Mostra fotografica di Pasquale Proia a Senigallia

Il nostro concittadino Pasquale Proia, fotografo professionista, ha tenuto una mostra a Senigallia (provincia di Ancora, nelle Marche).
Riportiamo dal sito Senigallianotizie.it

E’ stata l’assessore alla cultura Simonetta Bucari ad inaugurare la mostra di Pasquale Proia all’Expo ex, presso i giardini della Rocca Roveresca. Si tratta di una mostra proposta dall’Associazione Remel ed allestita a cura di Alfonso Napolitano e Patriza Lo Conte.

Nell’occasione il prof. Bugatti, direttore del Musinf, ha segnalato come per la formazione e l’orientamento di Pasquale Proia sia stata importante, all’inizio degli anni ’90, la realizzazione della documentazione di una ormai storica mostra di opere-laser del maestro Vincenzo Bianchi, dedicata alla “Montagna di cristallo”. In tale evento Proia per la prima volta era entrato in contatto con tecnologie al tempo raramente accessibili. Tecnologie che lo spinsero ad ulteriori ardite sperimentazioni.

E’ complessivamente utile conoscere la biografia di Pasquale Proia per una corretta lettura della mostra, in quanto l’opera di Proia, sia negli esiti quanto nelle coordinate poetiche, corrisponde, con affetto e rigore, agli sviluppi tecnici e alle pulsioni poetiche della fotografia della seconda metà del Novecento.

Davvero quella di Proia è una vita dedicata alla fotografia, scandita dai capitoli, anche avventurosi ed appassionanti dello story telling di un esercizio tecnico, che progressivamente si è rivelato e si è imposto come arte autonoma, sperimentale, concettuale.
Nato a Fontana Liri nel 1963, a metà degli anni ’70 Proia si è appassionato alle immagini e alle arti visive, seguendo il lavoro del proiezionista e guardando i film in programmazione al Cinema Italia di Fontana Liri, gestito in quegli anni dal padre. Si accosta poi alla fotografia come apprendista di camera oscura e come operatore video-fotografico. Ciò si attua, avviando una duratura collaborazione con il fotografo Roberto Folchetti, appartenente ad una storica famiglia di fotografi attivi sin dall’inizio del ‘900 nella provincia di Frosinone. Dalla metà degli anni ’80 inizia ricerche e sperimentazioni personali, affiancando alla fotografia anche testi poetici, che lo portano allo scambio e alla conoscenza con artisti non solo in campo fotografico. Organizza e partecipa a diverse mostre collettive e personali. L’esposizione di fotografie di Pasquale Proia alla galleria Expo ex di SenigalliaNel 1987-88 frequenta un corso per fotoreporter presso il Centro Regionale per Foto-Cine Operatori di Roma, dove, fra gli altri, ha come insegnante il direttore della fotografia Erico Menczer, dal quale apprende importanti nozioni di foto di scena. Nel 1996 avvia una propria attività fotografica offrendo servizi sia a privati che ad enti ed organizzatori di eventi culturali. Diventa socio dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti “Tau Visual”.
Nel 1998 comincia ad interessarsi alle tecnologie fotografiche digitali realizzando nel 2001 “Cromocinetica” – uno studio di forme e colori in movimento realizzate con la tecnica della scansione senza uso di fotocamera, visionabili insieme ad altre sue opere nel sito on-line della Saatchi Art Gallery di Londra. Nel 2011 e 2012 partecipa con proprie opere alle serate poetiche “La notte delle stelle – Omaggio a Costantin Brancusi – Poesia per la Pace” organizzate dal “Labirinto dei Musei” dello scultore Vincenzo Bianchi a Fontana Liri. Nel 2014 ha partecipato al V Festival Internazionale di Videopoesia tenutosi in Argentina e il suo video “Is there anybody out there?” assieme ad altri provenienti da tutto il mondo, è stato selezionato per la proiezione presso la “Esculea de Arte Leopoldo Marechal” di Buenos Aires.

Sabato (25 febbraio, Ndr) la mostra di Proia a Senigallia è stata visitata dal critico Giorgio Bonomi, direttore della rivista Titolo, accompagnato dal prof. Stefano Schiavoni coordinatore della biblioteca arti visive del Musinf e da numerosi fotografi ed artisti. Alfonso Napolitano ha annunciato la prossima visita alla mostra da parte del prof. Vincenzo Bianchi, storico direttore dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.

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