Ciociaria Oggi, l’intervista al prefetto di Frosinone

prefettoCorrado Trento ha intervistato per Ciociaria Oggi il Prefetto di Frosinone. Riportiamo l’intervista, ripresa tra l’altro anche dal blog alessioporcu.it

L’omertà aiuta la criminalità, la mancanza di dialogo blocca lo sviluppo economico e dire no ai profughi è solo lo sterile populismo di qualche sindaco. Lo dice senza mezzi termini, nello stile che la contraddistingue, asciutto e deciso, il prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli. Una secca analisi, quella dell’ ufficiale di governo, che non vuole essere un richiamo. Piuttosto uno sprone per la provincia di Frosinone.

Eccellenza, nel messaggio di fine anno Lei ha fatto una raccomandazione alla classe politica e imprenditoriale: per il 2017 meno “io e più noi”. Cosa si aspetta?

«Che qualcuno mi stia a sentire (dice scherzando, ndr). Innanzitutto c’ è bisogno di cambiare impostazione mentale. In questa terra occorre una sorta di “ risorgimento” che faccia da volano per un nuovo sviluppo. In primis servirebbe un maggiore senso di responsabilità da parte di tutti all’ interno del contesto in cui viviamo. Poi una classe politica meno autoreferenziale e più attenta alle problematiche della popolazione. Infine imprenditori coraggiosi, anche quando la burocrazia impedisce loro la realizzazione dei progetti».

Una dellegradi emergenze che la Prefettura hadovutoaffrontare nell’anno appena concluso è stata quella legata ai profughi. Di certo la questione non è risolta. Lei ha anche accennato a una circolare da inviare ai sindaci per la collaborazione e l’accoglienza: è partita?

«Il 16 gennaio si terrà una riunione di tutti prefetti con il ministro Minniti, proprio per le linee guida da seguire. In attesa colgo l’ occasione per far notare che in provincia di Frosinone ci sono duemila profughi che rispetto a una popolazione di cinquecentomila abitanti rappresentano una goccia nel mare. Ai sindaci dico di smetterla con ordinanze che lasciano il tempo che trovano, emanate solo per accontentare momentaneamente la cittadinanza. Anche perché subito dopo arrivano le decisioni del Tar che le bocciano. Aspetto, quindi, le indicazioni tecniche del Ministero. Poi, se saranno quelle già paventate, procederò con la ripartizione: 2,5 richiedenti asilo per ogni mille abitanti».

Sicurezza e ordine pubblico: il 2017 dovrebbe portare il nuovostadio e la fine dei disagiper una parte della città di Frosinone. Quale sarà il compito della prefettura?

«La cosa importante è la realizzazione di una strada diretta di collegamento con il “ Benito Stirpe” . Mi impegnerò, quindi, a chiedere l’indizione di una conferenza dei servizi, alla quale dovranno partecipare la Regione, ilComune di Frosinone, la società di calcio e le forze dell’ ordine, proprio per trovare una soluzione. Tutto dovrà avvenire prima del mese di marzo, perché il nuovo stadio sarà omologato in quel periodo».

Sempre più le forze dell’ordine sono impegnate a contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata, specialmente a sud della provincia. Chiederà al Ministro un aiuto in termini di personale per affrontare il nuovo anno?

«Da noi la criminalità organizzata, nel senso stretto del termine, non esiste. Ci sono, invece, continui tentativi di infiltrazione. A tutti i livelli. Forse ne è testimonianza anche l’ incendio dell’ Area Disco. Il problema, però, è che c’ è omertà. Le indagini, se non si crea quel rapporto di collaborazione con le forze di polizia, sono difficili da portare avanti. Aumenti di organico non servono perché, grazie alla vicinanza con la capitale, abbiamo la possibilità di chiedere l’ ausilio del reparto di prevenzione del crimine: per tre giorni a settimana impegnato a Cassino».

Tra pochi giorni si voterà per le provinciali e subito dopo diversi comuni della provincia di Frosinone, tra cui il capoluogo andranno alle urne. Sarà anche questo un grande impegno per il suo ufficio?

«È stato un anno difficile sotto l’ aspetto elettorale. Oltre al referendum, abbiamo proceduto con il commissariamento di diversi comuni. Tutto ciò ha prodotto il distacco di alcuni dirigenti della prefettura negli enti rimasti senza sindaci. Per quel che riguarda le Provinciali non ci sarà un nostro impegno diretto: saremo solo attenti valutatori di quello che accadrà. In seguito dovremmo affrontare il gravoso impegno delle amministrative di primavera: per questo speriamo nell’ arrivo di due nuovi funzionari».

Il 2016 ha fatto registrare tante vertenze sul fronte occupazionale e la luce in fondo al tunnel sembra ancora lontana. Quale dovrebbe essere il giusto atteggiamento tra le parti datoriali e quelle sindacali?

«La prefettura costantemente si fa promotrice di tavoli di confronto. Il mio invito è quello di evitare contrapposizioni che producono solo l’ impoverimento economico del territorio. Stessa cosa va detta per quel che concerne la questione Acea, a prescindere o meno dalla risoluzione del contratto. Sono convinta che il dialogo con il gestore, così come stanno facendo alcuni sindaci, possa portare alla risoluzione di diverse problematiche relative alla rete idrica».

Per Lei inizia il terzo anno di mandato in questa provincia: che opinione si è fatta della Ciociaria?

«Ho imparato ad amare e apprezzare la gente di questo territorio. Ogni tanto faccio il “ predicozzo” a qualcuno, non per un atteggiamento di superiorità, ma perché credo che un prefetto debba incitare anche a comportamenti più consoni tutti coloro che rivestono determinati ruoli. Ai primi cittadini dico pure di indossare la fascia nelle circostanze ufficiali: è il rispetto che debbono alle Istituzioni e a chi li ha votati».

Ha a disposizione un regalo di Natale che ancora non ha consegnato e un pezzo di carbone chedeverecapitare: a chi l’uno e a chi l’altro?

«Il regalo, spero gradito, lo faccio a tutta la provincia di Frosinone: con ogni probabilità resterò ancora un anno in questa terra. Il carbone, invece, è per tutti quelli che devono riscaldare di più i loro cuori. Una volta ricevuto, farebbero bene ad accenderlo».

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