Un libro sui paradisi fiscali

Segnaliamo un libro di Zucman sui paradisi fiscali. I paradisi fiscali, una delle principali forze trainanti alla base delle crescenti ineguaglianze economiche, costituiscono una seria minaccia per le nostre società democratiche. Nel volume “La ricchezza nascosta delle nazioni” (add editore) Gabriel Zucman suggerisce una linea di condotta precisa e realistica per contrastarli.
Vi proponiamo spunti dalla prefazione di Thomas Piketty.
Per chi ha a cuore i temi dell’ineguaglianza, della giustizia globale e del futuro della democrazia “La ricchezza nascosta delle nazioni” di Gabriel Zucman è una lettura fondamentale. Si tratta forse del miglior libro mai scritto sui paradisi fiscali e su quello che possiamo fare per contrastarli. Non è eccessivamente tecnico, si legge con piacere e raggiunge tre obiettivi in modo conciso ed efficace.

Prima di tutto ricostruisce l’affascinante storia dei paradisi fiscali: come sono nati nel periodo tra le due guerre, e come hanno via via assunto il ruolo essenziale che svolgono oggi. Fornisce inoltre la stima più completa e rigorosa mai proposta dell’entità finanziaria dei paradisi fiscali nell’attuale economia mondiale. Infine, soprattutto, suggerisce una linea di condotta precisa e realistica per cambiare le cose, cominciando con la creazione di un catasto mondiale dei patrimoni finanziari che registri i proprietari delle azioni e obbligazioni in circolazione.

La proposta di Zucman è chiara e semplice: i governi dovrebbero assumere il controllo dei depositi centrali e via via concentrarli in un catasto finanziario mondiale. Gli Stati Uniti, l’Unione europea, il Giappone e, auspicabilmente, il Fondo monetario internazionale dovrebbero essere alla guida di questo processo, insieme a tutti i Paesi emergenti dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina che, alla luce delle gravissime perdite subite a causa dell’evasione fiscale e della fuga di capitali, volessero unirsi a questo sforzo cooperativo. L’inclusione nel catasto finanziario mondiale comporterebbe diritti e doveri: garantirebbe la tutela dei diritti di proprietà e delle transazioni finanziarie in cambio dell’impegno a trasmettere tutte le informazioni necessarie per identificare i reali proprietari degli attivi in circolazione. Questo sistema, secondo Zucman, dovrebbe essere accompagnato da una tassa di registrazione comune minima (ad esempio lo 0,1% del patrimonio netto individuale), che potrebbe essere integrata da aliquote fiscali progressive  stabilite dai singoli governi (o da coalizioni internazionali di più Stati).

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