconda accoglienza.
Mentre i privati continuano a fare affari entrando nella gestione del fenomeno migratorio, gli enti locali si tirano indietro, e fanno fallire l’ultimo bando Sprar poiché, proprio a causa della cattiva gestione dei CAS, speculatoria ed affaristica (35 euro al giorno pro capite pro die per ogni richiedente asilo), si è generato ovunque una psicosi.
Purtroppo la cattiva gestione genera razzismo e il razzismo attribuisce tutte le colpe a coloro che sono, invece, vittime del sistema
Il problema principale, inoltre, è la mancanza di controllo. Nei fatti nella stragrande maggioranza dei casi la gestione dell’accoglienza è affidata a soggetti privati che dopo aver partecipato a un bando della prefettura si mettono a disposizione: dagli albergatori ai ristoratori, fino ai proprietari di casolari e alle cooperative.
La gestione emergenziale del fenomeno, troppo spesso è passata sulla testa degli amministratori locali, con i prefetti che hanno imposto persone sui territori. E oggi ne paghiamo il conto: malcontento diffuso, poca trasparenza e una più facile speculazione.
Infatti, a differenza dello Sprar, nei Cas non c’è trasparenza: vince il bando della prefettura chi presenta la migliore offerta economica. Per le spese basta fare una fattura, come vengono spesi i soldi non è rendicontato. E controlli sono disomogenei e spesso fatti a campione
E così in questi anni sempre più soggetti non titolati sono entrati nel business dell’accoglienza e questo fa si che non solo si sperperano risorse pubbliche nelle mani di persone non qualificate o con pochi scrupoli ma anche e soprattutto che non si raggiunge l’obbiettivo primario, quello dell’inclusione dei migranti nel territorio in cui sono accolti.
Nei Cas siamo di fronte a strutture inadeguate, personale impreparato, rischio sfruttamento.
Per lo più si tratta di “strutture improvvisate”, dove lo staff è spesso impreparato a gestire il complesso fenomeno migratorio. A mancare è anche un’assistenza adeguata e percorsi di inclusione mentre sono frequenti i casi in cui gli ospiti finiscono nei circuiti del caporalato, del lavoro nero, dello spaccio e della prostituzione.
A denunciare la “malaccoglienza” tutta italiana dei migranti è la campagna LasciateCIentrare in due rapporti presentati a Roma nella sede della Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana). Un sistema pieno di opacità e difficile da controllare, pieno di speculazioni di privati che si improvvisano gestori mentre l’ultima delle preoccupazioni riguarda i servizi erogati, una politica sull’immigrazione ipocrita e fallimentare che non è accoglienza ma solo business e malaffare.

Nel territorio di Fontana Liri sorge, in Via Corso Trieste 1, lo Stabilimento Militare Propellenti di Fontana Liri.
Nato alla fine dell’Ottocento, nel 1893, negli anni è stato uno dei più grandi centri di produzione di polvere da sparo ed è stato uno dei quattro stabilimenti di produzione di polvere più grandi d’Italia ed ancora oggi è tra i più grandi stabilimenti del settore.
A conferma di ciò nel 1929 S. Barbara, protettrice del polverificio, venne eletta pure speciale Patrona della nuova parrocchia e del paese

Sicuramente negli anni passati il comune di Fontana Liri ha tratto indubbi benefici dall’insediamento del polverificio sul suo territorio, ma è altrettanto vero che ne ha pure condiviso rischi e pericoli e durante l’ultimo conflitto ha subìto vaste distruzioni in seguito al trentadue bombardamenti aerei che, come documentato dal Ministero dei LL.PP. – Ispettorato Centrale per la Ricostruzione Edilizia – danneggiarono ben 1074 vani, per cui il paese venne classificato “centro particolarmente danneggiato e con oltre il 70% di distruzioni.

Attualmente lo Stabilimento Militare Propellenti dispone di impianti di produzione per nitrocellulose, nitroglicerina e polvere sferica, nonché servizi e laboratori per l’effettuazione di test di prova chimico fisico e balistici sui propellenti, sulle materie prime.
Precisamente, produce:
– nitrocellulose per vernici;
– nitroglicerina;
– polvere sferica
– produzione energia elettrica
– allestimento cariche di lancio
– esplosivi

Considerato che i CAS, centri Accoglienza Straordinari, sono dei centri di accoglienza di migranti gestiti da privati su ordine delle prefetture che non garantiscono né l’integrazione dei migranti ma soprattutto il controllo degli stessi;
Considerato che tra gli immigrati irregolari vi sono molti che non alcun passaporto o carta di identità e che sono in attesa di essere ascoltati prima e del verdetto dopo della commissione per il riconoscimento dello status di rifugiati
Considerata la tipicità del Comune di Fontana Liri, come spiegato nella nota parte integrante della presente delibera;
Considerato che a Fontana Liri cui insiste la più grande industria militare di polvere da sparo e nitroglicerina della Provincia di Frosinone, essendo lo Stabilimento Militare Propellenti tra gli stabilimenti più grandi d’Italia nel settore;
Considerato che lo Stabilimento Militare è un obiettivo particolarmente strategico e sensibile, anche alla luce degli attacchi terroristici e/o di possibili azioni sovversive;

Tutto ciò premesso:

Il Consiglio comunale,
fa voti alla prefettura di escludere il territorio di Fontana Liri dall’arrivo di immigrati tramite CAS al fine di salvaguardare la pubblica e privata incolumità vista la presenza dello Stabilimento Militare Propellenti.
– di precisare, con il presente atto deliberativo, l’indirizzo politico chiaro e determinato, volto a far si che le attività e le strutture ricettive presenti nel territorio comunale non potranno essere adibiti a centri di accoglienza per migranti
– di precisare, contestualmente, che tale deliberazione non è dovuta alla mancanza di solidarietà ma alla tutela della pubblica incolumità e sicurezza visto che nel territorio è presente una industria militare di polvere da sparo e nitroglicerina e nitrocellulosa

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