L’ora legale? Non la vuole nessuno

Articolo a cura del segretario di Circolo Gianpio Sarracco. Siamo una provincia (ed un Paese) miope. Senza occhiali. Ho letto interessanti interventi sulla criminalità organizzata che sembra si stia sempre più infiltrando nella nostra terra. Ma nessuno osa parlare della diffusa illegalità che oramai fa parte del nostro modo di pensare e che aleggia anche negli enti locali. Il sindaco o l’amministratore che rispetta scrupolosamente le regole viene superato da chi risolve i problemi. Non importa come. Il cittadino reduce da una mentalità italiota vuole ottenere. Cosicché l’amministratore onesto passa per incapace o anche per fesso. La trasparenza viene sacrificata sull’altare del concetto “tengo famiglia”. La politica si è mai interrogata sui controlli negli enti locali? Tra l’altro la legge Bassanini, dividendo le responsabilità tra amministratori e dipendenti, ha creato un pericoloso corto circuito. Vogliamo parlare poi dei danni della legge Del Rio? E dei continui cambiamenti burocratici che mettono in difficoltà gli enti locali? Nella burocrazia eccessiva, vince il più furbo ed il più spregiudicato e non il più bravo. Prima di affrontare il tema della criminalità organizzata gli amministratori ed i politici devono vincere la sfida della legalità e della trasparenza, discutendo sull’introduzione di organi di controllo che monitorino la pubblica amministrazione, oggi lasciata non dell’autonomia ma nell’anarchia. Puntando, veramente, sulla semplificazione. Condivido quello che recentemente ha dichiarato la scrittrice Sveva Casati Modignani. L’Italia rischia di finir male. È un paese dalla testa corrotta, dove si può timbrare il cartellino e poi andare a giocare serenamente a tennis, perché manca del tutto l’esempio della classe dirigente. In tutti i campi! L’Italia è piena di ruberie, di persone incapaci di svolgere il proprio ruolo in tutti i settori. Piena di caste. Non solo politici ma anche giornalisti, notai, avvocati, farmacisti, medici, imprenditori. E’ un paese corporativo nell’anima. L’ora legale? Teniamoci quella per l’orologio, perchè quella morale, in fondo in fondo, non la vuole nessuno.

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