Pd, Cuperlo: “Scissione del partito farà franare la sinistra”

Cuperlo all’assemblea di Sinistra Dem parla a 360°. Renzi, il PD, il centrosinistra, le elezioni.
La strada indicata da Gianni Cuperlo passa per le dimissioni di Renzi da segretario e per la convocazione di un Congresso in tempi rapidi. “Se io fossi il segretario del Pd o se potessi dare a lui un consiglio fraterno, gli direi: ‘cerca il bene della tua comunità’, dimettiti domani e convoca il Congresso, sarebbe la via per misurarsi tutti, non solo lui, con una sconfitta, con una serie di sconfitte che possono punire non solo una leadership ma un intero progetto”.

A Renzi: “Se hai a cuore il destino del Pd e della sinistra, per citare Eros Ramazzotti ora che si avvicina Sanremo, ‘Fermati un istante’. Non per tutta la vita, ma ora costruisci le condizioni per una stagione diversa”. Così, tra gli applausi, Gianni Cuperlo si è rivolto al segretario del Pd Matteo Renzi aprendo un’affollatissima assemblea di Sinistradem, che ha riunito nella sede del Pd esponenti provenienti da tutta Italia della sua componente interna. “Serve un’alternativa – ha aggiunto Cuperlo – che non può prescindere dal Pd, ma non quello di oggi. Tu segretario, pensi di essere in grado di ricostruire con quel mondo un rapporto di fiducia?”.

Sulla scissione: “Come può la sinistra pensare di rompersi? La sinistra non può mai perdere se stessa – ha aggiunto, – noi dobbiamo creare le condizioni di unità. Vedere franare quel progetto storico non è un balzo in avanti ma un ritorno all’antico.”

Cuperlo ha quindi lanciato un messaggio di dialogo alle forze della sinistra, a partire da Giuliano Pisapia, a cui dà appuntamento il 20 e 21 di aprile a Roma per un “momento di confronto”. Prima di allora ci saranno però altri appuntamenti: “a Siena venerdì prossimo sul ripartire dalle disuguaglianze, poi al sud dove parleremo di scuola, a Bologna di sindacato, a Milano di dialogo”.

Intanto il sondaggio condotto per l’Huffington Post fa emergere come anche una eventuale coalizione da Alfano a Sel abbia difficoltà a raggiungere il 40%.
Un’eventuale grande coalizione con Matteo Renzi, Massimo D’Alema, Giuliano Pisapia e Angelino Alfano alle elezioni politiche non arriverebbe al 40%, soglia utile per far scattare il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati. È quanto rivela un sondaggio di Scenari Politici condotto per l’Huffington Post. Dopo le aperture dei ministri dei Beni Culturali e dei Trasporti Dario Franceschini e Graziano Delrio a una grande coalizione con il Nuovo Centrodestra, il dibattito nel Partito Democratico si è acceso. Il presidente del Pd Orfini ha già espresso il suo radicale dissenso da una big coalition che va dal centro moderato alla sinistra dell’ex sindaco di Milano. Mentre il segretario Renzi, dopo il famoso “liberi tutti” di D’Alema di qualche giorno fa (“se si va a votare senza modificare la legge elettorale e senza congresso, ognuno si sentirà libero”, aveva dichiarato), ha frenato sulle elezioni anticipate e ha aperto al Congresso nel Pd. Ma le trattative tra renziani e minoranza non sono affatto chiuse e l’ipotesi scissione non è ancora tramontata. La Lista D’Alema è data al 5,8% mentre quella Pisapia al 4,3%

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