Legge contro il traffico di organi prelevati da persona vivente

Dal sito della deputata PD Caterina Bini

E’ stato approvato definitivamente da entrambi i rami del Parlamento ed è diventato legge, il testo con cui si introduce nel codice penale il traffico di organi prelevati da persona vivente.

Il traffico di organi ha un giro d’affari globale stimato in quasi un miliardo e mezzo di dollari. Perciò è una buona notizia che esista una normativa specifica contro questa, che è una vera e propria forma di “tratta degli esseri umani”.

Fino all’approvazione di questo provvedimento, le pene previste per il traffico di organi erano esclusivamente a carico di chi svolge attività di mediazione e dell’operatore sanitario che si avvale di organi frutto di commercio, ma nessuna sanzione penale era prevista nei confronti di altre parti direttamente o indirettamente coinvolte nel traffico illecito di organi.

Il nuovo delitto introdotto nel codice penale punisce infatti con il carcere da 3 a 12 anni (e la multa da 50mila a 300mila euro) chi illecitamente, violando cioè la disciplina del prelievo e trapianto da donatore, commercia, vende, acquista o comunque procura organi prelevati da persona vivente. Se il colpevole è un medico o un sanitario, scatta anche l’interdizione perpetua dall’esercizio della professione.

E’ prevista la reclusione da 3 a 7 anni anche per chi organizza o propaganda viaggi oppure pubblicizza o diffonde (anche per via informatica o telematica) annunci volti al traffico di organi.

La proposta di legge di iniziativa parlamentare, che introduce nel nostro ordinamento un reato disumano che è giusto punire severamente, è stata approvata all’unanimità sia alla Camera che al Senato.

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