Intervento del Sindaco Gianpio Sarracco alla Direzione Provinciale PD

Si è svolta la Direzione Provinciale del PD di Frosinone Venerdì 5 Maggio, presso l’Hotel Memmina. 

Di seguito riportiamo l’intervento del membro della direzione provinciale (e Sindaco nonchè segretario di Circolo PD Fontana Liri) Gianpio Sarracco. 

 

Ho partecipato con disincanto alle ultime primarie del PD. Sarà perchè per la prima volta mi è capito di svolgere delle primarie essendo sindaco. Sindaco di un piccolo comune, e per questo ruolo sto tutti i giorni sul campo, toccando con mano le ingiustizie sociali, le difficoltà delle famiglie ed una crisi del lavoro di cui non si intravede l’uscita. A questo si aggiunge una burocrazia che sfianca spesso i cittadini e gli enti locali. Con basso profilo ho sostenuto Orlando ed ho avuto modo di analizzare i risultati nazionali del PD: sicuramente due milioni di persone che escono di casa, per recarsi ai seggi, offrono un esempio di impegno democratico civile importante. Tanto più in tempi di disincanto politico, per non dire anti-politico, come questi. La vittoria di Renzi, però, se quest’ultimo non intende modificare la linea di indirizzo politico e migliorare la propria capacità di dialogo, rischia di risultare vana. L’analisi dei nostri elettori fornita dal sondaggio SWG ci consegna un partito votato soprattutto dal popolo dai capelli grigi: il 42% dei votanti, infatti, ha 65 anni e oltre. Un ulteriore 21% supera comunque i 55 anni. All’opposto, i giovani (fra 16 e 34 anni) sono una quota ridotta: il 15%. Non è una sorpresa. Fra gli elettori, infatti, come mostrano i sondaggi, altri partiti attraggono maggiormente i giovani. Per primo: il M5S. Ed in un momento storico in cui il voto giovanile conta ed influisce nelle famiglie molto di più che in passato, sarebbe una domanda da porsi, soprattutto per evitare spiacevoli sorprese alle prossime elezioni. I sondaggi accreditano il PD dal 25 al 30 per cento, sopra o sotto di poco al Movimento 5 Stelle. I dati del voto reale però sembrano raccontare un’altra versione. Secondo Maltese, nella storia del Pd la partecipazione al voto delle primarie ha sempre annunciato il risultato elettorale delle elezioni successive. Le primarie del Pd di Veltroni portarono ai gazebo 3,5 milioni di persone e il partito ottenne l’anno dopo il 33,4. Con Bersani segretario il Pd scese sotto i tre milioni di voti alle primarie e ben sotto il 30 per cento alle politiche. Se questo calcolo ha un senso oggi il Pd di Renzi faticherebbe a toccare il 20 per cento. Sicuramente è una ipotesi troppo drastica, ma di certo le primarie hanno rivelato molti problemi del PD: non saper parlare ad alcuni settori e mondi del nostro Paese che non ci individuano come forza politica capace di risolvere i problemi. Il PD dovrebbe discutere di tre, quattro temi fondamentali, con forza e chiarezza: il lavoro, sicuramente; l’ambiente; la legalità: ho letto interessanti interventi sulla criminalità organizzata e ben venga oggi l’esempio di Amaseno. Ma nessuno osa parlare della diffusa illegalità che oramai fa parte del nostro modo di pensare e che aleggia anche negli enti locali. La politica si è mai interrogata sui controlli negli enti locali? gli amministratori ed i politici devono vincere la sfida della legalità e della trasparenza, discutendo sull’introduzione di organi di controllo che monitorino la pubblica amministrazione, oggi lasciata non nell’autonomia ma nell’anarchia. Poi la sicurezza, che è un tema sul quale stiamo perdendo consensi. Se due milioni di persone bastano a farci legittimare Renzi, dovrebbero anche bastare per far capire che la legge sulla legittima difesa era ed è una priorità per i cittadini. La proposta di legge in merito ha raccolto due milioni di firme in pochi mesi. Infine il tema immigrati: sicuramente stiamo parlando di un problema europeo e di persone che scappano dalla disperazione, ma tra guerre e cambiamenti climatici questo flusso non si fermerà mai. Siamo di fronte a un flusso d’immigrazione che non si è mai visto nella storia. Qui, nel giro di vent’anni, è cambiata completamente la popolazione. E questo che è allarmante, e rischia di snaturare il Paese. Non è più un discorso di destra e sinistra. Tra l’altro tutto questo avviene senza condivisone ma per imposizione. Ho letto un recente articolo del sindaco di Posta Fibreno Adamo Pantano sul blog di Alessio Porcu dove, dopo aver appreso che alcuni migranti erano stati portati in una struttura del suo comune a sua insaputa, ha scritto che oggi i sindaci sono il sifone dello stato. Questo è quello che provo anche io oggi, visto che il Tar ha sospeso la mia ordinanza di sgombero per gravi motivi igienico sanitari in una struttura che ospita i migranti, poichè questa struttura, secondo la sentenza, visto che è oggetto di convenzione con la Prefettura, è stata sottratta al potere del Sindaco. Non importa se non ci sono le fogne, l’acqua potabile e quant’altro, i profughi non bevono e non vanno al bagno evidentemente…e poi l’ha deciso il Prefetto. Siamo tornati indietro al tempo del Podestà, nell’indifferenza della politica. 

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