Reddito di inclusione

inclusionesocialeVia libera definitivo del Senato al disegno di legge delega per il contrasto della povertà che introduce il reddito di inclusione. L’Aula di Palazzo Madama ha approvato il ddl – che aveva ottenuto il disco verde della Camera a luglio scorso – con 138 sì, 71 no e 21 astenuti.

Gentiloni: Via libera definitivo del Senato al disegno di legge delega per il contrasto della povertà che introduce il reddito di inclusione. L’Aula di Palazzo Madama ha approvato il ddl – che aveva ottenuto il disco verde della Camera a luglio scorso – con 138 sì, 71 no e 21 astenuti.

Il reddito di inclusione, figlio della sperimentazione regionale del Sia e prossimo strumento accentratore delle varie iniziative di lotta alla povertà, prevede una dotazione di 1,6 miliardi, che Poletti innalza a quota 2 miliardi “considerando anche le risorse europee”. Questi denari, prevede specificatamente la delega, dovranno esser distribuiti solo dopo la prova dei mezzi: l’Isee sarà necessario per accedere al supporto.
Il reddito di inclusione, detto anche Rei, è una misura varata per assicurare il sostegno economico in modo progressivo a tutte le famiglie che si trovano al di sotto della soglia di povertà assoluta, a partire dei nuclei con bambini.

Le finalità della legge sono:

introdurre una misura nazionale di contrasto alla povertà, individuata come livello essenziale delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale, basata sul principio dell’inclusione attiva
razionalizzare le prestazioni di natura assistenziale e quelle di natura previdenziale sottoposte alla prova dei mezzi,  introducendo il principio di “universalismo selettivo” nell’accesso secondo criteri di valutazione della condizione economica in base all’ISEE
riordinare la normativa in materia di interventi e servizi sociali

a base di partenza sarà comunque costituita dal SIA, ovvero il sostegno per l’inclusione attiva già sperimentato in 12 città con più di 250mila abitanti. Il SIA però era “riservato esclusivamente ai nuclei familiari con minori in situazione di difficoltà aventi ISEE inferiore a 3.000 euro e patrimonio inferiore a 8.000 euro (oltre che trattamenti di natura previdenziale e assistenziale non superiori a 600 euro mensili, con vincoli riguardanti il possesso di autoveicoli)”, mentre la nuova misura sarà estesa anche ai nuclei familiari “con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con persone con più di 55 anni di età in stato di disoccupazione”.

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